BINAGHI, NEXT GEN E NUOVA SEDE: “SARA’ AL PALALIDO”

Angelo Binaghi annuncia il cambio di sede delle Next Gen Finals già dal prossimo anno
lunedì, 13 Novembre 2017

Tennis. Angelo Binaghi, presidente della Fit, ha rilasciato interessanti dichiarazioni in vista della seconda edizione delle Next Gen Finals. Si rimane a Milano, ma presso la storica sede del Palalido.

Siamo in Fiera temporaneamente, in attesa che il Palalido venga completato. Un investimento che dovrà trovare il pareggio di bilancio a breve e poi creare utili. Fino a quel momento non si potrà assolutamente parlare di scommessa vinta. Quest’anno i costi sono stati elevatissimi. Sono contento di quello che il nostro team ormai rodato da anni di Foro Italico, Davis e Fed Cup, è riuscito a creare nella Fiera, con una gestione perfetta degli spazi per il pubblico. Ma c’è un equilibrio da trovare in fretta per fare in modo che il prodotto possa avere un futuro”.

Sono state numerose e dibattutissime le nuove regole sperimentate, che potrebbero forse trovar posto anche nel circuito Atp: “Sono tutte interessanti, le promuovo senza riserve. In particolare togliere i giudici di linea e sostituirli con il sistema di Occhio di falco permanente mi pare una novità da introdurre subito. Così come lo shot clock, che di fatto va nella stessa direzione, ossia rendere automatico qualcosa che già esiste, il tempo di 25 secondi tra un punto e l’altro. Mi piacerebbe vedere applicati pure il no-ad, il no-let e il coaching. Il tennis è rimasto fermo molto a lungo e adesso qualche cambiamento se lo può permettere.

Tantissime polemiche in seguito alle modalità tramite cui si è svolto il sorteggio: esente però da ogni responsabilità la Fit. “L’Atp ha ammesso il suo errore e ci ha chiesto di organizzare la cerimonia del prossimo anno. Del resto, fanno tante cose molto bene e non devono per forza occuparsi della gestione di una sfilata di moda. Sono sicuro che sapremo offrire un servizio all’altezza del torneo anche in quell’occasione”.

Infine, la nota più importante, legata alle prestazioni dei giocatori. Ecco i suoi preferiti: “Il migliore di tutti, a mio parere, è uno che non è nemmeno arrivato in semifinale, ossia il canadese Denis Shapovalov. Ma io sono particolarmente contento di aver ritrovato un giocatore come Gianluigi Quinzi, che pareva addirittura doversi fermare e interrompere la carriera da professionista. Anche quando vinse Wimbledon juniores non ho mai pensato che potesse diventare uno da primi tre al mondo, ma non è nemmeno destinato a restare numero 300. Farà una buona carriera, che arrivi a essere top 30 o 50. Sarà utile al tennis italiano come lo sono stati Fognini e Seppi. E da qui ha ricavato una buona dose di fiducia, che adesso dovrà coltivare con l’aiuto di un ottimo allenatore come Fabio Gorietti”.


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