BOLLETTIERI A TUTTO CAMPO: “DATEMI FOGNINI E LO CAMBIERÒ”

Il grande allenatore americano fornisce il suo mai banale punto di vista sul tennis attuale. Ci sono parole per Djokovic, Nadal e Federer. Ma poi si lascia scappare una profezia sul nostro Fabio Fognini.
venerdì, 1 Maggio 2015

Tennis – Nick Bollettieri, si sa, non è un personaggio che passa inosservato. E non passano inosservate le sue parole e nemmeno il suo modo di vivere. Il grande coach ha 84 anni, ma non rinuncia mai a svegliarsi ogni giorno alle 5 del mattino, fare i suoi esercizi di stretching, minimo 150 flessioni, un po’ di pesi e andare poi al campo da tennis a dare lezioni. Insomma, Nick non ha perso il suo spirito da ex militare come racconta in un’intervista al quotidiano La Stampa.

In questi giorni fanno notizia le confessioni di Mike Agassi, padre di Andre, pubblicate nel suo libro “Indoor”, in cui si fa notare come Bollettieri non abbia insegnato ad Andre a giocare sotto rete. “Mike tira pugni a tutti coloro che in passato lo hanno aiutato” sentenzia Bollettieri. “Vi consiglio di sentire cosa dice suo figlio di me e cioè che senza Bollettieri non sarebbe mai stato numero 1 del mondo”.

Non possono mancare considerazioni sul tennis attuale e sul numero 1 del mondo Novak Djokovic. Le parole di Nick Bollettieri sul serbo sono chiare e senza fronzoli: “Nella storia del tennis ci sono stati molti grandi giocatori, ma pochissimi senza punti deboli. Novak è un giocatore senza punti deboli”. Dunque, il serbo potrebbe vincere anche il Roland Garros in questa stagione e completare il Career Grand Slam: “L’unica cosa che si può fare è crederci. L’avversario più pericoloso per Djokovic, in questo momento, è Djokovic stesso”.

Ma anche Roger Federer può essere antagonista credibile al tennista serbo. Ma, secondo l’allenatore statunitense, deve adottare una sola tattica per poterlo battere: “Se Federer vuole battere Novak deve essere aggressivo e prendere la rete”. Agli altri restano solo le briciole: ”Nadal non è più il tennista che rimanda sempre la palla indietro, mentre Murray sta attraversando un periodo negativo soprattutto con la seconda di servizio”.

Il tennis attuale, però, non è roba per i soli Fab Fours: “Quello che serve nel tennis contemporaneo è la voglia di combattere. Uno di quelli che si esalta nel combattimento è Kei Nishikori, uno dei frutti della mia accademia. Gioca ogni partita al massimo e può vincere su ogni superficie, anche sulla terra battuta del Roland Garros” conclude Nick Bollettieri.

C’è spazio anche per qualche considerazione sulla figura del “supercoach”, che sta avendo successo negli ultimi tempi: “I supercoach sono grandi psicologi che sanno legare la parte tecnica e mentale, sanno capire ma sanno anche parlare poco. Boris Becker diceva di me: Nick è un supercoach perché mi cerca, mi dice la cosa giusta e va via”.

Infine, la dichiarazione più pesante. Da buon figlio di immigrati italiani Nick Bollettieri non può esimersi dall’esprimere qualche considerazione sui progressi del tennis italiano e sui suoi alfieri. E dimostra grande stima per il nostro Fabio Fognini: “L’Italia è il paese alpino che possiede il miglior talento, Fognini. Ha un’arte sublime, è un artista”. Ma con qualche riserva: “Sul campo si crede di essere a Hollywood. Ha bisogno di disciplina mentale. Datemi sei mesi con lui e lo cambio”. Ci sono parole dolci, poi, per le nostre tenniste: “I ragazzi italiani dovrebbero imparare dalla ragazze. Amo Sara Errani anche perché da giovane era nella mia accademia. Francesca Schiavone mi ha anche detto di recente che voleva tornare grande. Crede molto nelle sue qualità”.

Foto: Nick Bollettieri (www.zimbio.com)


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