BOUCHARD: “MI AFFIDO AI RICORDI PER VINCERE WIMBLEDON”

Il dibattito è aperto sulla disastrosa prima metà di stagione della più celebrata “stellina” del 2014. E Genie, in un’intervista al Guardian, spera in un ritorno in grande stile sui campi di Wimbledon.

Tennis – Che fine ha fatto Eugenie Bouchard? Che fine ha fatto quella tennista capace, nel 2014, di conquistare la semifinale a Melbourne e a Parigi? E, soprattutto, sarà di nuovo capace di spingersi fino alla finale di Wimbledon dopo quella dello scorso anno?

Domande lecite e risposte difficili da trovare. L’attuale numero 12 del mondo cerca di spiegare la sua annata no in una lunga intervista al Guardian. E proprio quando le si chiede di Wimbledon sul suo volto si disegna un sorriso: “Quando si pensa al tennis si pensa a Wimbledon, alla tradizione, all’eleganza, all’erba e agli abiti bianchi. Nella mia testa ci sono anche le racchette di legno”.

In realtà, i sorrisi per la canadese non sono stati molti fino ad ora nel 2015. Appena 12 mesi fa di lei si diceva un gran bene. Si parlava già di un fenomeno, di un personaggio da copertina e di una mangia-avversarie. Persino la sua rivalità con Simona Halep era considerata la sfida del futuro nel mondo del tennis in gonnella. E la chiusura di stagione al numero 7 nel ranking Wta non aveva fatto altro che alimentare la stella di Genie.

Ma le cose non sono andate secondo pronostico. La vittoria al primo turno di Eastbourne contro Alison Riske ha interrotto una serie di sette sconfitte consecutive al primo turno. E il dato ancora più preoccupante è che cinque di questi match la 21enne li ha persi al terzo set, terreno in cui lo scorso anno aveva dato prova di grande spirito combattivo.

Il Guardian parla di “crisi del secondo anno”. Una verità assoluta nel mondo dello sport secondo cui se fai bene durante una stagione, il contraccolpo nella stagione successiva può essere negativo. A maggior ragione se hai conquistato due semifinali e una finale slam nel caso della Bouchard. È vero che – come ricordato anche da Chris Evert – Genie ha fatto benissimo nei major ma ha totalizzato nove sconfitte al primo turno, ma è logico chiedersi cosa stia accadendo a chi era indicata come legittima erede di Sharapova e Williams.

“All’inizio ero davvero impaziente e pensavo che quest’anno sarebbe stato anche migliore del 2014. Ma presto mi sono resa conto di essere in una leggera fase calante e sono rimasta molto delusa” chiarisce Eugenie. Che però sta tentando di reagire in maniera positiva senza farsi prendere dall’ansia da prestazione: “Ho capito che devo accettarlo. Non sta andando alla grande in questo momento. Mi sento meglio in palestra, mi sento meglio durante gli allenamenti, ma i risultati ancora non arrivano. Devo solo fare le cose giuste e prima o poi arriveranno. Magari anche il prossimo anno”.

La tennista nata a Montreal si dice ormai tranquilla nell’accettare le sconfitte e si dimostra matura anche nei confronti di chi, parole sue “è pronto a saltarti addosso quando fai bene ed è pronto a giudicarti in maniera negativa anche quando fai male”. Dunque, l’atteggiamento non lascia trasparire alcuna pressione: “Si tratta solo di giocare a tennis e io non devo preoccuparmi se perdo o vinco”.

Ma non è facile quando tutti ti considerano già una vincente. Sport Pro Magazine piazza Eugenie Bouchard al primo posto nella classifica degli “atleti più vendibili” e che hanno maggiori possibilità di guadagno in futuro. Persino la IMG, la società che gestisce gli interessi di Maria Sharapova e Serena Williams, si è accaparrata i diritti sula gestione del patrimonio della canadese, che annovera già tra i propri sponsor marchi del calibro di Coca Cola, Babolat e Nike. E quando i risultati non arrivano i commenti della serie “dovrebbe passare più tempo in campo che a fare servizi fotografici” si sprecano.

“Ho sentito parecchie voci del genere, ma non avevo capito che dovevo giocare a tennis 24 ore al giorno” – ironizza Eugenie. “Non mi è neanche permesso di andare al centro commerciale o di andare a vedere un film o un altro sport? Possono sempre esserci persone in disaccordo con quello che si fa, ma io posso dire di aver fatto qualcos’altro nella vita”.

Affermazioni che dimostrano una volta in più una personalità forte che non bada troppo a ciò che pensa la gente. Come nel caso della mancata stretta di mano ad Alexandra Dulgheru durante il sorteggio di Fed Cup: “Io non credevo di generare una polemica del genere. Per me si è trattato di un episodio di poco conto. Tutti mi dicono sempre di essere me stessa, ma poi mi dicono anche cosa devo fare. C’è una contraddizione in questo. Io sono qui per lavorare e non per socializzare e faccio soltanto quello che mi sento di fare. Mi è stato detto di essere me stessa ed è ciò che ho intenzione di fare”.

Al di là delle polemiche, la prossima settimana inizia Wimbledon. Molte cose sono cambiate rispetto allo scorso anno. In primo luogo l’allenatore. Sam Sumyk, artefice dei trionfi di Victoria Azarenka, ha sostituito Nick Saviano nell’angolo di Genie. Wimbledon potrebbe essere la rampa del “rilancio” per la tennista numero 12 al mondo? “Non posso non pensare alle due settimane passate a Londra lo scorso anno. Sto cercando di capire cosa mi abbia fatto giocare così bene per tornare a giocare a quei livelli e anche meglio. Sto cercando la migliore concentrazione e spero che gli ottimi ricordi mi aiutino in questa edizione”.

E nonostante la prima parte di stagione sia stata disastrosa, gli obiettivi per la ex numero 7 del mondo rimangono sempre uguali: “Vorrei vincere uno slam e se potessi scegliere sarebbe Wimbledon”. Un titolo già ottenuto da juniores che rappresenta ad ogni modo il sogno di una vita: “È il mio sogno sin da quando ero una bambina. Se poi lo vincerò durante una buona stagione significa potrò diventare anche numero 1”.

Foto: Eugenie Bouchard sui campi di Eastbourne (www.zimbio.com)


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