BRACCIALI E STARACE, A CREMONA LA PARTITA PIU’ IMPORTANTE

È iniziato a Cremona il processo ordinario che vede imputati Daniele Bracciali e Potito Starace. I due tennisti azzurri sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di far parte di una rete dedicata al match-fixing.
mercoledì, 12 Ottobre 2016

Tennis – È iniziato a Cremona il processo ordinario che vede imputati Daniele Bracciali, Potito Starace e Roberto Goretti, ds del Perugia, rinviati a giudizio a luglio dal GUP Letizia Platè che ha ritenuto credibili le accuse del PM Roberto Di Martino.

Accuse che fanno riferimento a un’associazione a delinquere, messa in piedi dal “clan dei bolognesi” per truccare le partite a partire dalla chat fra Bracciali e Bruni al torneo di Newport del 2007. Bracciali, secondo l’accusa, avrebbe reclutato altri giocatori, compreso Starace, coinvolto nel procedimento sportivo che si è chiuso a luglio con la sua assoluzione, solo per la finale di Barcellona contro Gimeno Traver, persa per ritiro. Nel procedimento ordinario, che non sarà spostato a Bologna come chiesto dalle difese ma resterà a Cremona, le accuse saranno però più ampie: come già era emerso a metà luglio, esisterebbero le prove di almeno un incontro fra Starace, Bruni e Goretti e di più contatti fra Poto e i commercialisti del clan.

Il procedimento è iniziato nell’ottobre di due anni fa, quando cominciano a emergere le intercettazioni che riguardano il tennis nell’ambito del processo sul calcio-scommesse a Cremona. Bracciali e Starace, sospesi 40 giorni dalla FIT nel febbraio 2015, verranno poi radiati dal Tribunale Federale nell’agosto dell’anno scorso (con 40 mila euro di ammenda per l’aretino, 20 mila per Poto). A ottobre, però, la Corte Federale di Appello ribalta la sentenza di primo grado: proscioglimento per Starace e 12 mesi di sospensione a Bracciali. Ma il Collegio di Garanzia del CONI annulla la sentenza e dispone il secondo processo d’appello, che si chiude a luglio. Nel frattempo, però, Di Martino rinvia a giudizio sette persone, tra cui i due tennisti.

La corte ha accettato come parti civili il CONI, la FIT e l’ITF, e come parte offesa la Tennis Integrity Unit. La difesa di Bracciali ha chiesto invano di sentire Murray e Wawrinka, tra gli altri, come testimoni in quanto i loro nomi comparivano nelle carte: Di Martino, però, si è opposto. Gli avvocati d Starace, invece, hanno prevedibilmente chiesto di ascoltare cme testimoni Daniel Gimeno Traver e Pablo Andujar, avversari di Poto nei due match più contestati, a Barcellona e Casablanca nel 2011. Contro Gimeno, la vittoria di Starace è quotata 1.59 contro i 2.52 di Gimeno, ma la quota dello spagnolo comincia a crollare anche dopo aver perso il primo set. Di per sé, non basta a definire un illecito, anche se secondo il procuratore Massimo Ciardullo, Starace faceva parte del giro delle combine dal gennaio 2008. Tuttavia, scrive Riccardo Bisti su Tennisbest, “secondo il Collegio non esistono prove che Potito vi abbia partecipato, anche perché le affermazioni di Bruni non sono ritenute credibili. Si può al limite credere a Roberto Goretti, secondo il quale Starace avrebbe partecipato a una sola cena, in cui però non si sarebbe parlato di scommesse, almeno in sua presenza”. Il Collegio, nella sentenza d’appello del processo sportivo, ha sposato la tesi della difesa, che ha sostenuto attraverso la perizia di Umberto Rapetto che “Braccio2” (il pianificatore della presunta combine insieme a Bruni) non era Bracciali, e sottolineato come non ci sia stato nessun versamento a favore di Starace.

Il PM Di Martino, però, ha chiesto che nel dibattimento siano ammessi gli incidenti probatori, ovvero i controlli su computer e telefonini effettuati per il procedimento sul calcioscommesse che vede coinvolto anche Manlio Bruni e Francesco Giannone, ex commercialisti di Beppe Signori, ed Enrico Sganzerla, commercialista di Verona, ce hanno patteggiato la pena davanti al giudice Christian Colombo il 22 settembre. Le difese, però, si oppongono in quanto non erano presenti al momento dello svolgimento dei controlli. Sarà l’udienza del 22 novembre a dare una prima fondamentale risposta.

Bracciali e Starace, intanto, torneranno in campo per la Serie A1, rispettivamente con il circolo toscano TC Sinalunga e con il romano Due Ponti. E si ritroveranno probabilmente anche contro, visto che sono entrambi inseriti nel gruppo 4 insieme al Tennis Club Crema (che vanta Golubev, Ungur, Donati e Sinicropi) e il Ct Massa Lombarda (con Fabbiano, Menendez, Napolitano, Travaglia e il figlio d’arte Julian Ocleppo). Ma la partita più importante si gioca a Cremona. E sarà ancora molto lunga.


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