BRACCIALI: RIPRENDIAMO A VIVERE CON SERENITA’

Il giocatore parla attraverso il suo ufficio stampa: "Né io Né Potito abbiamo mai alterato o tentato di alterare partite di tennis"
domenica, 11 Ottobre 2015

TENNIS – “Ringrazio i miei avvocati Alberto Amadio e Filippo Cocco ed i miei consulenti, Rapetto e Tura, poiché mi hanno sempre sostenuto ed assistito, fiduciosi che la giustizia avrebbe riconosciuto che né io né Potito abbiamo mai alterato o tentato di alterare partite di tennis. Adesso riprendiamo a vivere con maggiore serenità e fiducia sperando che la gente capisca il significato di questa sentenza”. Così Daniele Bracciali, attraverso il suo ufficio stampa, commenta la sentenza della Corte d’Appello della Fit con cui i giudici hanno ridotto a un anno l’inibizione da ogni attività allo stesso tennista aretino e assolto Potito Starace, in merito all’inchiesta sulle presunte combine nel mondo del tennis. Sentenza che ribalta la condanna alla radiazione per entrambi venuta lo scorso 6 agosto dal Tribunale Federale.

“Sono contento che sia stata riformata una sentenza di primo grado profondamente ingiusta per Daniele Bracciali – gli fa eco l’avvocato Amadio – La vicenda ora viene totalmente ridimensionata, posto che è stato affermato che non vi sono illeciti sportivi né consumati né tentati e sono convinto che la sospensione verrà ulteriormente ridotta o annullata completamente”.

Ridotta anche la multa, passata da 40.000 a 20.000 euro. “Sentenza apprezzabile e di livello che finalmente restituisce dignità ai due tennisti. Oggi un SMS lo mando io, al Generale Umberto Rapetto, con scritto Grazie”, le parole dell’avvocato Cocco, riferendosi al consulente tecnico del team di difesa del giocatore. “L’analisi professionale degli elementi informatici addotti a prova – dichiara il Generale Rapetto – ha permesso di rilevare l’impossibilità di ricondurre al tennista i dialoghi telematici acquisiti nel corso delle indagini della Procura di Cremona. L’esplicitazione delle dinamiche di comunicazione ha agevolato i giudici nel riconoscimento dell’estraneità di Bracciali rispetto qualsivoglia condotta illecita inizialmente presunta”.

Parallelamente alla giustizia sportiva si muove quella ordinaria. Resta infatti in piedi l’inchiesta penale della Procura di Cremona, per la quale Starace e Bracciali hanno ricevuto, lo scorso 7 luglio, l’avviso di conclusione delle indagini, al termine delle quali è stato loro contestato il reato di associazione per delinquere. I due atleti restano in attesa di sapere se saranno rinviati a giudizio o meno.


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