BRACCIALI-STARACE: C’E’ LA RADIAZIONE

Lo ha deciso il Tribunale Federale. Binaghi: "Ci auguriamo che nei prossimi gradi di giudizio i due possano dimostrare la propria innocenza. Ma, in caso contrario, la Fit non resterà immobile"
giovedì, 6 Agosto 2015

TENNIS – Radiazione per entrambi, oltre a 40.000 euro di multa per Daniele Bracciali e 20.000 per Potito Starace. E’ questa la sentenza emessa nel pomeriggio dal Tribunale Federale della Fit, a conclusione del procedimento disciplinare a carico dei due giocatori, riconosciuti colpevoli di aver alterato l’esito di alcuni incontri al fine di realizzare guadagni illeciti tramite scommesse. Lo ha annunciato la stessa federtennis. Ciò mentre sia Bracciali sia Starace attendono segnali anche dalla giustizia ordinaria, dalla Procura di Cremona, che lo scorso 7 luglio ha annunciato la chiusura delle indagini sulle presunte combine nel mondo del tennis dalla quale è scaturita l’accusa di associazione a delinquere.

Rammarico ma non solo è stato espresso dal presidente della Fit Angelo Binaghi. “Trattandosi dell’esito di un processo di primo grado – le parole del massimo dirigente del tennis italiano riportate in una nota della federazione – non possiamo che augurarci che Bracciali e Starace riescano in quelli successivi a dimostrare di non aver commesso i gravissimi fatti per i quali sono stati condannati dal Tribunale Federale. Daniele e Potito hanno rappresentato per molti anni l’Italia nel mondo, difendendo anche con passione la maglia azzurra in Coppa Davis, e questo non va dimenticato. Se però anche i successivi gradi di giudizio confermassero quanto sin qui accertato dalla giustizia sportiva, o addirittura emergessero nuove responsabilità a carico di altri tesserati, il danno di immagine arrecato al tennis italiano sarebbe così grave che la Fit, dopo essere intervenuta quale parte lesa in sede disciplinare in questo procedimento, non esiterebbe a chiederne conto ai colpevoli anche in sede di giustizia ordinaria”.

I nomi di Bracciali e Starace erano emersi dalle intercettazioni, disposte dalla Procura di Cremona nell’ambito della più ampia inchiesta sul calcioscommesse, ed effettuate sui telefoni e i dispositivi elettronici degli indagati su presunti casi di partite di tennis truccate. Un’indagine che ruota attorno al cosiddetto clan dei bolognesi, lo stesso che era già stato al centro dello scandalo nel pallone e che, secondo gli inquirenti, avrebbe concentrato le proprie attenzioni anche su altri sport, tra cui per l’appunto il tennis. Alterazione di risultati per trarre profitto attraverso le scommesse: sempre secondo quanto riportato dagli investigatori, i compensi promessi ai tennisti coinvolti potevano arrivare anche a 50-60.000 euro.

Nel febbraio scorso, Bracciali e Starace erano stati sospesi “in via cautelare da ogni attività” e “con effetto immediato” per quaranta giorni. Decisione arrivata sempre dal Tribunale Federale “dopo aver esaminato le memorie presentate dalle Parti” e accogliendo la richiesta della Procura Federale. Successivamente, ai due era stata concesso una proroga fino al 20 maggio per l’integrazione delle loro istanze istruttorie. Nel frattempo, erano state depositate le richieste di archiviazione per Andreas Seppi, Filippo Volandri, Simone Bolelli e Mara Santangelo. I nomi di questi ultimi erano emersi dalle intercettazioni, ma i quattro – questo il senso dell’archiviazione – non hanno mai avuto un reale collegamento con il presunto sistema nato per alterare il risultato delle partite.

Starace ha sempre negato pubblicamente un coinvolgimento nella vicenda, respingendo al mittente soprattutto l’accusa di aver alterato la finale del torneo di Casablanca del 2011 contro Pablo Andujar. Anche Bracciali ha da sempre sostenuto la propria estraneità ai fatti. Nel pomeriggio di oggi la sentenza del Tribunale Federale Fit: non l’ultima puntata della lunga telenovela.


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