BUON COMPLEANNO A BRAD “UGLY” GILBERT

Compie 56 anni uno dei coach più influenti degli anni ’90 e duemila. Brad Gilbert ha fatto dell’allenamento mentale e dell’analisi dell’avversario le sue bandiere ed è riuscito a riportare Andre Agassi ai vertici del tennis mondiale.
mercoledì, 9 Agosto 2017

Tennis – “Io ho vinto un sacco di partite che avrei dovuto perdere. Tu hai perso un sacco di partite che avresti dovuto vincere. Penso di poterti essere utile”. Con queste parole, nell’ormai lontano 1994, Brad Gilbert convinse Andre Agassi a ingaggiarlo come coach. La carriera del Kid di Las Vegas era quasi finita si diceva. Ma l’avvento dell’allenatore nato a Oakland il 9 agosto 1961 nel suo box segnò la svolta della sua carriera. Questo lo dicono le statistiche: Andre Agassi vinse 6 dei suoi 8 major sotto la guida di Gilbert. Ma lo dice lo stesso ex numero 1 del mondo quando definisce il suo storico coach come il miglior allenatore di tutti i tempi.

Personaggio spavaldo, sempre molto sicuro di se, Brad Gilbert inizia la carriera tennistica nel 1982, ottenendo la sua prima vittoria a Taipei. Ma quelli sono anni di grande gloria per il tennis e per un atleta praticamente non dotato di talento divino è molto difficile venire a galla. Giocano ancora John McEnroe, Ivan Lendl, Jimmy Connors mentre giovani di belle speranze e di futuro garantito come Stefan Edberg e Boris Becker si affacciano su grandi palcoscenici. Invece il giovane Brad Gilbert non ha nemmeno un colpo risolutore. Non ha grandissimo talento e nemmeno doti fisiche sovraumane. Ma nei suoi anni nel circus riesce a vincere ben 20 tornei e a giocare altre 20 finali. È chiaro, non si tratta di una statistica così sconvolgente, ma può diventare tale se ad essa si aggiunge il fatto che, durante gli anni di carriera, Brad Gilbert riesce a vincere 27 match su 64 contro i top 10 dell’epoca. Anzi, se vogliamo proprio entrare nel merito, riesce persino a far ritirare per un periodo John McEnroe dalle competizioni. “Non gioco più a tennis se perdo con cretini come questo qui” dice The Genius dopo aver perso un match con l’ex tennista di Oakland. E di fatto si allontana dai campi per un po’.

Nessun talento, nessun colpo micidiale, nessuno strapotere fisico. Qual è stato dunque il segreto di mister Gilbert? La risposta è nel titolo del suo stesso libro, Winning Ugly (Vincere sporco). Una sorta di Bibbia per i tennisti amatoriali, un punto di riferimento assoluto per chi il talento non lo ha, ma ha voglia di vincere. È stata questa la qualità più importante di Brad Gilbert. La sua intelligenza tattica, ma soprattutto la sua malizia e la sua spudoratezza nel fronteggiare avversari ben più forti di lui. Gilbert è stato un genio a modo suo, una sorta di luminare del gioco, riuscendo a scovare i punti deboli degli avversari, inquinandone il gioco e minandone ogni certezza. Il suo obiettivo è sempre stato chiaro: far giocare male l’avversario, fargli perdere il controllo e colpirlo forte nei punti deboli. Obiettivo spesso centrato se si considera il numero 4 del mondo ottenuto nel 1990 e la medaglia di bronzo conquistata alle Olimpiadi di Soeul 1988.

Obiettivo definitivamente raggiunto nel momento in cui Brad Gilbert decide di appendere la racchetta al chiodo e dedicarsi al coaching. Andre Agassi sposa la sua causa mentre Gilbert è ancora nel circus. E per il tennista di Las Vegas inizia una seconda parte di carriera di altissimo livello, in cui conquista 6 dei suoi 8 Grand Slam, torna numero 1 del mondo e diventa un pilastro della storia di questo sport. Degna di nota anche la sua collaborazione con Andy Roddick. Anche l’americano diventa numero 1 del mondo e vince il suo uno Slam (Us Open 2003) sotto la sapiente guida tecnica e tattica di Brad Gilbert. Meno positivo, invece, il sodalizio che Gilbert instaura con un giovanissimo Andy Murray. Nessuna vittoria di prestigio per lo scozzese, ma una progressione di classifica e la conquista della top 10. Non male per un tennista appena ventenne a quei tempi.

Brad Gilbert è un personaggio che la storia del tennis non può dimenticare. Il più classico dei tennisti poco dotati a livello di talento, ma sempre in grado di rappresentare un pericolo per i più forti di sempre. Certo, i suoi atteggiamenti in campo e il suo modo di approcciarsi al gioco gli sono valsi spesso gli insulti del pubblico e l’inimicizia dei colleghi. Ma il coach americano ha sperimentato e studiato un nuovo modo di giocare, cercando di aver sempre chiaro l’obiettivo di vincere un match o un torneo e studiando tutti i modi possibili per raggiungerlo. E spesso ci è anche riuscito. Buon compleanno.

Foto: Brad Gilbert (www.zimbio.com)


Nessun Commento per “BUON COMPLEANNO A BRAD “UGLY” GILBERT”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.