BUON COMPLEANNO ANDRE AGASSI

Uno dei pilastri dell’era moderna della disciplina, uno dei migliori interpreti del tennis post serve and volley, un attaccante da fondo campo, un ribelle, la rockstar del tennis. Andre Agassi è stato tutto questo e ancora oggi la sua risposta al servizio è oggetto di studio e riferimento per gli addetti ai lavori.
martedì, 29 Aprile 2014

Tennis – Ci vorrebbe un libro per raccontare Andrè Agassi, la sua carriera, le sue sfide, le sue vittorie, la sua caduta e la rinascita. Il libro lo ha scritto lui di persona, con il suo stile, con confessioni controverse, con aneddoti di una carriera e di una vita fantastiche. In questa sede ci limitiamo ad augurare buon compleanno al Kid di Las Vegas per i suoi 44 anni.

Andre Kirk Agassi nasce a Las Vegas nel 1970. In carriera vince 8 titoli del Grande Slam e 60 titoli Atp, mantenendo il primo posto della classifica per 101 settimane. È l’unico tennista della storia ad aver vinto tutti e 4 i Major, la medaglia d’oro nel torneo olimpico, il Master di fine anno e la Coppa Davis. Una serie di riconoscimenti che gli sono valsi l’iscrizione nella International Tennis Hall of Fame nel luglio 2011.

Una carriera, quella di Andre Agassi, divisa chiaramente in due parti. La prima è quella che va dall’esordio nel circuito professionistico del 1986 (a 16 anni) al 1997, anno del matrimonio con Brook Shields e della discesa al numero 141 del mondo. La seconda è quella che va dal 1998, anno che chiude al numero 6 del mondo partendo da numero 122, fino alla fine dell’attività agonistica nel 2006. Fare un excursus dei tornei vinti avrebbe un inevitabile quid enciclopedico, quindi è il caso di ripercorrere i migliori anni dell’attività tennistica del campione di Las Vegas.

Il 1988 è l’anno in cui il tennis scopre un nuovo fenomeno. Quel ragazzo con completini supercolorati, con i capelli lunghissimi e con la spavalderia dei campioni in erba vince sei tornei (Memphis, Charleston, Forest Hills, Stoccarda, Stratton Mountain, Livingston) e arriva in semifinale al Roland Garros e allo Us Open. Chiude l’anno nei primi dieci Atp e si guadagna la fama di tennista ribelle che lo accompagnerà per tutta la prima parte della carriera.

Nel 1990, quando Agassi è ormai una costante della top ten della classifica, arriva la vittoria nel torneo di San Francisco,  quello di Washington, il primo Master a Miami e l’Atp World Tour Championship di Francoforte entrambi in finale contro Stefan Edberg. Nello stesso anno Agassi raggiunge la finale a Indian Wells, battuto da Edberg, al Roland Garros, dove è Andres Gomes a negargli la prima vittoria slam della carriera e allo Us Open, dove Pete Sampras lo batte dando inizio a una rivalità tra le più accese della storia del tennis.

Nel 1992, finalmente, arriva il primo trionfo in un major. Andre Agassi batte pronostico e specialisti del serve and volley nel tempio di Wimbledon. Sotto i suoi solidissimi colpi da fondo campo e contro la sua implacabile risposta al servizio cadono dai quarti in poi Boris Becker, John McEnroe e Goran Ivanisevic. Il Kid di Las Vegas alza al cielo il trofeo più prestigioso e in quell’anno vince anche ad Atlanta, dove batte in finale Pete Sampras e Toronto, dove si sbarazza di Ivan Lendl.

Il 1994 è un anno che non comincia bene. Andre Agassi vince a Scottsdale ma non riesce a fare bene nei tornei dello slam. Si rifà nel finale di stagione vincendo lo Us Open e i Master di Toronto e Parigi Bercy. Questi risultati lo proiettano nel 1995, l’anno migliore della sua prima parte di carriera. A gennaio prende parte per la prima volta in carriera all’Australian Open, vincendo il suo secondo slam e battendo in finale l’eterno rivale Pete Sampras. Agassi si reinventa in questa fase della carriera. I capelli lunghi (che in realtà erano una parrucca come da lui confessato nella sua autobiografia Open) lasciano spazio a un taglio rasato e la sua immagine di ribelle via via si dirada. Dopo Melbourne arrivano i titoli a San Jose, Miami Washington, Montreal, Cincinnati e New Haven e la finali raggiunte a Indian Wells, Tokyo, Atlanta e Us Open. Arriva anche la Coppa Davis e la posizione numero 1 del mondo, tenuta durante l’anno per un totale di 32 settimane. Questo bel triennio si chiude nel 1996, quando Agassi, pur non soddisfacendo pienamente le attese, conferma i titoli a Cincinnati e Miami e corona la stagione con la splendida vittoria dell’oro nel torneo olimpico di Atlanta.

Il biennio 1997 è disastroso per il fresco campione olimpico. Agassi sposa Brooke Shields diventando sempre più vip e sempre meno tennista. Nella parte finale del 1997 scende al numero 141 della classifica Atp, riprendendosi leggermente a ridosso della fine della stagione e salendo al numero 122. Il 1998 è l’anno della rinascita mentale. Agassi si dedica solo al tennis, partecipando al circuito challenger e chiudendo l’anno di nuovo nella top ten.

Nel 1999 torna anche alla vittoria in uno slam. A Parigi rimonta uno svantaggio di due set ad Andrej Medvedev laureandosi campione al Roland Garros. In un attimo diventa il quinto giocatore della storia a vincere almeno una volta tutti i tornei dello slam (assieme a Rod Laver, Roy Emerson, Don Budge e Fred Perry) e l’unico nella storia fino a quel momento a vantare in bacheca tutti e 4 i Major, la medaglia d’oro nel torneo olimpico, il Master di fine anno e la Coppa Davis. Il 1999 è un anno da leggenda, in cui Agassi arriva in finale a Wimbledon (sconfitta contro Sampras), e vince anche gli Us Open, battendo in finale Todd Martin.

 

La scia di successi del 1999 lo riporta in finale all’Australian Open nel 2000, dove si impone su Yevgeny Kafelnikov, vincendo il suo secondo slam australiano. È questo l’unico successo di rilievo del 2000. Nel 2001 arriva il secondo titolo consecutivo a Melbourne (il terzo in totale), la doppietta Indian Wells, Miami e il matrimonio con l’attuale compagna Steffi Graf. Nel 2002, a causa di un infortunio non difende il titolo a Melbourne, ma si consola con la vittoria a Miami, Roma e Madrid.

Il 2003 è l’anno dell’ultima vittoria slam per Andre Agassi. Batte in finale a Melbourne Rainer Schuettler vincendo il suo quarto titolo nella terra dei canguri. Poi arriva il quarto titolo consecutivo a Miami e in aprile diventa il giocatore più anziano a diventare numero 1 del mondo (33 anni e 13 giorni). Chiude l’anno al numero 4 del mondo dopo la finale nella Master Cup persa da Roger Federer.

Nel 2004 la sua carriera è ormai in fase discendente, ma Andre dimostra di saper ancora dire la sua sui campi da tennis più importanti del mondo. Vince il Master di Cincinnati stabilendo il record di vittorie in questi tornei (17). Nel 2005 raggiunge la finale allo Us Open, viene battuto da Federer, ma ricompensato dall’ovazione del pubblico. Infine, chiude la carriera nel 2006, dopo il torneo più amato, lo Us Open.

Personaggio mai dentro le righe, almeno nella prima parte della carriera, Agassi viene da tutti ricordato come l’emblema del tennis ribelle e poco incline alla tradizione. Niente completi bianchi e niente tornei che imponevano questo particolare dress code. Nessun timore reverenziale, capelli lunghi e sfrontatezza caratterizzano il campione dagli inizi della carriera alla prima metà degli anni Novanta. La seconda fase è invece quella del ragazzo diventato uomo. La relazione con Steffi Graff, una ritrovata serenità e soprattutto una nuova fiducia nel proprio tennis hanno permesso a questo giocatore di ridiventare campione, di essere amato, rispettato e persino perdonato da tifosi e addetti ai lavori dopo le rivelazioni sull’uso di metanfetamine. Celebri le sue battute su Pete Sampras, rivale ma anche grande amico del Kid e ancora più celebri le sue movenze in campo, le maglie troppo larghe per il, suo fisico esile i piedi leggermente orientati verso l’interno. Ma, in assoluto, l’oggetto di studio del tennis di Agassi è la sua risposta al servizio. Movimento brevissimo, reattività da felino e grande coordinazione fanno di questo colpo il migliore della storia. Con un risultato spesso scontato. Avversario di sasso e punto per Agassi. Buon compleanno Kid. 


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