BUON COMPLEANNO ANDY MURRAY

Il tennista nato a Glasgow ha vinto 28 titoli in carriera trionfando agli una volta agli Us Open e due volte a Wimbledon, la prima in occasione dei Giochi Olimpici e la seconda nel leggendario slam del 2013. Per alcuni non merita di stare tra Fab Four, ma per altri è quello che ha i più concreti margini di miglioramento.
giovedì, 15 Maggio 2014

Tennis – Andy Murray, tennista scozzese, personaggio controverso, forse il meno dotato dei Fab Four, per alcuni quello con maggiori margini di miglioramento, per altri quello che merita meno di appartenere alla categoria del non plus ultra del tennis. Andrew Barron Murray sarà sicuramente il tennista meno titolato e meno blasonato dei Fab Four, ma il suo spazio, forse poco, non gli è stato certo regalato.

Il tennista scozzese nasce a Glasgow il 15 maggio 1987.  Viene da subito iniziato al tennis, la madre che lo segue ancora oggi sui campi di tutto il mondo, è allenatrice e lo porta a spasso con la racchetta in mano. Un episodio traumatico rischia di comprometterne infanzia e adolescenza. Nel 1996 è con il fratello Jamie nella scuola elementare di Dunblane, quando nell’edificio entra un pazzo che uccide 16 bambini e un’insegnante. Andy e il fratello si barricano dentro un’aula scampando, di fatto, al massacro.

Dopo sono successi sportivi per il giovane tennista. A 13 anni vince il primo di due Orange Bowl, ma subisce anche il fascino del calcio (il nonno materno è un ex calciatore professionista) e presto si trova davanti al solito bivio. In un primo momento abbandona la racchetta per gli scarpini chiodati, ma poi cede e torna sui campi da tennis. Partecipa al primo challenger a Manchester nel 2003 e alza al cielo il primo trofeo al Future di Edimburgo. Nel 2004 arriva anche il primo slam juniores a New York.

Si impone così come uno dei talenti emergenti del circuito e nel 2008 comincia a fare sul serio, vincendo ben 5 tornei (Doha, Marsiglia, i Master di Cincinnati e Madrid e San Pietroburgo). Arriva anche in finale agli Us Open, ma un certo Roger Federer, a caccia tra l’altro di rivincite per una stagione non al top, gli nega la gioia nel torneo già vinto da juniores.

Andy Murray continua a vincere anche negli anni successivi, issandosi prima nella top ten e poi nella top 4 del tennis mondiale. Nel 2009 arrivano ancora due Masters Miami e Montreal e la finale persa da Rafael Nadal a Indian Wells. Manca ancora l’acuto per mettere il sigillo su una carriera che sembra già indirizzata bene. Andy ha un’altra occasione a Melbourne a inizio 2010, ma è ancora un’implacabile Federer a negargli la gioia e a lasciarlo in lacrime. Ma Murray trova la forza di vendicarsi dello svizzero e lo fa in due occasioni di prestigio come i master 1000 di Shanghai e Toronto.

Il 2011 comincia con la seconda finale consecutiva persa a Melbourne da Novak Djokovic. Murray vince altri titoli, tra i quali Cincinnati e ancora una volta Shanghai, ma manca ancora un tassello importante. Andy Murray è ancora l’unico tennista dei Fab Four a non aver mai vinto uno slam. Il 2012 comincia con la vittoria a Brisbane e due finali perse a Dubai e Miami. A luglio  arriva ancora una finale slam, la prima della carriera a Wimbledon. Stavolta è Roger Federer a spegnere i suoi sogni e quelli di un’intera nazione che non vede vincere un britannico a Wimbledon dalla vittoria di Fred Perry nel 1936. Tuttavia, appena un mese dopo, nello stesso teatro, Murray si prende una sonora rivincita sullo svizzero vincendo il torneo Olimpico. Questa vittoria lo lancia verso l’estate americana a tutta velocità. Murray arriva in finale anche agli Us Open e batte Novak Djokovic dopo cinque ore di match. Arriva così il suo primo slam e anche la terza posizione nella classifica Atp.

Il 2013 comincia con il bis a Brisbane per il tennista di Glasgow. Arriva poi la terza finale in 4 anni all’Australian Open, ma ancora una volta è Novak Djokovic a negare a Murray il secondo slam consecutivo. Arrivano poi le vittorie a Miami e al Queen’s. È il preludio alla vittoria più importante per Andy Murray. Il duello con Novak Djokovic si ripete nella finale a Wimbledon e a Murray questa volta non tremano le gambe e finalmente può fare felice una nazione intera alzando al cielo la coppa più desiderata da ogni tennista. Sono passati 77 anni dall’ultima volta di che un tennista britannico aveva vinto all’All England Club. E per Andy si aprono le porte della leggenda.

Purtroppo, quella di Wimbledon è la sua ultima vittoria di prestigio nel circuito Atp. A fine stagione decide di operarsi alla schiena a causa di problemi che si portava dietro dal 2011. Il periodo di flessione è evidente e si protrae per tutta la prima parte di stagione 2014. Arriva poi persino il divorzio da Ivan Lendl, ex campione e allenatore artefice dei successi più importanti della carriera dello scozzese.

Il bilancio della carriera di Andy Murray rimane tuttavia positivo. Sono nove i Master conquistati in carriera e due gli slam. In totale i successi sono 27 e ad essi si aggiunge la vittoria dell’oro Olimpico a Londra 2012. Il giocatore viene spesso criticato per il suo atteggiamento in campo. Troppo passivo, Murray difficilmente si trova ad attaccare e preferisce giocare in maniera prudente e sicura. Rimane uno dei migliori difensori del circuito e sempre in grado di far giocare all’avversario un colpo in più. Il suo servizio gli garantisce una buona dose di punti, ma detrattori e suoi tifosi si interrogano spesso sulla natura del gioco dello scozzese, che avrebbe colpi (specialmente il rovescio bimane) in grado di mettere in difficoltà chiunque e che si trova spesso a indugiare in scambi lunghi e inutili. La cura Lendl ha portato sicuramente dei miglioramenti, ma il divorzio dal coach ceco, ha lasciato Murray “completamente distrutto” come riportato in un’intervista sulla Gazzetta dello Sport.

Il tempo dirà se l’interruzione del rapporto tra Murray e Lendl sarà positivo o negativo per lo scozzese, anche se i primi mesi non sono stati certamente positivi. Andy Murray sta giocando gli Internazionali d’Italia al Foro Italico. Non è uno dei favoriti ma l’occasione per tornare al top è delle migliori. Intanto buon compleanno. 


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