BUON COMPLEANNO VILAS, 64 ANNI DI DEVOZIONE TENNISTICA

Compie oggi 64 anni l'ex tennista argentino Guillermo Vilas, grande avversario di Borg, l'uomo delle 920 vittorie in carriera
giovedì, 18 Agosto 2016

TENNIS – Ligabue qualche anno fa cantava “Buon compleanno Elvis”, oggi, parafrasando quel noto ritornello, il tennis festeggia uno dei più grandi rappresentanti della racchetta argentina. Si tratta di “mister 900” Guillermo Vilas, che spegne 64 candeline. È stato il tennista nato a Buenos Aires il primo a raggiungere le 900 vittorie da “pro” in carriera, poi superato da mostri sacri del calibro di Jimmy Connors, Ivan Lendl e Roger Federer. Ad un numero così importante di affermazioni, non poteva ovviamente non corrispondere un dato elevatissimo riguardante i tornei vinti: ben 62 le finali vinte da Vilas, tra cui 4 prove del Grande Slam, nonostante l’argentino abbia raggiunto l’apice proprio durante l’inizio del dominio di Bjorn Borg. Senza l’ascesa dello svedese “robotico” il “poetino” della racchetta avrebbe probabilmente portato a casa un numero maggiore di vittorie nel Grande Slam, e non è l’unico interprete del tennis a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80 ad aver visto ridimensionate le proprie ambizioni dall’ascesa di “Ice Borg”. A Vilas si deve anche l’invenzione di un colpo spettacolare, quel “Gran Willy” – a cui lo stesso argentino diede il nome – che non poteva non scatenare l’apoteosi del pubblico.

Se tra il 1974 – concluso con la vittoria nel Tour Finals alla sua prima apparizione davanti al club dei grandi tennisti del tennis mondiale – e il 1976 Vilas cominciò la sua ascesa verso i vertici della disciplina, l’anno che l’ha consacrato al top è stato il 1977, l’anno dei tanti record per il sudamericano. Nel giro dei primi mesi arrivarono la finale degli Australian Open, la vittoria di Springfield, la finale di Nizza e i trionfi consecutivi di Buenos Aires, Virginia Beach e, soprattutto, del Rolang Garros. A Parigi, Vilas seppe approfittare al meglio dell’assenza di Borg per arrivare fino in fondo, trionfando in finale contro Gottfried e perdendo per strada un solo set durante tutto il torneo. Nei tre mesi estivi, il “poetino” diventò irrefrenabile, riuscendo a vincere praticamente tutto quello che poteva: Kitzbuehel, Washington, Louisville, South Orange, Columbus e la ciliegina sulla torta degli US Open contro il numero 1 del mondo Jimmy Connors.
Nel suo anno d’oro giunsero ancora altri exploit: a Parigi Vilas vinse il settimo torneo consecutivo, in Provenza si ritirò in finale contro Nastase solo per una forma di protesta contro l’uso della racchetta con incordatura spaghetti. La delusione francese però non interruppe la sua escalation, che lo vide trionfare anche a Teheran, Bogotà, Santiago, Buenos Aires e Johannesburg. L’argentino chiuse il suo 1977 con 15 tornei vinti, con la seconda posizione nel ranking mondiale e con un bilancio clamoroso di 145 vittorie e 15 sconfitte, nonchè con una sfilza di record che lo fecero entrare di diritto nella storia del tennis. Seguirono quattro anni e mezzo di prestazioni ai vertici, senza però che Vilas riuscisse a bissare il dominio di quell’indimenticabile 1977. Poi una lenta parabola discendente, fino al ritiro che per il mancino sudamericano arrivò nel 1989 ad un anno dalla sua uscita, dopo ben 14 anni, dalla Top 100.

Una carriera costellata di trionfi per Guillermo Vilas, un tennista arcigno, tanto muscolare quanto regolare, l’uomo dei rovesci anticonformisti, dei record impossibili e di quel Gran Willy da standing ovation. Buon compleanno Vilas.


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