CAGLA BUYUKAKCAY, UNA PRIMA VOLTA CHE SA DI STORIA

A Istanbul, Buyucakcay è diventata la prima turca a entrare in top-100 e a vincere un titolo WTA.
lunedì, 25 Aprile 2016

TENNIS – La prima volta non si scorda mai. A Istanbul, torneo che ha giocato da quando ha quindici anni (era il 2005), Cagla Buyukakcay firma la favola del 2016. Nel torneo di casa, diventa la prima giocatrice turca fra le prime 100 del mondo e la prima a conquistare un titolo WTA. “L’anno scorso lo stadio era pieno per Federer” ha spiegato, “stavolta era pieno per me: è stato un grandissimo onore”.

Nella finale contro l’amica Danka Kovinic cancella 10 palle break su 12, rimonta 36 62 63 e riscatta la sconfitta di due settimane fa a Charleston. “Mi sentivo stanca all’inizio del match, ma il pubblico mi ha dato energia. Poi, dopo aver perso il primo, mi sono detta: non hai niente da perdere. Ho iniziato a giocare più aggressiva, a prendere più rischi”. Il servizio l’ha molto aiutata in settimana, in semifinale ha perso solo tre punti con la secondo contro Voegele. “Nel secondo set, è stato molto importante contro Danka. Lei ti fa sempre giocare un colpo in più, non si arrende ma, non ti regala niente”.

Sul 5-3 al terzo, vola 40-0 ma il pubblico della Garanti Koza Arena deve aspettare il quinto match point per festeggiare. “In quell’ultimo game, mi sentivo come se non avessi mai giocato a tennis prima d’ora, tremavo completamente. Ma poi ho realizzato che la partita non sarebbe finita, anche se avessi perso il punto. Ho cercato di pensare solo un punto alla volta”.

L’impatto di Buyukakcay, comunque, va al di là di un ruolo da simbolo nazionale e di un primo successo destinato a portare la Turchia nella geografia del tennis. Cagla, infatti, è presidente della Commissione Atleti del comitato olimpico turco. “Sono molto fiera di questo ruolo” ha spiegato, “dobbiamo incoraggiare i bambini ad avvicinarsi allo sport. A me spetta il compito di aiutare i sogni olimpici dei ragazzi e degli atleti, fare da ponte con il comitato olimpico. Lo trovo un ruolo molto importante, perché quando ero piccola io non ho avuto modelli, non avevo nessuno cui guardare. Ecco perché i miei sogni mi sono sempre sembrati così lontani da raggiungere”.

Ha iniziato a giocare tardi, Cagla, a otto anni. “I miei genitori volevano semplicemente che facessi qualcosa per passare il tempo d’estate” ha spiegato. A Adana, dove è nata, c’è un solo club. “Giocavo bene, così ho iniziato ad allenarmi tre giorni alla settimana, poi cinque, poi sempre di più” raccontava nel 2013 al sito della WTA. “Allora non era in programma che diventassi professionista, perché in Turchia non c’era niente del genere allora. Pensavo solo a fare sport e divertirmi”. Cagla, però, vince contro tutte le ragazzine della sua età e inizia a partecipare ai tornei nazionali. E continua a trionfare: under 12, under 14, under 18. “Non potevo andare in Europa, però, se non per le competizioni a squadre, perché non avevo uno sponsor che mi sostenesse. Per qualche tempo ho anche pensato di chiedere una borsa di studio negli Usa, ma a 15 anni mi sono spostata a Istanbul con mia mamma -papà invece è rimasto a Adana-. Lì c’erano strutture e coach migliori, così avrei avuto più chances di progredire. Ho deciso di diventare professionista. È stata una buona decisione. Quando avevo 17 anni, un’azienda voleva sponsorizzare una giocatrice giovane: hanno chiesto alla federazione turca di indicare un nome e hanno fatto il mio”.

Alla fine del 2012, Buyukakcay ha già vinto cinque titoli ITF, è entrata in top-200 e da numero 1 di Turchia ha festeggiato l’anno dopo l’oro in singolo e doppio ai Giochi del Mediterraneo. “La Federazione ci sta dando una grande mano” spiega, “lo apprezzo molto: conosco tante giocatrici che viaggiano a loro spese e non riescono a mettere da parte nulla. Il tennis è uno sport duro, perché sai che devi lavorare per sperare di guadagnare in futuro, ma per arrivarci possono passare anche molti anni, e tanti non hanno la fortuna e il talento per raggiungere quel livello”. Tuttavia, conclude, “i soldi non sono mai stati la mia motivazione. Non so se sia un bene o no, ma io gioco per vincere sempre più partite, più tornei per me e per la mia nazione”.

Intanto, il tennis in Turchia guadagna popolarità, anche al femminile: non a caso Istanbul ospiterà i WTA Championships prima dell’accordo quinquennale con Singapore. “Abbiamo una popolazione numerosa” diceva nel 2014 a Kuala Lumpur, dopo essere diventata la prima giocatrice turca di sempre in un quarto di finale WTA, perso contro Karolina Pliskova. “I primi successi dei giocatori e delle giocatrici porteranno sempre più attenzione e più sponsor verso questo sport”.

Solo l’anno scorso, a 26 anni, Cagla riesce a vincere la sua prima partita a livello WTA, a Dubai su Gabriela Dabrowski. Al secondo turno toglierà un set a Alize Cornet, finirà per perdere ma si porterà a casa un assegno da $13.340. Nel circuito maggiore, non vince più fino a fine anno. La stagione, però, si chiude con due titoli ITF negli ultimi tre mesi, un $25.000 in Georgia e il suo primo $75.000, sempre a Dubai. “Ho avuto una stagione altalenante” ammette, “ho giocato più tornei WTA, ho anche perso molte partite ma credo di aver imparato molto. Voglio ancora migliorare molto, perché in Turchia non abbiamo una grande storia tennistica. Se continuerò a fare bene, più ragazzi in patria inizieranno a credere di più in loro stessi”.

Cagla è salita fino al numero 82 del mondo questa settimana, e si è cancellata da Rabat. Deve recuperare energie, ha spiegato. Deve soprattutto assaporare un trionfo che sa di storia, che profuma di un futuro nuovo per tutta la Turchia.


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