CAMILA GIORGI, ASPETTANDO LA CONSACRAZIONE

Altra stagione di alti e bassi per la giovane promessa marchigiana, che continua a vestire gli stessi panni senza compiere il definitivo salto di qualità. Quali sono gli obiettivi per la nuova stagione?
martedì, 9 Dicembre 2014

TENNIS – Aspettarsi risultati di alto livello è ormai la prassi per le tenniste italiane che veleggiano nelle zone alte del ranking mondiale, nonostante anche loro, a volte, disattendano le aspettative degli appassionati. C’è però un caso particolare, quello di una giocatrice ancora nel limbo dopo diverse stagioni in cui, forse prematuramente, le è stata assegnata l’etichetta di nuova bandiera del tennis azzurro. Camila Giorgi, che tra tre settimane taglierà il traguardo dei 23 anni, conclude un’altra annata alternando prove maiuscole a tonfi inattesi. Anche al termine del 2014, dunque, bisogna considerarla ancora in fase di crescita.

Eppure, la consacrazione sembra sempre lì, ad un passo dalla giocatrice di Macerata. Sembrava già vicinissima ad inizio stagione, quando è riuscita ad ingranare la quinta dopo i primi appuntamenti di rilievo. Non una prestazione strabiliante a Melbourne, visto che abbandona l’Australian Open al secondo turno, ma la convocazione nella squadra di Fed Cup le dà maggior grinta per affrontare le prove più imminenti. Il successo su Madison Keys vale un importante contributo alla qualificazione delle azzurre, poi arriva l’exploit di Indian Wells: partendo dal tabellone preliminare, Camila supera successivamente Andrea Petkovic e Maria Sharapova, facendo credere all’Italia tennistica di essere giunti ad un nuovo crack sportivo. L’eliminazione per mano della connazionale Flavia Pennetta spegne le sue speranze ma non sminuisce l’esperienza americana.

La finale di Katowice, persa contro Alize Cornet, e l’ottima prova ancora in Fed Cup contro la Repubblica Ceca avvalorano la tesi di una crescita verticale sia sul piano psicofisico, sia nella classifica mondiale. Proprio con la fine della primavera e la spola Slam tra Parigi e Londra, le certezze della tennista di Macerata cominciano a svanire. I tornei di Madrid e Roma regalano due eliminazioni al secondo turno, sequenza che si ripete anche durante il Roland Garros e Wimbledon. L’involuzione passa anche dagli eventi in cui la Giorgi è testa di serie, come Bad Gastein e Bastad: non tanto il livello delle avversarie, quanto la sufficienza nell’approccio costa parecchio nell’economia delle manifestazioni a cui partecipa. Nonostante una serie incredibile di occasioni mancate, l’azzurra raggiunge ugualmente il suo best rank alla numero 31.

Gli ottavi raggiunti agli US Open 2013 sembrano lo stimolo adatto per bissare l’ottima avventura a Flunshing Meadows. Quest’anno, però, gli Slam non regalano gioie e arriva una sorprendente eliminazione al primo turno. Occasione mancata anche a Linz, dove spreca un match point in finale e consegna il titolo alla Pliskova. La rivincita contro Flavia Pennetta a Mosca, seguita dallo scivolone contro la Siniakova, chiude una stagione con qualche luce e diverse ombre.

Difficile trovare una spiegazione razionale a quanto successo negli ultimi dodici mesi. Risultati altalenanti e numerose opportunità mancate permettono alla marchigiana di trovarsi comunque in un’onorevole trentaquattresima posizione, rimanendo una valida alternativa alle più quotate Errani e Pennetta. Dato curioso: il momento migliore di Camila è arrivato dopo la convocazione in Fed Cup, un premio di rilievo raggiunto a 22 anni appena compiuti. Che la chiave della sua crescita sia la fiducia, componente che dovrà infonderle sia il team azzurro sia il suo staff tecnico? Il 2015 è pronto a dare le prime risposte in tal senso, oltre a quelle che la Giorgi dà ai suoi tifosi in questa intervista.


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