CAMILA GIORGI E QUEL GRANDE SALTO CHE NON ARRIVA

TENNIS – Da almeno tre stagioni la maceratese sembra pronta per spiccare il volo ma anche nel 2013 il salto di qualità tanto atteso non si è palesato. Partita numero 79, chiuderà l’anno a malapena tra le top 100. Cosa le è mancato?
martedì, 3 Dicembre 2013

Tennis. Nonostante la crescita esponenziale di Fabio Fognini e la conferma di Andreas Seppi tra i migliori 25 giocatori del mondo, anche nel 2013 sono state le ragazze a rappresentare il tennis italiano nel mondo con i migliori risultati. Sara Errani si è confermata a pieno titolo una top ten, Roberta Vinci ha sfiorato il sogno di entrare nel club delle migliori dieci  e probabilmente il suo proposito si avvererà nel corso della prossima stagione, Flavia Pennetta è risorta dalle sue ceneri sorprendendo tutti mentre Francesca Schiavone non è più quella dei tempi migliori ma ancora vale le prime 30 e in una partita secca può battere qualunque avversaria. Subito dopo questo quartetto, un gruppo storico, monolitico, si colloca Karin Knapp, che ha vissuto un’annata felice ed è riuscita a riprendersi una classifica adeguata alle sue grandi qualità fisiche e tennistiche. L’unico neo in rosa è rappresentato da Camila Giorgi.

È ormai chiaro, agli addetti ai lavori come ai più distratti fra gli appassionati, che la giovane maceratese possieda i mezzi tennistici per emergere. Ha colpi potenti, una prima di servizio efficace, sa muoversi e, almeno sulla carta, il suo stile di gioco, moderno e iperaggressivo, può trovare applicazione su tutte le superfici. Perché, allora, Camila è ancora indietro in classifica, così lontana dalle migliori? A ben guardare, anche quest’anno le è mancata la continuità nei risultati, elemento di particolare importanza se si ha l’intenzione di migliorarsi, scalando posizioni nel ranking. Il 2012 era stato l’anno della sua esplosione ma, anche in quella occasione, i grandi progressi in classifica compiuti dalla maceratese si basavano su un unico risultato: gli ottavi a Wimbledon. A Londra Camila si era resa protagonista di una cavalcata inaspettata ed emozionante che l’aveva portata a superare le qualificazioni (battendo le non irresistibili Webley-Smith, Rogowska e Glatch), a  vincere la prima partita nel tabellone principale di uno Slam contro la Pennetta (allora numero 17 mondiale) e poi a superare di slancio, e nettamente, la Tatishvili e soprattutto Nadia Petrova. Davanti alla più dotata delle Radwanska la corsa si era fermata. L’uscita di scena era stata più che degna, un 6-2 6-3 dalla terza giocatrice mondiale era un risultato tutt’altro che disprezzabile. Arrivata a Wimbledon in punta di piedi, da numero 145, la Giorgi ne era uscita protagonista, al numero 90. Il resto della stagione non sarebbe stato affatto esaltante. Dopo l’exploit londinese, la Giorgi è balzata al centro delle cronache tennistiche: Camila si è trovata a dover gestire, d’improvviso, le prime interviste, l’attenzione mediatica, le aspettative sempre crescenti. Si è iniziato a porre l’accento sui rapporti, non proprio distesi, tra il padre e la FIT. In questo turbinio, l’ascesa di Camila si è arrestata. Il gioco rischioso, tutto vincenti e accelerazioni, che aveva messo in mostra nel prestigioso appuntamento londinese, non si è più visto. Il finale di stagione è stato un crescendo di primi turni (ben sei su undici tornei disputati) e di sconfitte contro giocatrici di modesto valore come la Lertcheewakarn, la Falconi, la Glatch, la Keys.

Se il 2012 era stato un anno a due facce, si può dire lo stesso del 2013 che presenta fin troppe similarità con la stagione precedente. Anche in questo caso la classifica della giovane azzurra (22 anni tra poco meno di un mese) è interamente basata su un unico exploit che le ha consentito di restare dentro le prime 100: gli ottavi agli US Open. Un risultato eccezionale, se si considera che Camila ha dovuto superare le qualificazioni per guadagnarsi il tabellone principale. Battute le modeste Ozaki, Van Der Meet e Cohen (tutte fuori dalle top 200), la Giorgi ha sfoderato il meglio del suo repertorio superando in sequenza la Cepelova, la Hsieh (numero 40) e soprattutto la danese Caroline Wozniacki, numero 8 del mondo, al termine di una partita combattuta e piena di ribaltamenti di fronte, conclusasi 6-3 al terzo set. Stanca, la maceratese ha poi perso negli ottavi contro Roberta Vinci. Già a Wimbledon la Giorgi aveva ben figurato, tamponando i punti in uscita della stagione precedente grazie a un apprezzabile terzo turno, battuta dalla futura campionessa Marion Bartoli. Fin qui i buoni risultati. Ma anche il 2013 è stato costellato di sconfitte, più o meno inaspettate, arrivate contro giocatrici di valore modesto. Il vero rimpianto della Giorgi non è aver fallito l’approdo nei quarti a New York ma essere stata battuta nel corso della stagione agonistica dalla Dushevina, dalla Larsson, dalla Foretz Gacon, dalla Bouchard, dalla Vekic, dalla Davis, dalla Witthoeft. Per puntare in alto è necessario alzare il proprio rendimento, giocando bene anche quando il palcoscenico è poco stimolante. Camila, complice un duplice infortunio alla spalla, ha giocato poco, saltando interi segmenti di stagione e inanellando sconfortanti serie di primi turni. Negli Slam ha mostrato il suo lato migliore ma nel 2014 dovrà imparare a dare il meglio di se stessa anche quando la luce dei riflettori si fa meno abbagliante. E soprattutto dovrà imparare a leggere i momenti della partita, variando il suo gioco in funzione dell’avversaria e del punteggio. La Giorgi dà la sensazione di non aver ancora imparato a compiere le scelte giuste quando il canovaccio dell’incontro si fa più complesso del previsto. Alla soglia della maturità tennistica, Camila è chiamata a compiere un ulteriore salto di qualità che contribuisca a diradare dubbi e incertezze, approdando finalmente nel giro del tennis che conta. Se lo augura lei e con lei l’intero movimento tennistico italiano.


1 Commento per “CAMILA GIORGI E QUEL GRANDE SALTO CHE NON ARRIVA”


  1. Tafanus ha detto:

    Non mi sembra che abbia perso conrtro la Vinci perchè “stanca” (la Vinci in stagione ha giocato il triplo di lei), ma solo perchè la Vinci le ha impartito una severa (e speriamo salutare) lezione di tennis)


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