CAMILA GIORGI, IL FUTURO E’ ADESSO

La maceratese compie oggi 21 anni. Dietro al quartetto composto da Errani, Vinci, Pennetta e Schiavone, è lei il prospetto migliore. Ha chiuso la stagione tra le prime 80, a Wimbledon ha fatto scintille. Ma il momento più difficile arriva adesso.
lunedì, 31 Dicembre 2012

Già a 5 anni aveva la racchetta in mano. Nata da papà argentino e mamma italiana, Camila Giorgi ha fatto ben presto parlare di sé. A soli 9 anni viene notata da un certo Nick Bollettieri che la vorrebbe inglobare nella propria scuderia ma i Giorgi rifiutano a causa delle troppe trasferte che avrebbero dovuto affrontare. Per lei era pronto un contratto con la IMG e un biglietto di sola andata per la Florida. Papà Sergio la segue fin dagli inizi, curandone la crescita e gli affari. È un tipo tosto che sa quello che vuole e se la figlia è già la quinta giocatrice italiana, il merito è anche suo.

Nel 2006, a soli 15 anni, Camila abbandona il circuito juniores e si tuffa nel professionismo alla caccia di qualche punto valido per la classifica mondiale. I risultati sono subito incoraggianti: semifinale a Baku e a Giacarta. Entra ben presto tra le prime 1000 del ranking. Alla fine del 2007, grazie ai quarti ottenuti a Limoges e a Lagos, si proietta a ridosso delle top 800. Si tratta di tornei ITF da 10.000 e da 25.000 dollari.

Lontano dal lusso e dai templi del grande tennis, l’inferno del circuito minore è l’unica strada percorribile se non hai gli agganci giusti per garantirti wild card e inviti validi per tornei di categoria superiore. Sergio Giorgi, intervistato due anni fa da ESPN Deportes, spiegava bene le difficoltà che incontra chi cerca di affacciarsi al professionismo: «Non abbiamo mai ottenuto una wild card, ho speso milioni e non ho mai ricevuto un invito per mia figlia perché se non sei con un agente te lo puoi scordare». Camila passa da un allenatore a un altro: Pancho Alvarino, Jofre Porta, Eric Van Harpen, e Patrick Mouratoglu. Ecco spiegato il perché: «Tutti i suoi allenatori volevano farla giocare juniores e io non volevo, volevano che firmasse con agenti e io non volevo. L’accademia di Mouratoglu è unicamente un luogo d’affari, niente di serio». 

Il 2008 se ne va senza che Camila faccia registrare progressi. Gioca poco, si allena e resta stabile in classifica. L’anno dopo è quello della prima, vera, esplosione: raggiunge i quarti a Tessenderlo e Darmstadt, vince il suo pirmo ITF a Katowice e si ripete a Toronto, entrando per la prima volta tra le prime 300 del ranking.

La gavetta  permette a Camila di farsi le ossa. Nel 2010 continua a frequentare il circuito dei tornei minori e  grazie a una serie di buoni piazzamenti agguanta la posizione numero 244.

Il progressivo avvicinamento alle top 100 subisce una brusca accelerazione nel 2011. Grazie alla vittoria nel torneo di Carson, ottiene la possibilità di giocare le qualificazioni a Wimbledon riuscendo nell’impresa di superarle. È il primo main draw di un Major ma il sogno dura poco perché la maceratese viene eliminata al primo turno dalla Pironkova. Fallisce le qualificazioni agli US Open, centra la semifinale a Rock Hill ed entra così tra le prime 150.

Il 2012 è un anno a due facce. Camila ha fatto un grande balzo in avanti in classifica ma a ben guardare, le tante posizioni guadagnate dalla ventunenne si basano su un unico risultato: gli ottavi a Wimbledon. A Londra, Camila si è resa protagonista di una cavalcata inaspettata ed emozionante che l’ha portata a superare le qualificazioni (battendo le non irresistibili Webley-Smith, Rogowska e Glatch), a vincere la prima partita nel tabellone principale di uno Slam contro la Pennetta (allora numero 17 mondiale) e poi a superare di slancio, e nettamente, la Tatishvili e soprattutto Nadia Petrova (che il meglio lo ha dato nel finale di stagione). Davanti alla più dotata delle Radwanska la corsa si è fermata. L’uscita di scena è stata più che degna, un 6-2 6-3 dalla terza giocatrice mondiale è un risultato tutt’altro che disprezzabile. Arrivata a Wimbledon in punta di piedi, da numero 145, la Giorgi ne è uscita protagonista, al numero 90.

Così sono arrivate le prime interviste, l’attenzione mediatica, le aspettative sempre crescenti. Si è iniziato a porre l’accento sui rapporti, non proprio distesi, tra il padre e la FIT. In questo turbinio, l’ascesa della maceratese si è arrestata. Il gioco rischioso, tutto vincenti e accelerazioni, che aveva messo in mostra nel prestigioso appuntamento londinese, non si è più visto. Il finale di stagione è stato un crescendo di primi turni (ben sei su undici tornei disputati) e di sconfitte contro giocatrici di modesto valore come la Lertcheewakarn, la Falconi, la Glatch, la Keys. Camila ha chiuso l’anno perdendo nei quarti di un Itf contro Maria Sanchez, un’americana appena dentro le prime 150 della classifica. Un risultato, questo come molti altri, non consono ad una top 100.

Il processo di crescita che accompagna ogni tennista è sempre costellato da prestazioni incolori e sconfitte inaspettate. Eppure, rivalutando la stagione agonistica appena trascorsa, viene da domandarsi se le tante posizioni scalate dalla Giorgi (80 rispetto a gennaio) siano dovute a un reale miglioramento nella qualità del gioco della giovane azzurra piuttosto che a un exploit isolato e difficilmente ripetibile, favorito dalle caratteristiche tecniche del suo tennis che predilige le superfici rapide.

Camila inizierà il 2013 con in tasca il best ranking appena raggiunto: è numero 75. Ma le sue scelte di gioco, la sua capacità di leggere i momenti della partita, non sembrano essere buone quanto la sua classifica.

Ecco perché la Giorgi sta per affrontare il momento più delicato. Se è difficile arrivare in alto, ancor più complicato è confermarsi. La giovane azzurra ha le potenzialità, i colpi, per diventare una futura top ten. Il gotha del tennis mondiale è lì ad aspettarla. Adesso è chiamata a compiere un ulteriore salto di qualità che contribuisca a diradare dubbi e incertezze, proiettandola nel giro del tennis che conta. Se lo augura lei e con lei l’intero movimento tennistico italiano.

 

   


2 Commenti per “CAMILA GIORGI, IL FUTURO E’ ADESSO”


  1. michael waterlife ha detto:

    Grande il papà della Cami. Per non scendere a compromessi ha fatto allenare la figlia in tornei minori e il talento si è visto. Vai Camila hai solo 21 anni e stoffa da vendere

  2. vittorio pellizzari ha detto:

    Speo che la Giorgi prosegua.Abbiamo bisogno di giocatori che siano popolari, che ci facciano uscire dal solito dalcio ( magari scorretto)Faccio i migliori auguri a Camila ,ma spero anche nel rientro della Pennetta che ha spesso giocato il miglior tennis italiano


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