CANADA, SORPASSO AGLI STATES

Bouchard e Raonic in ascesa nelle top ten, americani fuori dai giochi ed in costante declino. E' l'alba di una nuova era nell'America settentrionale? La tradizione statunitense verrà sopraffatta dall'incredibile scalata canadese?
venerdì, 25 Luglio 2014

TENNIS – Chissà cosa avrebbero pensato Sampras e Agassi, ma anche Roddick, Blake e tutti i protagonisti americani degli anni duemila se, nel pieno della propria attività, avessero saputo che in meno di dieci anni il Canada avrebbe preso il posto di ammiraglia nordamericana del tennis. Un po’ per spirito campanilista, un po’ per evidenza dei fatti, sarebbero scoppiati in una fragorosa risata. E invece si è verificato uno degli avvicendamenti più curiosi degli ultimi decenni: la tradizione statunitense ha lasciato il passo alla freschezza della nuova classe canadese, almeno sotto il punto di vista maschile.

Allo stato attuale dei ranking mondiali, Milos Raonic ed Eugenie Bouchard rappresentano in maniera nitida e sorprendente la crescita di un movimento nazionale che, fino a pochi anni fa, poteva solo rimpiangere la naturalizzazione inglese di Greg Rusedski. Adesso, una coppia di tennisti canadesi occupa la settima posizione nelle graduatorie ATP e WTA, lasciando intendere grandi margini di miglioramento nel corso delle prossime stagioni.

C’è da scommettere su un prossimo, definitivo ribaltamento delle gerarchie nordamericane: il primo canadese in classifica non ha ancora 24 anni, la sua collega ne ha da poco compiuti 20. Nulla a che vedere con i 29 anni di John Isner, primo americano, o i quasi 33 di Serena Williams. Se gli uomini possono già dirsi davanti ai vicini di casa, le donne dovranno faticare ancora un po’: alle spalle di Raonic avanza anche il talento di Pospisil, 24 anni ed un titolo di Wimbledon nel doppio contro i fratelli Bryan, mentre gli States si affidano ai quasi 27 di Sam Querrey. La racchetta femminile, invece, deve ancora far leva sulla Bouchard, visto che la seconda della classe è la numero 85 Sharon Fichman, ben lontana dal talento di Sloane Stephens e da un totale di undici americane presenti in top 100.

Le indicazioni fornite dalle tre prove del Grande Slam, però, lasciano intendere che il Canada potrà godersi Genie, in attesa di altri talenti: la ventenne è stabilmente nelle prime quattro dei maggiori tornei, ha sfiorato il trionfo londinese e ha scalato la classifica con una rapidità impressionante. Stesso discorso per Raonic, fermato in semifinale soltanto dal ritorno di Federer in pieno stile araba fenice.

Il tutto è cambiato qualche anno fa, quando la federazione canadese ha concesso meno riflettori alla Rogers Cup e maggiore attenzione all’accademia delle giovani promesse del tennis nazionale. Finanziando il cosiddetto settore giovanile della Tennis Canada ed assumendo coach stranieri con una tradizione ben diversa da quella del proprio movimento, si è giunti a sfornare i primi ragazzini terribili da lanciare nell’élite, anche a costo di far allenare Raonic tra Croazia e Spagna e la Bouchard in Florida. Uno di questi allenatori è indubbiamente il francese Louis Borfiga, già talent scout di Tsonga, Simon e Monfils, che è stato capace di plasmare soprattutto mentalmente i giovani prospetti nordamericani.

Abbandonato l’atteggiamento orgoglioso e provinciale, il Canada è adesso chiamato a sfoggiare i propri gioielli nei tornei di casa. La Rogers Cup si avvicina grazie ai tornei di Toronto e Montreal, in programma ai primi di agosto. Una bella occasione per alimentare l’interesse nei confronti del tennis e spronare le nuove leve a seguire le orme di Raonic, Bouchard e Pospisil.


Nessun Commento per “CANADA, SORPASSO AGLI STATES”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.