CASA DOLCE CASA

Una caldissima “Belgrade Arena”, già esaurita da tempo, è pronta a spingere Djokovic e compagni verso il sogno Davis. A favore dei Serbi anche la storia, che nella maggior parte dei casi ha visto il trionfo dei padroni di casa.
giovedì, 2 Dicembre 2010

Belgrado – L’attesa è finita e tra poche ore verrà servito il primo 15 della  finale numero 99 della storica Coppa Davis, ipnotizzando per 3 giorni, non solo tutti gli appassionati, ma soprattutto 2 nazioni legatissime al tennis e allo sport in generale. La Francia, ricca di storia e tradizione con ben 9 vittorie su 15 finali disputate, rende visita all’inedita Serbia, che potrà contare sulla spinta di un’intera nazione. L’attaccamento e il supporto degli slavi verso i propri colori è talmente forte da travalicare spesso i limiti del tifo, sfociando in situazioni a dir poco turbolenti. Inutile ricordare i casi nel calcio o nel basket, con vere e proprie guerriglie civili, soprattutto durante gli accesissimi derby di Belgrado, esportando spesso le loro gesta anche oltre i confini nazionali, lasciando traccia anche all’estero.

Buona la prima?. La storia tennistica della Serbia è talmente giovane da risultare senza precedi in tal senso, ma l’importanza dell’evento e la risaputa passione del pubblico locale, autorizza una gestione della sicurezza di buon livello. Le autorità locali stanno preparando al meglio il servizio d’ordine, in collaborazione anche con la federazione, che ha deciso di gestire in proprio la vendita dei biglietti per evitare ogni tipo di inconveniente. Una vendita che di fatto non c’è stata, visto che in appena 2 ore, i 16 mila tagliandi messi on line sono stati letteralmente polverizzati, mandando più volte in tilt il sistema , che alla fine è riuscito a soddisfare la fame tennistica dei tifosi. Una “Belgrade Arena” che sarà dunque stipata in ogni ordine di posti, con oltre 19 mila presenze complessive, tra cui 1600 riservati alla federazione francese. L’arena, un vero gioiello strutturale, è il più grande palazzo dello sport del paese, iniziato nel 1992, ma ultimato solo nel 2005 in occasione degli europei di basket. La capienza va oltre le 22 mila unità, ma per ragioni di sicurezza è stata ridotta a “soli” 19 mila.

Guy non si fida. Nonostante tutte le rassicurazioni del caso, qualche preoccupazione è arrivata proprio dai transalpini, che si sono adoperati personalmente per la sicurezza di tutto il loro staff, mentre il capitano Guy Forget si è lasciato andare a dichiarazioni tutt’altro che morbide: “Troveremo un ambiente ostile, spero solo che non accadano fatti sgradevoli”- dice – “I miei giocatori non sono abituati a giocare in un posto così caldo, sarà un vero e proprio viaggio all’inferno”- e conclude-“ Abbiamo visto in vari eventi sportivi cosa possono fare una decina di idioti serbi, mi auguro che tutto vada bene”, ricordando anche la partita di calcio fra Italia e Serbia sospesa per disordini a Genova. Dichiarazioni che non sono di certo piaciute al clan Serbo, che tramite Novak Djokovic, si è limitato a ringraziare l’affetto del proprio pubblico:  “Qui abbiamo sempre beneficiato di un sostegno enorme da parte del pubblico. In più questa volta si tratta di un appuntamento speciale, storico per il mio Paese – continua Nole- è la prima finale di Davis e sento già in città l’eccitazione e l’entusiasmo della nostra gente, se siamo in finale è anche merito loro”.La parola adesso passa la campo, nella speranza che tutto fili via senza intoppi

Fattore campo vincete. In uno sport come il tennis, in cui  l’aspetto mentale incide in maniera ben più elevata che in atri sport, il fattore campo ha sempre avuto un ruolo determinate, soprattutto in Davis, in cui il classico sostegno da torneo si trasforma in vero e proprio tifo calcistico. Sono diversi le trasferte che molte squadre non vorrebbero affrontare, proprio per via di una vera e propria sudditanza percepita dai giocatori a bordo campo, trasformando questa competizione unica nel suo genere e rendendo spesso imprevedibile ogni tipo di pronostico, anche quelli più rassicuranti. Oltre la Serbia, il tifo dei paesi latini del sud america è stato, e lo è  tutt’ora ,tra i più caldi e influenti che ci siano, specialmente durante i derby continentali. Storica la rivalità tra Cile e Argentina, che nel 2000 sfociò  addirittura in una mega rissa dai contorni farseschi, in cui l’ ITF inizialmente dichiarò vincente il Cile per 5-0 e poi estromise dalla Davis entrambe le federazioni per 2 anni. Da veri latini, anche Spagna e Italia, in epoche diverse, hanno vissuto i loro momenti di estrema passione tennistica, rispettando comunque i canoni della decenza sportiva. E’ ancora vivo nei nostri occhi lo splendido spettacolo che il Forum di Milano regalò agli azzurri nel 1998, nell’unica delle 7 finali che l’Italia disputò in casa. In quella occasione non bastò e la Svezia s’impose in trasferta, infrangendo una tendenza che storicamente premia la squadra di casa. Su 98 finali disputate infatti, ben 64 volte la vittoria è andata ai locali, con un incremento generale negli ultimi 15 anni in cui la vittoria in trasferta è arrivata per ben 9 volte, l’ultima  con la Spagna in Argentina nel 2008. la Serbia è avvisata.


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