CASO BEDENE, MURRAY: “NON CAPISCO LE LAMENTELE”

Il giocatore nato in Slovenia è un cittadino britannico da martedì. Dopo aver raccolto qualche polemica, trova nello scozzese un gancio per il futuro: "Non comprendo questo polverone, per i miei connazionali dovrebbe essere una spinta a migliorarsi"
venerdì, 3 Aprile 2015

TENNIS – Il cambio di nazionalità può sempre rappresentare una patata bollente all’interno del circuito. Non è esente da questa situazione Aljaz Bedene, che martedì ha potuto festeggiare il suo primo giorno da cittadino britannico. Al giocatore nato in Slovenia, infatti, è stato riconosciuto un diritto che ha aperto alle polemiche di diversi neo-connazionali. Dall’altra parte, però, non sono mancati attestati di stima, solidarietà e integrazione. Uno dei più illustri personaggi a tendergli una mano è Andy Murray, che prende sotto braccio il nuovo arrivo alla corte della Regina.

In un’intervista rilasciata al Daily Mail, il tennista scozzese condanna il polverone che si è sollevato da quando Bedene ha chiesto la cittadinanza: “Non comprendo assolutamente il perchè di tanta ostilità nei confronti di Aljaz, che adesso può diventare un punto fermo del nostro movimento anche in ottica Davis. Abbiamo una nuova pedina su cui contare, non mi interessano nè retorica nè legittimità della cosa. Forse è un problema per chi aspira a rientrare tra i migliori tennisti britannici, visto che Bedene adesso è il secondo dopo di me“.

La posizione numero 83 nel ranking, infatti, scalza dalla corsa al secondo posto una serie di giocatori in corsa per le convocazioni di luglio, tra cui Ward, Edmund e Broady. La bufera va trasformata in motivazioni valide: “Adesso non conta più l’opinione di ognuno – continua Murrayperchè abbiamo a che fare con un nuovo giocatore britannico e dobbiamo permettergli di integrarsi al meglio nei nostri meccanismi. Mi auguro che tutti coloro che hanno fomentato la discussione, riescano a tramutare tutto ciò in un degno spirito agonistico per avvicinare Bedene in classifica. La cittadinanza britannica acquisita da Aljaz deve spronare tutti a far meglio, perchè nulla è garantito in questo sport“.

Il campione di Wimbledon 2013 conclude la sua disamina sul caso accogliendo definitivamente l’ultimo arrivato: “Non lo conosco molto bene, ci ho giocato un paio di volte ma ho avuto modo di apprendere le sue caratteristiche. Ha un ottimo servizio e una tenuta fisica che gli permette di fronteggiare anche qualche giocatore più forte di lui. Credo che rimarrà a lungo in top 100 e, da britannico, mi auguro che possa migliorare e scalare diverse posizioni nel ranking. Adesso che si è anche ripreso dall’infortunio al polso, possiamo contare su un giocatore in ottima forma: al nostro movimento servono giocatori così“.

Resta da chiarire l’effettiva possibilità che l’ex sloveno possa prender parte alla Davis con la sua nuova nazionale. La federazione ritiene illegale partecipare sotto un’altra bandiera, dopo aver già scelto la propria nelle precedenti occasioni. Bedene si appellerà alla sua volontà di cambiare nazionalità già da un anno, fattore ritardato soltanto dai processi burocratici che l’hanno costretto ad essere ugualmente convocato per la Slovenia.

Nel frattempo, la Lawn Tennis Association ha già dichiarato che si occuperà personalmente del caso, sperando di poter giungere ad una soluzione soddisfacente per tutte le parti in causa. Un comunicato ufficiale recentemente diramato, infatti, ha espresso il benestare sulla cittadinanza britannica: “Il diritto concesso ad Aljaz è di buon auspicio per tutto il movimento tennistico britannico, che adesso può vantare un altro elemento nei primi cento giocatori del mondo“.

La controversia legata alla nazionalità, ma soprattutto alla possibilità di partecipare alla Davis con la nazionale inglese, rimarrà aperta ancora per molto tempo. Sta a Bedene trovare i giusti riscontri e appellarsi per ottenere l’ampliamento dei suoi nuovi diritti, come già successe nel corso degli anni precedenti con il caso di Greg Rusedski.


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