CASO SHARAPOVA. JOHN MCENROE: ”NON MI CONVINCE”

L’ex numero 1 del mondo, vincitore di sette Slam in carriera, resta molto scettico sulla versione offerta dalla siberiana ai media: “Molto difficile che nel suo staff non si siano accorti di nulla. Io fui squalificato dagli Australian Open 1990 per molto meno”.
lunedì, 14 Marzo 2016

Tennis – “È molto difficile che nel suo staff, tra le 25 o 30 persone che lavorano per lei, nessuno si sia accorto di quanto accaduto”. Sono le parole con cui John McEnroe dice la sua sul caso del doping di Maria Sharapova. L’ex tennista statunitense non appare convinto della versione offerta ai media dalla siberiana e non usa mezze misure nel manifestare il suo scetticismo durante un’intervista rilasciata al Bnp Paribas Open di Indian Wells.

Jonh McEnroe ricorda inoltre che nel 1990 fu escluso dagli Australian Open per non essersi accorto di una modifica nel regolamento: “Nessuno mi disse niente in quel momento. Quindi, se Maria non sapeva dell’aggiornamento della lista dei farmaci proibiti potrebbe avere ragione. Ma per me resta una vicenda molto dubbia” prosegue Mac.

Maria Sharapova, 28 anni, ha perso molti dei suoi prestigiosi sponsor e nel giro di qualche giorno potrebbe trovarsi nella buca delle lettere la notifica di una pesante squalifica da parte della Itf. La tennista vincitrice di cinque titoli del Grande Slam ha dichiarato di non aver ricevuto solleciti da parte della Itf sulla prospettiva che il meldonium, il farmaco incriminato, stesse per diventare proibito: “Sono determinata a combattere – ha scritto sul suo profilo Facebook – ci sono molte inesattezze in questo fatto”. Ma nella conferenza stampa di lunedì scorso ha dichiarato di aver ricevuto una sola notifica con un link sbagliato contro le cinque citate invece dalla Federazione internazionale.

“Sono state spese migliaia di parole su questo documento – ha scandito ancora Maria Sharapova – non cerco scuse per non conoscere questo divieto. Ho già ricordato la notifica del 22 dicembre 2015 che aveva come oggetto «Principali modifiche al Tennis Anti Doping Programme» e sono consapevole del fatto che avrei dovuto prestarvi più attenzione. Ma le altre comunicazioni? Sono sepolti in newsletter, siti web o volantini?”. E poi resta aperta anche la questione relativa al regime di utilizzo del farmaco proibito. Masha ha confessato di averlo preso periodicamente secondo quanto stabilito dal produttore del farmaco e secondo quanto consigliato dalla equipe medica che la segue: “Non ho assunto il medicinale ogni giorno e l’ho preso sempre sotto consiglio medico e in dosi basse e raccomandate”. Certo, la vicenda resta molto controversa. La russa sosterrà le sue ragioni davanti alla commissione di esperti nominata dalla Itf: “Non vedo l’ora di parlare con la Itf e dimostrare anche tramite le mie cartelle cliniche che non sono colpevole” ha dichiarato ancora la numero 7 del mondo.

Ad ogni modo, la posizione espressa da John McEnroe si aggiunge a quelle scettiche precedentemente assunte da altri tennisti. “Un errore, deve pagare” aveva detto qualche giorno fa Rafael Nadal: “Voglio credere che si tratti solo di un errore. Non penso che volesse doparsi, ma è stata negligente. Nella vita si sbaglia e chi sbagli è giusto che paghi”. Di “errore enorme” ha parlato anche Petra Kvitova, rincarando persino la dose: “È giusto che paghi”. E il connazionale Marat Safin: “Voglio credere che abbia assunto il meldonium inconsapevolmente in questo inizio di 2016”.

Molto più solidali Flavia Pennetta e Novak Djokovic: “Maria ha dimostrato coraggio. Non assocerò mai il suo nome al doping. Quando ho giocato contro di lei non ho mai pensato di farlo con una tennista dopata” ha detto la ex tennista brindisina. “Ovviamente le auguro tutto il meglio. La conosco da molto tempo e sento quello che sta passando. Spero sol che ne esca più forte, questoè tutto quello che posso dire” ha sentenziato il numero 1 del mondo.

Foto: John McEnroe (www.ximbio.com)


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