CEMENTO AMERICANO, COSA BOLLE IN PENTOLA

TENNIS - Si alza il sipario sulla stagione del cemento americano. Tra campioni in carica, lotte al vertice e nuove leve oramai pronte al definitivo salto di qualità ci aspetta un 2014 a stelle e strisce mozzafiato

Tennis. Ancora qualche giorno e ci tufferemo in un tutti i sensi nella stagione del cemento americano. Ci mettiamo alle spalle un’eccitante torneo di Wimbledon arricchito da una finale spettacolare che tra le altre cose ha sancito un nuovo avvicendamento al vertice tra i soliti due che oramai si palleggiano la prima posizione del ranking da più di un anno. Le kermesse ad Atlanta e Stanford segneranno infatti l’inizio di un percorso che si concluderà solo a settembre con lo Us Open dove Rafael Nadal difenderà il fantastico successo dello scorso anno.

Cosa dobbiamo attenderci, quali saranno dunque i tennisti da tenere sotto maggiore osservazione in queste Series 2014?

Partiamo dal circuito femminile dove per forza di cose l’osservata speciale è Eugenie Bouchard. Numero 144 alla fine del 2012, 32 a fine 2013 ed infine numero 7 del mondo con la trionfale entrata in top 10 dopo la finale, la prima centrata dalla 20enne canadese, a Wimbledon dove è poi stata strapazzata da una formidabile Kvitova. Unica questa stagione ad ergersi almeno sino alle semifinali in tutti gli Slam, non si fa fatica a capire perché nell’ultimo major dell’anno, per di più sul cemento che si candida ad essere la sua superficie più congeniale, la giovane di Montreal avrà tutti gli occhi puntati addosso. Vedremo se saprà ripetersi, gestire al meglio la pressione ora montata in tutto il mondo e confermarsi vera campionessa. In ogni caso con la canadese abbiamo assicurati almeno una decina di anni di ottimo tennis. Questo grazie anche a Simona Halep. La 22enne romena sbocciata finalmente dopo la vittoria del torneo di New Haven, parte delle Series americane, ma soprattutto dopo la semifinale di Roma del 2013 anno in cui mise in cassa ben sei trofei, seconda solo a Serena Williams. Quest’anno per lei finale al Roland Garros e semifinale a Wimbledon mostrando sempre una copertura del campo invidiabile ed angoli irraggiungibili. Ci sono i presupposti perché questa stagione su cemento porti anche il suo nome. Qualche probabilità in meno per la campionessa in carica di New York Serenona che sta attraversando un periodo con più bassi che alti in questo 2014 con pessime figure rimediate in tutti e tre gli Slam, a Wimbledon per di più ha dimostrato una condizione psicofisica precaria dovuta probabilmente anche alla rottura con il coach. Di certo il suo ottimo ruolino nei Major su cemento (cinque Australian Open e cinque Us) parla ancora per lei e la mette fino a prova contraria tra la favorite, condizione permettendo.

Tra le colleghe scalpitanti Maria Sharapova, sebbene oramai riconosciuta come queen of clay, potrà comunque avvalersi dei due Slam conquistati a Melbourne e New York i quali dicono che la siberiana potrà dire la sua anche nell’estate americana i cui tornei saltò totalmente lo scorso anno a causa del solito problema alla spalla. Na Li avrebbe qualche asso nella manica in più data la sua maggiore consuetudine sul cemento, sebbene l’andamento delle sue prestazioni sia piuttosto altalenante dopo Melbourne (per lei solo finale a Miami). Petra Kvitova fresca di secondo trofeo a Wimbledon non troverà ancora la sua amata erba, sebbene sui campi veloci si senta sempre a suo agio. Non poniamo molte speranze sulla rientrante Azarenka e sulla incostante Radwanska.

Passando al circuito maschile è scontro a due. Da una parte troviamo il fresco vincitore di Wimbledon Novak Djokovic, uno dei migliori giocatori su cemento dell’ultimo decennio con tre titoli a Melbourne e quattro finali consecutive allo Us Open, l’ultima quella persa da Nadal in quattro set del 2013. Successi di qualità con la doppietta infilata a marzo tra Indian Wells e Miami che oltre al secondo acuto in carriera a Londra lo rendono certo uno dei favoriti a svolgere una parte da protagonista in Nord America. Di contro un Nadal che difende una ingente moltitudine di punti tra Cincinnati, Toronto e New York. Uno dei pochissimi tennisti dell’Era Open ad infilare la tripletta tra i due 1000 e lo Slam americano, lo spagnolo ha effettuato il solito mezzo passaggio a vuoto sull’erba, superficie che difficilmente gli regalerà altre soddisfazioni in futuro, e con la terra che a parte Parigi lo ha tradito incredibilmente punterà tutto su quest’ultimo spicchio di stagione prima dell’autunno indoor. Allo Us Open lo scontro si preannuncia titanico.

Si attende con grossa curiosità cosa potranno fare le nuove leve Grigor Dimitrov e Milos Raonic. La versatilità del bulgaro capace di vincere titoli su tutte le superfici quest’anno, unite alla finalmente centrata sicurezza con la mano che ora non trema, o trema di meno, davanti ai campioni potrebbero renderlo un outsider interessante. Così come il canadese la cui ottima stagione sulla terra, non proprio il suo elemento, non fa altro che renderci tutti vibranti per constatare i suoi ottimi progressi anche sul veloce americano dopo un buon assaggio su erba con la semifinale di Wimbledon. Roger Federer ci sta pian piano riabituando alle vecchie gioie un po’ sopite nell’anno passato e dopo la finale dei Championships si prepara ad essere avversario temibile per chiunque anche su cemento. Tutto da valutare il connazionale Stan Wawrinka che comunque a Londra ha centrato il best placement e cercherà a New York di dar seguito alla buon andamento di prestazioni nei tornei su cemento iniziato a Melbourne. Andy Murray dopo un ottimo, per lui, Roland Garros, ha steccato miseramente a Wimbledon dove difendeva la finale e sull’amato cemento cercherà riscatto. Mine vaganti Nishikori e Dolgopolov in caso di buona condizione.

Con i campioni affermati in ottima forma e i nuovi virgulti oramai in cerca di sempre più conferme ed a cui sta stretto l’appellativo di outsiders quel che è certo è che ci sarà di che godere di ottimo tennis. Il nuovo continente ci apre le sue porte.


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