CEO WTA: “NESSUN CONTATTO CON LA PTPA DI DJOKOVIC”

Il CEO della WTA Steve Simon ha negato di aver intrapreso contatti con la neonata PTPA di Novak Djokovic
martedì, 8 Dicembre 2020

Tennis. Il 2020 è stato un anno difficilissimo per la WTA, forse ancor più che per l’ATP.

La pandemia globale ha infatti impedito lo svolgimento delle Finals, oltre ad aver costretto gli organizzatori a cancellare interamente la trasferta asiatica. In un’intervista a Tennis Majors, il chairman Steve Simon ha fatto il punto della situazione.

Dobbiamo essere orgogliosi di come abbiamo gestito la situazione. Abbiamo organizzato nove tornei WTA più due Slam. 

Mentre altre leghe sportive possono creare delle bolle più stazionarie, noi abbiamo la necessità di spostare le giocatrici da un luogo all’altro, e abbiamo dimostrato di poterlo fare e di poterlo fare in sicurezza.

Si possono contare i casi di positività registrati da noi sulle dita di una mano, senza considerare che non abbiamo avuto casi di positività riscontrate negli staff dei nostri tornei.

Fin dall’inizio siamo stati in grado di compattarci e di capire che fosse l’unico modo per farcela; per questo credo che ora siamo più forti di prima, e guardiamo al futuro con entusiasmo, come si può intuire dalle nuove iniziative di re-branding che abbiamo intrapreso” – ha dichiarato Simon.

Non poteva mancare un giudizio sulla PTPA: “Non abbiamo avuto molte interazioni con la PTPA, anzi, non ne abbiamo avuta nessuna, è un’iniziativa interamente trainata dagli uomini. So che hanno parlato con molte giocatrici e noi non impediremo loro di farlo, ma per quanto ci riguarda siamo focalizzati su ciò che dobbiamo fare, e stiamo lavorando molto duramente.

Credo che nel 2020 sia emerso chiaramente il fatto che le nostre atlete sappiano di poter comunicare apertamente con noi e che la loro voce venga sempre ascoltata.

Comunicare è la chiave in questo momento, tutti devono sentirsi ascoltati – non significa che si possa sempre ottenere ciò che si vuole, ma è importante che ci si senta ascoltati e rispettati.

Si tratta di un aspetto su cui abbiamo lavorato molto, e le giocatrici si sono accorte che grazie al loro intervento delle cose sono cambiate.

Ovviamente ci saranno sempre delle giocatrici scontente, e lo stesso vale per i tornei, ma complessivamente penso che abbiamo un buon canale di comunicazione con tutti. Se qualcuna deciderà di unirsi alla PTPA gestiremo la situazione, ma è una decisione che spetta a loro”.


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