C’ERA UNA VOLTA UN’OASI DI TENNIS

La triste vicenda dello storico Circolo Tennis di Via Como a Roma dove giocarono anche Nicola Pietrangeli e Lea Pericoli, oggi inghiottito dal cemento e abbandonato al degrado. L'appello di Silvana Lazzarino: "Restituite il Circolo alla città"
martedì, 13 Ottobre 2015

Roma  –  Là dove c’era il tennis ora c’è il cemento. Non è una citazione musicale ma la triste storia dell’ex Circolo Tennis di Via Como a Roma, nove campi in terra battuta immersi in un’oasi di verde con pini secolari ad alto fusto. Su quei campi nel cuore del quartiere Italia della Capitale fin dal 1945 una campionessa del passato come Silvana Lazzarino ha avviato al tennis centinaia di ragazzini. Prima ancora si divertiva a sfidare le sue tre sorelle Marisa, Anna e Teresa e suo fratello Alberto, numero 6 di prima categoria. Una volta ci giocò anche con l’amica di una vita Lea Pericoli, subito dopo aver raggiunto insieme a lei una delle cinque finali di doppio agli Internazionali del Foro Italico. “Quella partita fu un’idea di Dino Verde – racconta Silvana Lazzarino –  che a Via Como era di casa e lì scrisse anche “Ciao Ciao bambina”, il suo pezzo musicale più famoso.  Oltre a lui tante celebrità dell’epoca frequentavano il Circolo, da Gina Lollobrigida a Renato Carosone, da Rod Steiger alla sig.ra Gronchi moglie dell’ex Presidente della Repubblica, solo per citarne alcuni. Quando mio padre Saverio lo prese in gestione c’erano solamente tre campi da tennis e una pista di pattinaggio. Poi diventò un Circolo dove venivano ad allenarsi anche Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola”.    

Oggi  il  quadrilatero  compreso  tra  Via Como, via Agrigento, Via Imperia e via Pavia  che  ospitava  lo  storico  Club  è  una  vasta  area  coperta  di  cemento,  assolutamente  priva  di  verde  e  sotto  la  quale  c’è  un  parcheggio  interrato  multilivello  da  287  posti.  Colpa  di  un  Pup,  il  Piano  Urbano  Parcheggi  disposto  nel  2007  dal  Comune  di  Roma  – che  in  precedenza  aveva  acquisito  il  Circolo –  per  consentire  la  costruzione  di  decine  di  migliaia  di  posti auto  in  tutta  la  Capitale.  Un  intervento  di  edilizia  nell’ambito  del  patto  per  la  mobilità  dell’amministrazione  capitolina   che  favorisce  le  ditte  private,  libere  di  conseguire  profitti  sfruttando  il   territorio  pubblico  impegnandosi  però  al  contempo  a  lasciare  una  parte  dei  parcheggi  a  disposizione  libera  della  cittadinanza   e  realizzare  opere  pubbliche  a  favore  della  collettività.  

Un  impegno  ampiamente  disatteso  in  questa  circostanza,  dal  momento  che,  dopo  la  fine  dei  lavori  del  megaparcheggio  nel   2009,  non  sono  mai  stati  avviati  quelli  per  il  ripristino  dell’oasi  verde  in  superficie.  Il  nuovo  centro  sportivo  pubblico con piscina  e  campi  da  tennis  in  terra  battuta  è  ancora  un  miraggio,  e  ancor  più  lo  sono i  54  parcheggi  “rotazionali”  liberi  per  la  cittadinanza  che  sono  stati  sostituiti  da  un’area  archeologica  a  seguito  del  ritrovamento  di  reperti  peraltro   ampiamente  segnalati  dalla  Sovrintendenza  ai  Beni  Culturali  già  nel  2007.  Entrambe  le  opere  erano  previste  dall’ordinanza  comunale  numero  56/2007,  all’interno  della  quale  era  anche  contenuto  il  divieto  per  la  ditta  privata  in  questione  –  la  C.A.M. –  di  vendere  i  box  prima  del  completamento  del  nuovo  impianto.   

Le  speranze  di  rivedere  un  nuovo  Circolo  sportivo  animano  le  proteste  dei  residenti  del  II Municipio  dal  2010,  quando  venne  costituito  il  Comitato  Centro  sportivo  Via  Como  per  il  rispetto  del  progetto  originale  e  a  tutela  dell’interesse  pubblico.  Class-action  e  sit-in  organizzati   sono  valsi  finora  solamente  una  ricognizione  del cantiere  effettuata  lo  scorso  anno  dal  dipartimento  della  Mobilità  di  Roma  Capitale  a  seguito  di  una  mozione  approvata  dall’Aula  Giulio  Cesare  che  richiamava  il  sindaco e  l’assessore  competente  ad  “adottare  tutte  le  misure  necessarie  per consentire con  urgenza  la  ripresa  dei  lavori  originari”.   Si  aspetta  ora  una  delibera  di  Giunta  per  stabilire  la  presa  in carico dei  lavori  da  parte  del  Comune  di  Roma  e  superare  le  immancabili  lungaggini  burocratiche.  Lo  chiede  a  gran  voce  anche  la  stessa  Silvana  Lazzarino:  “A  quel  Circolo  sono  legati  molti  dei  miei  ricordi  tennistici,  ancora oggi conservo un piccolo albero di melograno che portai via da lì nel 1975 quando andai via. E’ un dovere per il Comune di Roma restituirlo a noi tutti”.

    ViaComo_300

 Il progetto dell’area  come  avrebbe  dovuto  essere  dopo  la  creazione  del  Pup

 

 

vIAComo_200

 

L’area  coperta  di  cemento  e  priva  di  verde  come  è  attualmente

 

 


1 Commento per “C'ERA UNA VOLTA UN'OASI DI TENNIS”


  1. GIOVANNI MARTINO ha detto:

    ricordo molto bene il tennis via Como, lo ho nel cuore;li ho cominciato a giocare e tra quel verde trovavo modo di rifugiarmi per studiare in tranquillità; ho conosciuto tutta la famiglia Lazzarino e ne ho un ricordo dolcissimo. Ho provato una grande tristezza nel vedere il mio tennis e tutta la storia di quel circolo sepolti dal cemento, non ho parole !!!


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