CHALLENGER. IGOR SIJSLING RITROVA IL SORRISO A BRESCIA

Il tennista dei Paesi Bassi non vinceva un torneo da Vancouver 2012. Ritrova così il successo a tre anni di distanza e ritrova anche la top 150 Atp. Taro Daniel vince a Yokohama, Guido Pella a Montevideo e Henry Laaksonen trionfa a Champaign, negli Stati Uniti.

Tennis – Nella settimana in cui gli occhi del mondo del tennis erano puntati sulle Atp Finals di Londra il circuito Challenger non si è fermato. Sono stati ben quattro i tornei giocati. Da Yokohama a Champaign, da Montevideo a Brescia anche in sul finire della stagione tennistica il circuito minore ha emesso verdetti. Ecco il resoconto della settimana.

Il Trofeo Città d Brescia, ospitato nella città lombarda sul campo più rapido del circuito, è stato l’orange Igor Sijsling a imporsi. Il nuovo numero 145 Atp ha ritrovato così la top 150 del ranking, ma ha ritrovato anche un successo che gli mancava dal torneo di Vancouver edizione 2012. Il 28enne nato ad Amsterdam, dopo aver eliminato in semifinale il nostro Luca Vanni (7-6, 7-6) ha battuto il bosniaco Mirza Basic con un doppio 6-4 in un’ora e 52 minuti di gioco, aggiornando la sua bacheca con il settimo titolo Challenger in carriera e non perdendo nemmeno un set durante tutta la competizione. Certo, per uno che è stato numero 52 del mondo esultare per essere tornato nei 150 può apparire limitante. Invece Sijsling resta ottimista: “Non credo di essere così lontano dal livello che mi ha portato al mio best tanking. Ma per restare tra i primi 60-70 devi essere sempre al 100%. Se sei al 99% lassù non ci stai più“. Obiettivi per il 2016: “Non so se questa vittoria è un nuovo inizio, ma di sicuro è il modo giusto per finire l’anno. Vincere un torneo è sempre difficile, ma il mio obiettivo per il 2016 resta quello di tornare tra i primi 100”. Un Sisjling raggiante quello che alza al cielo il trofeo messo in palio nella città lombarda. Ma a inizio anno, parole sue, le cose non sembravano andare bene: “Lottavo con me stesso. Non ho giocato tante partite e non trovavo fiducia. Nono sono nemmeno riuscito a guadagnare tanti punti. Ma chiudere con due finali e un titolo mi sembra un buon presupposto per iniziare il prossimo anno”. Infine una riflessione sul momento del tennis olandese: “È ok, ma era meglio prima con Richard Krajicek e Jan Siemerink nella top 20. E poi Eltihgh e Haarhuis erano la coppia n.1 in doppio. Non è facile seguire le loro orme. Ma ci sono Robin Haase e Thiemo De Bakker nei primi 100 e io sto cercando di rientrarci. Non sarà facile, il livello di questo sport è molto alto”.

Buona, nel complesso, l’organizzazione e la partecipazione al torneo. Lo conferma anche il direttore Mauro Ricevuti: “C’è stato un miglioramento importante sul piano tecnico e organizzativo e di questo siamo molto soddisfatti”. Non potrebbe essere altrimenti visto che nei circa 160 Challenger giocati nel mondo nel 2015 il torneo di Brescia ha avuto ben cinque top 100 in campo issandosi alla nona posizione di questa particolare classifica.

Spostiamoci ora in Giappone, per il Keio Challenger di Yokohama. In Estremo Oriente è stato Taro Daniel ad alzare al cielo il trofeo, il suo terzo in questa stagione. Battendo il connazionale Go Soeda con il punteggio di 4-6, 6-3, 6-3 Daniel ha così smaltito la delusione dopo la finale persa da John Millman a Kobe una settimana fa, mettendo un’altra coppa vicino a quelle conquistate a Vercelli e Furth durante questo lungo 2015. Il nipponico, con questa vittoria, va a fare compagnia a Kei Nishikori nella top 100 Atp. Mentre Go Soeda dovrà aspettare ancora per mettere in bacheca il suo 18mo titolo. “Sono molto contento di aver vinto un torneo in Giappone perché posso tornarci un paio di volte all’anno”, ha detto Taro Daniel. “E sono anche molto contento perché molte persone sono venute a vedere un torneo Challenger. Una cosa che accade solo in Giappone”. Onore delle armi per l’avversario: “Vorrei congratularmi con Soeda perché ha giocato molto bene quest’anno e in questo torneo. È stato un onore poter giocare contro di lui una finale Challenger. Non vedo l’ora di incontrarlo di nuovo”.

Si è giocato anche nelle Americhe, in particolare a Champaign, negli Stati Uniti e a Montevideo, in Uruguay. In nord America, per il JSM Challenger of Champaign-Urbana, la finale vedeva opposti Taylor Fritz e Henri Laaksonen. Il tennista nato a Rancho Santa Fe, che nel mese scorso è diventato il nono giocatore a vincere più titoli prima del compimento dei 18 anni, stavolta ha dovuto arrendersi al suo avversario. Lo svizzero Laaksonen, infatti, ha portato a casa il titolo rimontando un set di svantaggio (4-6, 6-2, 6-2) dopo un’ora e 26 minuti di gioco, realizzando 10 ace e convertendo cinque delle 12 palle break ottenute. Per lui si tratta del primo titolo Challenger in carriera. Riconoscimento che lo fa diventare il primo svizzero a vincere un Challenger dal 2010, quando Stan Wawrinka aveva vinto a Lugano e Stephane Bohli a Recanati: “Sono stato fortunato a vincere un paio di partite 7-6 al terzo, ma oggi ho giocato in maniera incredibile”, ha raccontato alla fine del match. “Un paio di settimane fa, quando avevo perso contro Fritz, avevo giocato male. Ma oggi ho cercato di fare meglio, ho risposto bene e ho cercato di aggredirlo sulla seconda di servizio. In questo finale di stagione sto colpendo la palla molto bene e mi muovo meglio rispetto all’inizio dell’anno”.

Infine, a Montevideo si è giocata l’undicesima edizione dell’Uruguay Open, torneo che si è concluso con la finale tra lo spagnolo Inigo Cervantes e l’argentino Guido Pella. È stato quest’ultimo a spuntarla (7-5, 2-6, 6-4) capitalizzando al meglio la fiducia ottenuta dopo aver battuto in semifinale Pablo Cuevas e conquistando il suo quarto titolo in stagione, al pari di Hyeon Chung e Paolo Lorenzi.

Il circuito Challenger prosegue ora con il torneo di Andria, giunto alla sua terza edizione. Ma l’appuntamento di maggiore importanza saranno le Atp Challenger Finals di San Paolo. E tra i migliori otto del circuito minore, oltre a Guido Pella, Inigo Cervantes, Farrukh Dustov, Daniel Munoz-de la Nava, Radu Albot e Guilherme Clezar ci saranno anche Paolo Lorenzi e Marco Cecchinato.

Foto: Igor Sijsling riconquista la top 150 Atp con la vittoria a Brescia (www.zimbio.com)


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