CHRIS EVERT: “DEVO RECUPERARE IL TEMPO TOLTO ALLA MIA FAMIGLIA”

Intervista della ex numero 1 del mondo al Daily Mail in cui la tre volte campionessa di Wimbledon mostra il rammarico per la fine del matrimonio con l’ex sciatore Andy Mill, ma si dice determinata a coltivare il rapporto con i propri figli: “Non c’è nessun altro nella mia vita a parte loro”.
giovedì, 14 Luglio 2016

Tennis – Aveva 17 anni quando debuttò a Wimbledon 1972 e in quel momento non poteva immaginare che a distanza di 44 anni sarebbe stata seduta nel royal box a osservare Andy Murray alzare il secondo trofeo dei Championships. Chris Evert ha giocato a tennis per 21 anni, ha vinto Wimbledon in tre occasioni, ha collezionato 18 tornei del Grande Slam e una striscia impressionante di partite senza sconfitte, senza contare i milioni di dollari vinti. Oggi ha a 61 anni ed è madre di tre figli, ma il tempo sembra essere stato molto clemente con lei e, sebbene il fisico non sia più quello di una volta, resta una donna molto affascinante e in splendida forma. La ricetta è semplice: “Dopo essere stata un’atleta per anni non ho perso l’abitudine di allenarmi. Se sto ferma un paio di giorni mi sento rallentata sia mentalmente che fisicamente. L’esercizio fisico è la migliore medicina anche contro gli sbalzi di umore” dice in un’intervista rilasciata al Daily Mail.

Ma essere una leggenda non potrà mai restituirle la vita familiare cui ha rinunciato per giocare a tennis. Nella vita di Chris Evert ci sono, infatti, alcuni rimpianti. Come la fine del matrimonio con Andy Mill, avvenuta nel 2006: “La mia vita è divisibile in tre parti, ma per me la parte migliore è quella in cui ho fatto famiglia con Andy e i miei tre figli. Se potessi tornare indietro prenderei un po’ di tempo in più per decidere ciò che fare e capire dove ho sbagliato. Se fossi stata un po’ più severa con me stessa forse le cose sarebbero andate diversamente. Ci sono stati momenti nella mia vita in cui non sono stata fedele a me stessa. L’unica cosa positiva – insiste ancora Chris Evert parlando della relazione don Mill – è che viviamo a 15 minuti di distanza. Il nostro è un amore comodo tra due persone che conducono vite separate. Così possiamo trascorrere del tempo insieme”.

Ricordi felici anche quelli che la Evert ha del suo primo matrimonio, quello con il collega tennista John Lloyd, iniziato nel 1987 e finito dopo otto anni. Da dimenticare, invece, il matrimonio con il golfista e imprenditore Greg Norman, iniziato nel 2008 e finito nel dicembre 2009. Una relazione difficile, in cui le personalità forti di Greg e Chris si sono scontrate: “John è io siamo stati grandi, io ed Andy siamo stati grandi. Greg e io siamo andati…bene. Non ho nemici nella vita” dice Chris, prendendola con filosofia.

Ma la cosa più importante, a quanto pare, sono sempre stati i figli: “Non ho nessuno nella mia vita a parte i miei figli e il mio lavoro. Non so se mi sposerò di nuovo, ma non sono alla ricerca di relazioni. Tutti dicono che sto mentendo, ma è così. Sono sempre stata con qualcuno, ho sempre avuto un marito, ma ora sono tranquilla e stare da sola è stata quasi una liberazione per me. Penso di aver bisogno di vivere da sola, di crescere ancora e conoscere me stessa prima di prendere in considerazione l’idea di vivere una nuova relazione”.

Non può mancare un pensiero al padre Jimmy (che tra l’altro si chiamava come Connors altra fiamma di Chris Evert) scomparso nel 2015 a 91 anni: “Abbiamo parlato tutti i giorni fino alla sua morte. Era molto orgoglioso di me anche se non me lo diceva spesso. Anzi, dopo aver vinto Wimbledon mi obbligava ancora a fare i bucato e a caricare la lavastoviglie. Mi ha sempre tenuto umile. Ha fatto l’allenatore di tennis fino a 75 anni e anche se io ho guadagnato milioni di dollari lui non ha mai accettato aiuti economici da parte mia”.

Una personalità forte e rude quella del vecchio Jimmy Evert. Una personalità che Chris dice di non avere, soprattutto quando in mezzo ci sono i suoi figli: “Proprio per il fatto che la mia educazione è stata così rigida, con i miei figli sono andata nella direzione opposta. Li ho sempre ascoltati e ho permesso loro di stare un’ora in più davanti alla tv. Sono sempre stata gentile e amorevole con loro”.

Aspetti sentimentali che la campionessa nata a Fort Lauderdale non ha mai palesato in pubblico o sui campi, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Little miss ice”: “Non è mai stato così. Tutto dipendeva dal tennis che esprimevo. Ero giovane, tranquilla e timida. Ero molto a disagio sotto i riflettori e non mi è mai piaciuta la gente che mi guarda. Mi rende insicura. Tra l’altro, negli anni ’70, una donna atleta era ancora un tabù e io volevo essere più femminile possibile. Ecco perché ho iniziato a indossare nastri, bracciali e a truccarmi prima di scendere in campo. Volevo essere dura e forte, ma anche femminile”. Ma senza mai esagerare. Non a caso, Chris Evert confessa di non aver mai digerito le persone che controllavano costantemente il suo peso: “C’è stato un momento in cui nessun atleta doveva avere un filo di grasso. E questa cosa ha ferito i miei sentimenti. Tutti sono abbastanza sensibili, soprattutto da giovani”.

Oggi le cose stanno anche peggio nell’opinione della ex campionessa: “Sono molo felice di aver giocato negli anni ’70. Oggi sarebbe stato tutto molto più difficile, tra mass media e social network”. E cita il caso dello stalker ritrovato in casa in Florida al ritorno da Wimbledon: “Nessuno prese sul serio la cosa. Nemmeno io. Non ci fu nemmeno una conferenza stampa”. Oggi la cosa sarebbe trattata diversamente.

C’è spazio anche per qualche considerazione sui sacrifici fatti per giocare a tennis e per inseguire il successo: “Io ero prontissima a ritirarmi a 34 anni. Mi ero sposata a volevo dei figli. Inoltre, avevo già vissuto la parte migliore della mia carriera e non avevo più voglia di giocare a tennis a quei livelli”. Il ritiro ha segnato il passo anche dal punto di vista delle relazioni personali: “I miei amici più stretti sono i miei ex colleghi e avversari, Martina Navratilova, Billie Jean King, Pam Shriver e Tracey Austin. Ci incontriamo regolarmente. Ora non siamo più in competizione e siamo in grado di apprezzarci a vicenda”. Anche con l’acerrima rivale Martina Navratilova: “È stata la mia più grande avversaria ma ci sarebbe piaciuto allenarci insieme, viaggiare insieme, pranzare insieme e andare insieme ai tornei. La gente ha sempre pensato che Martina fosse una dura, ma era molto più emotiva di me. È sempre stata gentile e disponibile. Alla fine dei tornei restavamo sempre noi due e se ad esempio era stato scritto qualcosa di negativo su una di noi due ci davamo conforto a vicenda. Oggi questo non potrebbe accadere”.

Una battuta sul torneo di Wimbledon: “È stato il torneo che più di tutti ho desiderato vincere. Mi viene una grande nostalgia quando torno qui perché non ho saputo apprezzare bene questo evento. Ero giovane e concentrata sulla vittoria. E oggi guardo i giocatori con timore. Il livello è altissimo e mi viene difficile pensare che ci sono passata anche io da quel tunnel prima di scendere in campo”.

Ma al momento le sue energie sono concentrate sulla Chris Evert Academy, una scuola di tennis fondata con il padre e il fratello nel 1996 in cui Chris tenta di formare nuovi talenti dello sporti che l’ha resa celebre: “Ogni tanto – racconta – mi piace allenarmi con i miei allievi. Ma non riesco a battere nessuno”. Anche perché le energie mentali Chris Evert le impiega nel mestiere più difficile del mondo. Essere mamma: “Sono orgogliosa di tutto quello che ho fatto. Ma essere madre è una cosa che supera di gran lunga vincere uno Slam. È la cosa migliore che mi sia mai capitata. Amo la mia famigli e la maternità” dice Chris, che oggi ha tre figli di 24, 22 e 20 anni. “Preferirei viaggiare con i miei ragazzi al posto di giocare a tennis. Competere non è mai stato facile per me. Ho avuto successo, ho guadagnato milioni di dollari, ma ero una persona normale con un grande talento: il tennis. Ho molti difetti e sono una donna come tutte le altre” conclude, dimostrando ancora una volta la sua proverbiale umiltà.

Foto: Chris Evert (www.zimbio.com)


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