CHRIS EVERT:”WTA POCO SPETTACOLARE, SERENA IRRAGGIUNGIBILE”

La 18 volte campionessa Slam Chris Evert si racconta a "Le Figaro", analizzando il momento del tennis femminile e raccontando le sue esperienze al French Open
mercoledì, 3 Giugno 2015

Nel corso di una delle settimane più importanti della carriera di Rafael Nadal, 9 volte campione al Roland Garros, ha parlato ai microfoni di “Le Figaro” quella che è considerata come la tennista più importante nella storia del tennis su terra rossa, soprattutto per via dei 7 titoli conquistati all’ombra della Tour Eiffel tra il 1974 ed il 1986.

Attualmente collaboratrice di Eurosport, la Evert ha ripercorso gli anni d’oro della sua carriera attraverso i ricordi più intensi e le peculiarità che le hanno permesso di raggiungere quegli incredibili risultati:”Sicuramente il mio principale punto di forza è stata la pazienza, anche perché fin da piccola non mi sono riuscita a vedere come una giocatrice particolare, semplicemente ho lavorato sulla costanza di rendimento e sulla regolarità, riuscendo a trovare spesso il punto di rottura dell’avversaria e portandomi in una posizione di vantaggio.”

Ricordo con particolare piacere gli ultimi due successi del 1985 e 1986 visto che in entrambe le occasioni riuscii ad avere la meglio di Martina (Navratilova), mentre il momento sicuramente più difficile è coinciso con il match di terzo turno contro Arantxa Sanchez in quello che sarebbe stato il mio ultimo Roland Garros: avevo una ferita ad un piede, e nonostante pensassi che l’iniezione di cortisone ricevuta potesse ridurre il dolore, quel tipo di cura si ritorse contro di me togliendomi totalmente la sensibilità dal piede e non permettendomi di giocare il mio miglior tennis. Odio perdere certe partite in quel modo.”

Una campionessa della prima Era Open che, nonostante una sana dose di nostalgia per la lontananza dai campi, è sempre riuscita a trovare stimoli positivi, sia nelle prime fasi della carriera che ai giorni nostri:”Già a 13 anni ho capito che avrei potuto ben comportarmi nel circuito, perché sono riuscita a giocare a viso aperto partite sulla carta impossibili, e la vittoria nel corso dei miei 15 anni sulla N.1 Margaret Court è servita da slancio definitivo soprattutto a livello morale. Dopo tanti anni la nostalgia può anche sopraggiungere, eppure io sono estremamente felice di essere emersa negli anni ’70, epoca del cambiamento per il tennis, avendo avuto la possibilità di conoscere personaggi del calibro di Bjorn Borg, Jimmy Connors, John McEnroe e tanti altri.”

Sul momento del tennis di questo 2015, la 18 volte campionessa Slam si sofferma sul primato per quanto riguarda lo spettacolo del tennis maschile su quello femminile, a causa soprattutto della mancanza di una reale alternativa a Serena Williams:”Oggi il tennis femminile risulta meno emozionante anche se è brutto da dire. Negli uomini c’è una forte rivalità, ci sono tante partite divenute leggendarie, mentre nel WTA Serena non ha rivali: ha un servizio devastante, una potenza fenomenale e ancora del tempo per continuare la sua ricorsa ai record più disparati. Il tennis moderno vive di una fisicità spesso esasperata oltre ad una potenza che sicuramente ha una rilevanza del tutto diversa. Ai nostri tempi non esisteva la cura maniacale per l’alimentazione che si può vedere oggi; mangiavamo bistecca e patate ogni giorno (ride).”

Alla fine dell’intervista le Evert dispensa qualche consiglio per i giovani giocatori di oggi, oltre ad un personalissimo pronostico per il Roland Garros di quest’anno:”Sicuramente la popolarità è un’arma a doppio taglio, con i social network che minano ulteriormente la privacy dei primi tennisti del mondo. L’attenzione al gioco deve essere massima e la strada che porta ad un futuro di spicco nel tennis deve essere percorsa serenamente e seriamente.

Per quest’anno vedo favoriti Serena e Nole: lei non ha giocato il suo miglior tennis finora però resta una campionessa quasi inarrivabile, mentre Djokovic è potente e costante, in possesso di tutto ciò che gli serve per compiere l’impresa.


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