CIBULKOVA BATTE LA SHARAPOVA. OK HALEP, AZARENKA E RADWANSKA

Dopo Serena Williams esce di scena anche Maria Sharapova: a sconfiggere la russa 3-6 6-4 6-1 è Dominika Cibulkova. Tutto facile per Vika Azarenka, mentre Jelena Jankovic si fa battere dalla Halep e dai propri patemi. Lezione di Radwanska alla Muguruza.
lunedì, 20 Gennaio 2014

MELBOURNE – E’ di nuovo tempo di sorprese agli Australian Open. Dopo l’uscita di scena della grande favorita del torneo, Serena Williams, il primo Slam della stagione perde anche la testa di serie numero tre, Maria Sharapova. Ad accomodare la russa fuori dal tabellone è stata al ventiquattrenne di Bratislava, Dominika Cibulkova; prevalsa con il punteggio di 3-6 6-4 6-1 in due ore e dodici minuti. Una sorpresa certo, ma non fino in fondo perché se la slovacca aveva ben impressionato nei match precedenti, regolando prima Francesca Schiavone per poi concedere un game sia a Stefanie Voegele che a Carla Suarez Navarro, il percorso di Maria Sharapova è stato denso di ostacoli laddove non se ne sarebbe dovuta vedere nemmeno l’ombra, almeno per una campionessa della sua levatura; dall’esordio titubante contro Bethanie Mattek-Sands, alla maratona rovente con Karin Knapp, ai problemi contro Alize Cornet, mai la Sharapova ha convinto, sempre ha sofferto. Se poi si considerano anche gli ‘head to head’, con la Cibulkova già vittoriosa in due confronti, uno dei quali ai French Open nel 2009; l’aggancio a tre vittorie ciascuna ci sta eccome.

Dopo un avvio di match in ‘pieno controllo’, con Maria Sharapova decisa nel prendersi un break di vantaggio al primo game per poi raddoppiarlo al settimo; sul 5-2 la russa ha lanciato un primo segnale non proprio rassicurante perdendo il servizio a zero. Masha ha comunque rimediato al pasticcio prendendosi la manche per 6-3 e, fino allo scoccare del quarantesimo minuto di gioco anche i numeri erano ‘dalla sua’: 11 vincenti, 3 ace, una percentuale di prime di servizio pari al 76%. Da quel momento il buio. Difficile distribuire la percentuale di meriti e demeriti, fatto sta che Dominika Cibulkova si è issata sul 5-0 in men che non si dica per poi subire quattro game consecutivi. Sul 5-4 Cibulkova si dispiega il secondo ‘segnale di pericolo’: Maria Sharapova da sempre nota per la sua cattiveria agonistica ed il suo coraggio ha lasciato l’iniziativa alla slovacca che non si è lasciata sfuggire il set. Un MTO richiesto dalla Sharapova per un leggero infortunio all’anca, ha preceduto un terzo set giocato dalla Sharapovasenza arte ne parte’; condito da 19 gratuiti e 7 doppi falli. Un break al primo game, un altro al quinto, l’ennesimo al settimo hanno permesso a Dominika di accomodarsi ai quarti di finale.

Prosegue invece il cammino della numero due del ranking WTA Victoria Azarenka. La bielorussa si è sbarazzata della ventenne yankee Sloane Stephens per la seconda volta su altrettanti scontri diretti, entrambi disputati a Melbourne. La prima frazione è stata determinata da un break messo a segno dalla ventiquattrenne di Minsk al quarto gioco, non raddoppiato per poco al sesto quando Vika ha avuto ben sei occasioni per il 5-1. Ad ogni modo, incamerato il primo set per 6-3, Victoria Azarenka ha preso rapidamente le distanze in apertura di ripresa, strappando a zero il servizio alla Stephens. Le difficoltà per la statunitense sono continuate ad ogni turno di battuta e dopo un break point annullato per l’1-2 ed altri tre per il 2-3; nel fatidico settimo game è giunto l’allungo di Vika, ineccepibile nell’agguantare la vittoria dopo il cambio campo con il punteggio di 6-3 6-2.

Sulla ‘Hisense Arena’ si è invece consumato il dramma di Jelena Jankovic. Per la quarta volta dal 2010 a questa parte, l’ex numero uno del mondo si è ritrovata dall’altra parte della rete la rumena Simona Halep che, a parte il turbolento primo confronto avvenuto nello Slam newyorkese sempre era riuscita ad avere la meglio sulla serba. Tendenza confermata pure a Melbourne dove, immancabilmente, ha pesato la complicità di Jelena Jankovic. Nel primo set la Jankovic ha alternato momenti di contenimento ad altri in cui ha preso in mano le redini del gioco, a volte ferendo, altre sciupando punti preziosi proprio quando arrivava al dunque’, fosse per chiudere una banale volée quanto una palla priva di peso a metà campo. Dal canto suo Simona Halep ha invece intelligentemente adattato il suo tennis multiforme agli umori dell’avversaria, afferrando così la prima manche per 6-4. A senso unico il secondo parziale, con la serba padrona assoluta del rettangolo di gioco e apparentemente capace di gestire quella pressione psicologica che più passa il tempo, più sembra aver risucchiato ogni parvenza di serenità. Siglato il 6-2, per la Jankovic è determinante il primo game della tornata decisiva. Dopo uno scambio dominato e vinto dalla ventottenne di Belgrado, in cui la Halep ha ‘tergicristallato’ il campo per almeno quattro volte, procurandole un’occasione per l’1-0; Jelena ha improvvisamente ‘accorciato il braccio’ e, dopo aver sprecato tre occhi di falco nello stesso gioco ed aver rischiato un warning per le continue conversazioni poco amichevoli intraprese con l’incolpevole fratello seduto al box, ha ceduto il primo turno di battuta, preambolo per un 6-0 agghiacciante persino per il caldo torrido di Melbourne.

Nell’ultimo match in programma si registra infine il successo della numero 9 del mondo, Agnieszka Radwanska, sulla spagnola Garbine Muguruza. Tante aspettative avevano fatto da cornice al secondo ‘head to head’ tra la polacca e l’iberica. Se il solo precedente, avvenuto sul cemento di Miami nel 2012, aveva visto Aga prevalere nettamente per 6-3 6-2; tante cose erano accadute nel frattempo, ultime in ordine di tempo il primo sigillo di Garbine nel torneo di Hobart e le incoraggianti vittorie contro Kaia Kanepi, Anna Schmiedlova e  Caroline Wozniacki nei turni precedenti dello Slam aussie. Alla fine della fiera invece, la Radwanska s’è imposta per 6-3 6-1; concedendo quindi un game in meno rispetto a quasi due anni fa. Sorniona come sempre, dopo aver respinto quattro palle break nel terzo game, è stata la Radwanska a prodursi in un allungo nel game successivo e librarsi sul 3-1. Un solo punto concesso da Aga da lì al 6-1 non ha comunque scoraggiato la Muguruza, almeno fino al quinto gioco della ripresa. Svoltato campo sul 3-2 con il servizio a disposizione, la polacca ha mantenuto le distanze e, allontanatd due palle break per il 5-3, ha definitivamente impigliato nella sua tela la spagnola che, al terzo match point, ha alzato bandiera bianca.

Australian Open. Ottavi di finale:

Victoria Azarenka (Blr) [2] def. Sloane Stephens (Usa) [13] 6-3 6-2

Dominika Cibulkova (Svk) [20] def. Maria Sharapova (Rus) [3] 3-6 6-4 6-1

Agnieszka Radwanska (Pol) [5] def. Garbine Muguruza (Esp) 6-1 6-3

Simona Halep (Rom) [11] def. Jelena Jankovic (Srb) [8] 6-4 2-6 6-0


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