CICI BELLIS, E’ LEI LA REGINA DEI GIOVANI AGLI US OPEN

La 15enne Catherine incanta Flushing Meadows. Sconfigge in tre set la Cibulkova e diventa, a soli 15 anni, la più piccola vincitrice di un match nello Slam newyorchese. Impresa anche per il classe '96 Coric (ko Rosol) mentre esce di scena il 18enne Donaldson
mercoledì, 27 Agosto 2014

Tennis. Il tennis, più in generale lo sport, regala emozioni e sorprese indescrivibili. A sorprendere e a farci “sbrilluccicare” gli occhi, nella seconda giornata degli US Open passata in archivio, sono stati loro: i giovani. In barba a chi pensava e tutt’ora pensa che a grandi livelli il tennis non sia uno sport per teenegers, ci hanno pensato quantomeno due ragazzini capaci di farsi letteralmente scivolare addosso l’emozione di calcare i campi in cemento di Flushing Meadows e battere addirittura i rispettivi avversari con (e qui è la sorpresa) l’apparente manifesta superiorità di chi è abituato a farlo.

La stellina del giorno è senza dubbio Catherine Bellis, “peperino” stelle-e-strisce classe 1999. La quindicenne che solo lo scorso anno s’apprestava a raccogliere tutte le necessarie informazioni per partecipare agli US Open – ma come raccattapalle… – ha battuto addirittura la numero 13 Dominika Cibulkova al primo turno: 6-1, 4-6, 6-4, davanti a una folla estasiata manco i socceroos di Klinsmann avessero alzato al cielo di Copacabana la Coppa del Mondo di calcio.

“E’ pazzesco pensare che io sia in realtà qui, in questo momento, con tutte queste persone”,  ha dichiarato la Bellis, originaria di Atherton, in California nella conferenza stampa post-match di ieri. E’ la più giovane tennista dal 1996 a vincere una partita in un torneo dello Slam. Primato che deteneva (anche lei all’epoca quindicenne) la Kournikova tre anni prima che Catherine Bellis nascesse…

La nuova stellina del tennis mondiale si era qualificata come wild card solo dopo aver vinto quest’anno contro ragazze diciottenni nel torneo nazionale USTA, dove (ovviamente anche qui) era la più giovane a vincere da quando trionfò Lindsay Davenport nel 1991. Classificata prima del super match di ieri al numero 1208 del mondo, scalerà e di tanto questa graduatoria settimana prossima, sognando, perché no, l’ennesimo exploit al secondo turno. “Sta giocando in un modo così divertente che è davvero piacevole guardarla”, ha esclamato un fan ai microfoni di una tv americana subito dopo la fine dell’incontro.

Raggiante e comprensibilmente incredula e frastornata ha risposto alle domande della stampa: “Sono entrata in campo pensando che sarebbe stata una grande esperienza, mai avrei pensato di uscirne vincitrice”. Scherza quando gli chiedono dell’ hashtag che useranno su Twitter i suoi amici per descrivere questa giornata memorabile, poi torna allo “shock” vissuto sul cemento di Flushing: “Sono senza parole, dentro la mia testa pensavo a non sfigurare. Poi, minuto dopo minuto, punto dopo punto, ho creduto che vincere non fosse così impossibile, e adesso sono qui a raccontare un qualcosa di davvero emozionante”. Raggiante, sì, ma tremendamente lucida e umile quando le fanno notare che con questa vittoria ha portato a casa ben 60.000 dollari che possono cambiare la vita di una quindicenne. “Se proprio vogliamo parlare di queste questioni (ride, ndr), c’è mio padre seduto proprio lì. Scherzi a parte, la mia intenzione è quella di continuare ad essere una dilettante e tenermi aperte le opzioni per il college, in caso dovessi subire infortuni o robe simili. Certo che un giorno vorrei diventare pro’, ma l’età gioca a mio favore. Non credete?”
Tornerà a giocare come ha sempre fatto, dunque, anche dopo gli US Open. Continuando a studiare on line le lezioni del suo liceo.  

Il suo idolo? Risposta non del tutto scontata: ” Sicuramente Kim Clijsters. Lei è sempre stata la mia giocatrice preferita fino a quando, ovviamente, non ha annunciato il ritiro. Ma lei è stata la mia preferita, di sicuro”. Insistono i media proprio su questo argomento, cercando di carpire le ragioni per cui proprio Kim e non Serena ad esempio: “A me piace tutto della Clijsters! Voglio dire, la sua fiducia in campo, il modo in cui lei sviluppava  il suo gioco. Mi piace tutto. Il fatto che lei avesse avuto dei  figli e poi fosse tornata a vincere gli US Open, direi che sia pazzesco, incredibile”.

Nel maggio scorso, la nuova icona del tennis giovanile è stata in Italia, precisamente a Milano, dove ha vinto la cinquantacinquesima edizione del Trofeo Bonfiglio. “Amo quel torneo, sicuramente è stato uno dei miei tornei preferiti. Sensazioni davvero fantastiche anche perché è sempre bello avere gli occhi di tanti tifosi addosso, ti spingono a far sempre meglio e a non mollare mai nemmeno nei momenti difficili che possono naturalmente capitare in match”.

Il miracolo della Bellis, arrivato dopo aver schiantato quella Cibulkova finalista a Melbourne, ha quasi oscurato l’altra impresa di giornata: il croato di Zagabria Borna Coric, “ragazzino” di 185 cm, nato il 14 novembre 1996, ha battuto 6-4, 6-1, 6-2 Lukas Rosol, testa di serie numero 29. Borna si allena tra Zagabria e Londra e ha un sogno: “Diventare il numero 1”. E quando pronuncia questa frase il viso da bambino scompare… Primo del ranking, a dire il vero, lo è già stato: si trattava però della classifica giovanile, sulla cui vetta è salito prepotentemente dopo aver conquistato gli US Open junior e le semifinali, sempre dei tornei junior, di Australian Open e Roland Garros. Tra i senior, suo scalpo eccellente è stato quello di Jerzy Janowicz, sconfitto al quinto set nel confronto Croazia-Polonia di Coppa Davis. Al club delle sorprese di ieri sera non si è aggiunto lo statunitense anche lui classe ’96 Jared Donaldson, regolato 6-4, 6-2, 6-4 dal lupo di mare Monfils.

Foto: Mike Lawrence per usopen.org


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