CILIC BUSSA, SEPPI RISPONDE

Coppa Davis: dopo l’onorevole dipartita di Lorenzi (il sostituto di Fognini), alle prese con un Cilic apparso sotto i suoi standard abituali, la nostra punta di diamante, Andreas Seppi, riporta il risultato della sfida Italia-Croazia sull’1-1, regolando Dodig
venerdì, 1 Febbraio 2013

Tennis. Finalmente, dopo oltre 10 anni di logorante attesa, l’Italtennis maschile ha rialzato la testa. In settembre, nello splendido scenario del lungomare partenopeo, vincendo agevolmente lo spareggio con la squadra cilena (4-1 il risultato della sfida), i ragazzi di Corrado Barazzutti si sono infatti garantiti la possibilità di rimanere nel World Group. La gloriosa nazionale italiana – che, lo rammentiamo, ha disputato la bellezza di sei finali, alzando l’insalatiera in un’unica occasione, Cile 1976 – ha dovuto dunque sopportare l’onta di essere mera spettatrice della Davis per più di due lustri. Ora, grazie alla sorprendente crescita di alcuni suoi protagonisti (Andreas Seppi, su tutti), anche i nostri portacolori potranno giocarsi le loro chance, cercando di  aggiornare un tabellino che, alla voce vittorie conseguite nel World Group, è fermo, inesorabilmente, dal preistorico 1998 (semifinale con gli Stati Uniti, sconfitti per 4-1 dagli azzurri, prima di capitolare con la Svezia, anche a causa di un infortunio occorso a quello che, in illo tempore, era da considerarsi il miglior rappresentante della nostra spedizione, Andrea Gaudenzi).

E, in occasione dei sorteggi, quasi che una nazionale prestigiosa come la nostra dovesse godere di una certa deferenza da parte della sorte, anche l’urna ci ha sorriso, assegnandoci, agli ottavi, la sfida con i dirimpettai della Croazia.  Una squadra – quella croata –  che, se pur temibile, è comunque ampiamente alla portata dei nostri portabandiera. Probabilmente, se solo la contesa tra questi due team fosse stata giocata una manciata di anni fa, i pronostici della vigilia non sarebbero stati così ottimistici per gli italiani. Ma il tempo passa per tutti, e con esso mutano, ineluttabilmente, anche gli interpreti che una squadra può vantare al suo arco. Hic et nunc, la nazionale croata è forte della coppia di Medjugorje: Marin Cilic, n. 13 al mondo, sconfitto al terzo turno degli Australian Open 2013 proprio dal nostro Seppi; e Ivan Dodig, n. 2 della scacchiera croata e n. 59 del ranking Atp. Nel complesso, una buona compagine, ma consegnataria di una pesante eredità sportiva, il cui confronto è difficile da reggere. Immaginiamo infatti che il ricordo di due tennisti col phisique du role ed il pedigree di Goran Ivanisevic e Ivan Ljubicic sia, per i due atleti succitati, molto scomodo da sostenere.

Alla luce di quanto appena lumeggiato, l’occasione che si prospetta quest’anno per la spedizione azzurra è un treno che sarebbe imperdonabile lasciarsi sfuggire. Senza considerare poi (ma forse sarebbe preferibile conservare un profilo basso, perché sarebbe tremendamente deleterio concentrarsi già sui turni a venire, senza prima aver licenziato le velleità di vittoria dei croati) che la road-map degli italiani, grazie alla felice combinazione di alcuni fattori già più volte ricordati, ci offre la licenza di sognare una semifinale che, se l’anno scorso fosse stata anche solo ventilata, avrebbe comportato, per i suoi sostenitori, il rischio di subire un TSO (trattamento sanitario obbligatorio).

Fatte queste doverose premesse, non ci si può esimere dall’evidenziare che la gran parte del peso relativo al passaggio del turno riposa, senza timore di smentita, nelle mani di Andreas Seppi. Il bolzanino, fresco dell’ennesimo best-ranking (n.18), dovrà cercare di arginare, con le sue prestazioni, la prevedibile alternanza di risultati che proverrà dall’altro azzurro, Fabio Fognini, ormai celebre per le sue performance ondivaghe. Sempre che il ligure, dopo il forfait di oggi, a causa di un fastidioso accesso di febbre, riesca a tornare arruolabile per i prossimi incontri. Ma passiamo alla cronaca del secondo match di giornata, quello che vedeva il nostro n. 1 opposto a Ivan Dodig, il quale, prima della partita odierna, negli head to head con il nativo di Caldaro, vantava un en plein negativo di 3 sconfitte a 0 (di cui due maturate nella stagione scorsa, nei tornei Atp 250 di Metz e Belgrado).

Il primo set si apriva con un break. A metterlo a segno era Seppi, subito molto aggressivo con il dritto. Dopo pochi minuti di gioco, l’italiano volava addirittura sul 4-1 e servizio, soffiando, per la seconda volta, la battuta all’avversario, che appariva attonito di fronte alla potenza e alla solidità dei colpi del bolzanino. Nel sesto gioco, il nostro n. 1 conquistava agevolmente il game al servizio, costringendo Dodig ad andare a servire per rimanere nel set. Il tennista croato, approfittando di due errori non forzati del suo rivale, conservava il suo turno di battuta, obbligando il n. 18 al mondo a far sua, al servizio, la prima frazione di gioco. A questo punto, il nativo di Caldaro, nonostante una palla-break concessa al suo antagonista e due set-point sciupati malamente, riusciva a mettere in cascina il game decisivo, grazie ad una apprezzabile sortita a rete. 6-3 lo score del primo set.

Ad inizio di secondo parziale, un colpo di scena. Nel quarto gioco, il tennista originario di Medjugorje si portava infatti sul 3-1, breakkando il suo avversario a 0, grazie a delle pregevoli giocate di rovescio e a due gratuiti dell’azzurro. Ottima reazione di orgoglio del croato, che – lo rammentiamo – durante il suo primo turno di battuta aveva anche annullato, con coraggio, due palle-break. Ma, nel settimo gioco, il nostro n. 1 dimostrava di essersi ripreso rapidamente dall’impasse, controbreakkando Dodig con due splendidi colpi: un dritto fulminante e un superbo passante di rovescio. Dunque, 4-3 per il n. 59 della classifica Atp, e set riaperto. Nell’ottavo gioco, l’azzurro completava la rimonta, tenendo con autorità il servizio. La svolta sperata non arrivava nemmeno nell’undicesimo game: sotto di 0-30, l’atleta balcanico sfoderava infatti due colpi da manuale e, una volta raggiunto l’italiano sul 30-30, metteva a segno due battute vincenti. Il bolzanino era quindi costretto ad andare a servire per garantirsi il tie-break. Raggiunto quest’ultimo, il nostro portabandiera veniva letteralmente travolto dal suo rivale, che metteva in scena un gioco estremamente audace, facendo scivolare il bolzanino su di un eloquente 1-5. A quel punto, il dado era tratto: il croato, con una robusta prima di servizio, faceva suo il tie-break, rimettendo l’incontro in parità. 7-6(2) il risultato del secondo parziale.

Nel terzo set, il gioco espresso da Seppi e Dodig risentiva (e non poco) dell’importanza del momento. Da entrambe le parti cresceva infatti la tensione; e, con essa, lievitava anche la percentuale degli unforced.  I due interpreti in questione conservavano indisturbati i rispettivi turni di battuta fino al decimo game, quando l’allievo di Massimo Sartori, spedito il croato a servire per rimanere nel set, elevava provvidenzialmente il suo tennis, conquistando quel gioco ai vantaggi e, conseguentemente, facendo propria la terza frazione. 6-4 il punteggio.

Si arrivava così al quarto set. Il n. 18 al mondo, conservava i suoi primi turni di battuta ai vantaggi, riuscendo nell’intento di non farsi breakkare solo grazie alle troppe sbavature del suo rivale, colpevole di non aver saputo concretizzare le occasioni (tante) concessegli dall’azzurro. Nel quinto gioco, erano ben due le palle-break che Dodig scialacquava, mandando l’azzurro sul 3-2. Il game decisivo per le sorti dell’incontro sembrava essere l’ottavo, quando, sul punteggio di 4-3 per Seppi, sfruttando la prima palla break della quarta frazione, il nativo di Caldaro rubava il servizio al croato, issandosi sul 5-3 e battuta. Ma l’italiano, nel gioco successivo, si faceva immantinente controbreakkare, buttando alle ortiche un match che sembrava ormai ai titoli di coda. Poi, nel decimo gioco, con un coup de theatre degno dei più raffinati maestri del genere, il nostro n. 1 si guadagnava, sul servizio dell’avversario, tre match-point, facendo propria la partita al terzo tentativo, grazie ad uno sciagurato doppio fallo dell’avversario.

Il nostro miglior rappresentante ha dunque risposto prontamente a Marin Cilic, riportando in perfetto equilibrio la sfida tra Italia-Croazia. 6-3 6-7(2) 6-4  6-4 lo score definitivo. Domani sarà di scena il doppio. A Fabio Fognini (le ultime notizie lo danno guarito dalla febbre e pronto per domani) e Simone Bolelli  il compito di consentire alla nostra nazionale di metter il naso avanti, garantendosi così un piccolo vantaggio in vista di domenica, quando si disputeranno i singolari decisivi ai fini del passaggio del turno.

 


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