I MEDIA CROATI SE LA PRENDONO CON CILIC

I media croati non hanno per nulla digerito la sconfitta, pesantissima, di Marin Cilic in semifinale contro Djokovic.
domenica, 13 Settembre 2015

TENNIS – Non sono stati teneri i media croati dopo la sonante sconfitta (6-0 6-1 6-2) del campione in carica agli Us Open, Marin Cilic per mano del numero uno del ranking Novak Djokovic. Il giorno dopo, quella che in campo è sembrata più che una semifinale Slam un vero e proprio allenamento agonistico, ha avuto ripercussioni sull’umore di un popolo così fiero e orgoglioso dei propri colori come quello croato. Cilic, è rapidamente passato da eroe nazionale soltanto dodici mesi fa, a simbolo della disfatta di un paese.

Alcune testate hanno addirittura paragonato l’atteggiamento remissivo, impaurito e scarico del ventiseienne di Međugorje alla stessa paura della delegazione greca in visita alla Merkel, forse stavolta esagerando.

Si rimprovera al gigante allenato da un altro mostro sacro come il connazionale Goran Ivanišević, la scarsa voglia nel provare a mettere la partita sui binari del cuore e della grinta visto che il fenomeno serbo ha impiegato (solo) 85 minuti per liberarsi da questo match e dirigersi verso la doccia. Per Marin, che lo scorso anno conquistò NY mettendo in campo armi come l’aggressività quasi ad oltranza, è ad ogni modo durissima affrontare giocatori come Djokovic, quest’ultimo definiti da mezza critica come un vero e proprio muro contro cui è quasi impossibile venirne a capo.

Il portale croato 24sata.hr ha poi rincarato la dose: “Cosa scrivere dopo una sconfitta? Forse il miglior commento che possa descrivere il primo set, ma anche l’intera partita è sostanzialmente uno, disastro. Alcuni commentatori hanno soprannominato la scarsa verve del gigante Marin con l’appellativo non molto onorevole di giocatore molle, mentre altri colleghi di Eurosport hanno usato un termine che spesso e volentieri viene associato al basket, ossia mismatch”, quest’ultimo trattasi di termine tecnico della pallacanestro che sta ad indicare quando un attaccante in situazione di uno contro uno si trova fronteggiato da un avversario in condizioni di inferiorità fisica o atletica.

Il giocatore, invece, ha risposto brillantemente alle domande post-match in sala stampa, mostrandosi non troppo preoccupato della sonora batosta e, forse, non rendendosi conto di quanto, in Croazia, questa sorta di resa avesse fatto arrabbiare i più: “Non sono stato il vero Marin in campo e me ne sono reso conto dopo il primo set quando non è arrivato nessun gioco al servizio. Avevo avuto anche delle sensazioni non propriamente positive già nel match che ho poi portato a casa contro Tsonga ma, si sa, la vittoria offusca sempre quello che c’è dietro. Mi spiace non essere stato mai in partita ma ho provato a fare del mio meglio e non è stato sufficiente contro un Nole quasi ingiocabile”.


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