ANCORA E SEMPRE MICHELINO

Oggi compie 40 anni, ma per tutti Michael Chang rimane quel piccoletto smaliziato che, non ancora diciottenne, conquistò il Roland Garros
mercoledì, 22 Febbraio 2012

Il fisico perfettamente normale, in quei 175 centimetri di altezza distribuiti su 70 chilogrammi di peso, gli occhi a mandorla a tradire le origini orientali dei nonni, la chioma nera racchiusa in un caschetto sbarazzino almeno quanto il suo modo di stare in campo e sfidare l’avversario. Soprattutto un talento agile ed equilibrato, esploso precocemente ed espressosi poi a corrente alternata, in maniera comunque sufficiente a farcelo ricordare come un campione che ha deliziato gli amanti del tennis pur senza arrivare mai a diventare fuoriclasse. Quel Roland Garros ottenuto non ancora maggiorenne, a diciassette anni e tre mesi, facendo di Michael Chang il più giovane vincitore di sempre sulla terra di Parigi, ancora oggi mantiene i connotati di un’impresa fantastica, che tutto, compreso i fluidi imperscrutabili dello sport, quelli che oggi ti sorridono per poi domani voltarti le spalle, contribuirono a rendere tale.

La magia di uno Slam. Nel maggio del 1989 Michelino non ha neppure un anno pieno di attività professionistica. Si presenta a Parigi come testa di serie numero 15 e può certamente accontentarsi di ben figurare senza velleità di successo quando, arrivato agli ottavi di finale, il tabellone gli mette di fronte il numero 1 del mondo Ivan Lendl, a caccia del suo quarto sigillo nello Slam francese. La partita diventa storia quando Chang, resistendo stoicamente ai crampi oltrechè ai colpi furenti del campione ceco, prende il largo nel quinto set, osando servire dal basso verso l’alto, come in un qualsiasi torneo amatoriale, rispondere da metà campo e rifocillarsi con una banana mentre Lendl si dilunga con l’arbitro in una protesta veemente, figlia di un frustrante logorìo fisico e mentale che lo conduce ad una sconfitta impronosticabile. Da lì in poi i riflettori su questo cinesino terribile sono accesi. La vittoria con Lendl è uno slancio troppo forte per non proiettarlo dritto in finale dopo aver battuto Ronald Agenor ai quarti e Andrei Chesnokov in semifinale.

L’ultimo atto del torneo lo vede opposto a Stefan Edberg e ad una tradizione avversa al tennis americano, che da cinque anni non vince uno Slam e da ben trentaquattro non conquista Parigi. La partita è anche una sfida tra stili di gioco molto diversi tra loro: lo svedese, attaccante nato, disegna il campo con salite a rete e voleè chirurgiche, Michelino risponde con recuperi tenaci e generosi. Sotto due set a uno, Chang non molla di un centimetro, quasi sentisse quella non come la prima ma come l’ultima occasione della sua carriera. Si aggiudica il quarto set annullando dieci palle break, fino a respirare il profumo della vittoria quando vede nel volto stremato di Edberg gli stessi lineamenti corrucciati di Lendl qualche giorno prima. Chang chiude 6-2 dopo quasi quattro ore di gioco in un match nel quale è stato più volte sull’orlo del precipizio e avendo dovuto rincorrere in quattro dei cinque set disputatisi.

Imberbe diciassettenne. Il fragore di un trionfo arrivato coraggiosamente e senza preavvisi lo accompagna, quasi stordendolo, per tutto il prosieguo della carriera, che non è stata certamente quella di una meteora, viste le 34 affermazioni complessive nei tornei maggiori ATP, le tre finali perse, un’altra al Roland Garros, una a Melbourne e una agli U.S. Open, e il ranking ATP scalato fino al numero 2. Certamente, però, pochi, in quel lontano 199, avrebbero potuto pensare che la perla parigina rimanesse poi l’unico Slam nella sua bacheca.


2 Commenti per “ANCORA E SEMPRE MICHELINO”


  1. Laura ha detto:

    Auguri! E’ bello sentir ricordare le imprese di un grande sportivo che, per tecnica, tenacia e determinazione non rimane circoscritto alla sua storia, ma resta esempio per le giovani generazioni!

  2. Mariarosa&Umberto ha detto:

    Tanti auguri Michael!!! Ricordo le emozioni che ci hai dato durante gli anni che hai giocato.


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.