29 VOLTE ANDREAS

TENNIS - Alla soglia dei 30 anni, Andreas Seppi raccoglie i frutti di una carriera già lunga e importante. Introverso, pacato e senza eccessi, dopo oltre 16 anni, il n.1 d’Italia è riuscito finalmente a riportate un tennista italiano tra i top 20
giovedì, 21 Febbraio 2013

Dopo una rincorsa di oltre un decennio, Andrea Seppi, nel giorno del suo 29° compleanno, può affermare di non essere soltanto il giocatore n.1 d’Italia, ma anche di aver riportato un azzurro tra i primi 20 giocatori del mondo dopo oltre 16 anni, da quando Renzo Furlan, per una settimana, riuscì a restare al n.19. Un maturazione finalmente completa, che accomuna Seppi  a diversi tennisti italiani del passato, arrivati all’apice proprio intorno ai 30 anni. Tutt’altro che pigro, Andreas ha fatto del sacrifico e dello spirito di abnegazione una costante della sua carriera, che passo dopo passo lo ha portato fino al n.18 della classifica mondiale.

Gli Inizi.Nato a Bolzano, Andreas, vive da sempre nella vicina Caldaro – comune di circa settemila anime situato sulla famosa “strada del vino” – ha iniziato a giocare a tennis all’età di sette anni presso il Tc Caldaro, dal quale non si è mai spostato. Nonostante in famiglia nessuno praticasse lo sport della racchetta (dal padre Hugo ha ereditato la passione per il calcio, e dalla madre Maria Luisa quella per lo sci), il piccolo Andreas si è subito distinto tra i suoi compagni, lasciando intendere che dal tennis avrebbe potuto ottenere grandi soddisfazioni. Proprio al CT Caldaro, Seppi a 15 anni conosce Massimo Sartori, suo mentore e coach, ma anche grande amico. Con lui s’instaura un rapporto solidissimo e inscindibile che continua ancora oggi da quasi 15 anni. Insieme si lanciano nel professionismo, costruendo passo dopo passo un futuro ricco di soddisfazioni. A livello under 18, si spinge fino al 68° posto della classifica ITF, partecipando anche a diversi tornei futures.

Il primo passo tra i pro. Nel 2002 entra finalmente tra i professionisti incassando il suo primo punto ATP in un futures svizzero, per poi dedicarsi con maggior continuità ai tornei challenger. Il salto di qualità arriva nel 2004, quando si qualifica per la prima volta in un torneo ATP (Milano), per poi ripetersi ad Amburgo, Gstaad, Halle (battendo Davydenko) e Vienna. Il top però arriva a fine agosto, quando centra per la prova volta la qualificazione in uno Slam( Us Open),  sorprendendo tutti vincendo contro  Rainer Schüttler, allora numero 12 del ranking mondiale. A Palermo poi, raggiuge i suoi primi quarti in un ATP. Passo Passo Seppi acquisisce fiducia in se stesso, migliora notevolmente il suo tennis, e in un crescendo quasi rossiniano arrivano anche i risultati. Nel 2005, si spinge quasi da sconosciuto fino ai quarti di finale al Masters 1000 di Amburgo, sfondando per la prima volta il muro dei primi 100 del mondo. Nel 2006, raggiunge a Sydney la prima semifinale Atp in carriera, per poi arrivare, nel 2007, alla sua prima finale ATP, a Gstaad, sconfitto solo dal francese Paul Henri Mathieu. Nel 2008, entra tra i top 50, e vince il suo primo challenger in quel di Bergamo, mentre a Rotterdam riesce nell’impresa di battere, per la prima e fin qui unica volta, Rafael Nadal, n.2 del mondo. Pochi mesi dopo arriva forse il risultato attualmente più importante della carriera: una storica semifinale sulla terra “amica” del Master 1000 di Amburgo, insieme a Djokovic, Nadal e Federer, che lo estromette in due set. Sempre in quell’anno raggiunge il suo miglior risultato sia a Wimbledon che agli Us Open, (3° turno), ed entra per la prima volta tra i migliori 30 giocatori del mondo.

Cadere e rialzarsi. Sul punto di spiccare definitivamente il volo, Andreas tira il freno a mano, collezionando, nei due anni successivi, poche vittorie e indietreggiando in classifica. Ad acuire le sue difficoltà anche alcune incomprensioni con la nazionale, accantonata proprio in quel biennio. Un problema al piede gli concede poi poche soddisfazioni ad inizio 2011, ma in primavera rinasce, tornado finalmente ad alti livelli. Sarà l’erba di Eastbourne a regalargli finalmente il primo titolo ATP,  ottenuto ai danni di Janko Tipsarevic, che per un infortunio è costretto ad abbandonare la finale. Gioca benino fino alla fine dell’anno, dove grazie al 3° turno al Master 1000 di Parigi Bercy rientra nuovamente tra i top 50. Il nuovo inizio di Andreas Seppi arriva nel 2012, che si apre con i quarti s Doha contro Federer. Il cambio di passo però arriva a fine aprile quando conquista il suo secondo titolo della carriera, trionfando sul rosso di Belgrado. Due settimane dopo manda in estasi il pubblico del Foro Italico superando in maniera epica Isner e Wawrinka prima di arrendersi a Federer nei quarti. Al Roland Garros si esalta, fa fuori Davydenko e Verdasco e si ritrova ad un passo dal capolavoro, quando al 4° turno va avanti 2 set a 0 contro Djokovic prima di cedere al 5°. E’ un Seppi comunque nuovo e finalmente pronto a giocarsela con i migliori del mondo. Ad Eastbourne e poi a Metz si spinge fino alla finale, prima di alzare il 3° titolo della carriera in ottobre a Mosca, arrivando a fine anno ad un passo dai top 20. Un muro da anni invalicabile per i nostri tennisti, e che invece Seppi oltrepassa grazie ad un ottimo avvio 2013.

Top 20. Il suo miglior Australian Open, s’interrompe però malinconicamente al 4° turno, dove lascia strada a Chardy, un avversario tutt’altro che irresistibile. La sconfitta però finisce per essere attenuata dal ranking, che il 28 gennaio lo spinge per la prima volta n.18 del mondo, riscrivendo la storia sua e del nostro tennis, che insieme a lui, una settimana dopo, batte la Croazia e festeggia il ritorno nei quarti di Coppa Davis dopo 15 anni. Una consacrazione definitiva  e un regalo di compleanno anticipato per un atleta forse poco appariscente, ma di certo vivo nell’orgoglio e nel carattere. Auguri, Andreas!

 

 


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