BUON COMPLEANNO BIG JIM

Compie 42 anni Jim Courier, poco apprezzato dominatore del tennis nei primissimi anni 90, prima di eclissarsi alla ricerca di una vita più varia
domenica, 19 Agosto 2012

E’ il compleanno di Jim Courier e gli anni sono due più di quaranta. Una delle cifre più simboliche, che spinge a consuntivi e che tendiamo a percepire come un momento di svolta. D’altra parte, se pensiamo al tempo che ci separa dagli ultimi momenti di gloria di Jim, siamo quasi sorpresi nel trovarlo “solo” quarantaduenne. Sono infatti passati oltre diciannove anni dall’ultima prima pagina del nostro eroe.

A Wimbledon. Era l’estate del 1993 e Jim Courier, numero uno del mondo, spaventava ulteriormente il mondo del tennis raggiungendo la finale di Wimbledon. Due volte campione a Parigi (anche se appena spodestato da Sergi Bruguera) e due volte in Australia, una finale a New York, il ventidueenne di Sanford raggiungeva l’atto finale anche a Wimbledon. E partivano la salmodia sul tempio profanato dal tennis poco convenzionale di Jim, la litania sull’erba troppo lenta che viene puntualmente riscoperta quando i risultati non piacciono, il terrore per la dittatura del “boscaiolo” della Florida.

L’incompreso. Si, perche’ Jim, per motivi imperscrutabili, era stato collocato dal conformismo dei commenti tennistici nella categoria dei giocatori “cattivi”, dannosi e quant’altro. Il suo tennis era descritto come un’oscena aberrazione; con scarsa fantasia il suo volto americanissimo faceva accostare i suoi gesti (il rovescio, per essere precisi) al baseball, e i suoi successi apparivano come minacce al sacro rituale del tennis. D’altra parte l’altrettanto atipico Andre Agassi veniva esaltato come inventore di un fantomatico tennis “di attacco da fondo”, e la sua presenza appariva salvifica. Potenza dei capelli, o della loro assenza.

Il tennis. Apriamo una brevissima parentesi sul vituperato tennis di Jim. Rimane di certo il ricordo di un dritto personalissimo e di rara efficacia, un colpo praticamente inventato dal nostro eroe (a quanto pare Bollettieri non dedicava troppe attenzioni a Jim preferendogli il solito Agassi), basato su un’apertura limitatissima e su una spinta di avambraccio. Il rovescio, ancora più personale, era la base del paragone con la gestualità del baseball. Il servizio non brillava per eleganza, ma l’efficacia era fuori discussione.

Arriva Pete. Tornando a Londra, Pete Sampras fermò la corsa di Jim con diverse difficoltà (7-6 7-6 3-6 6-4 il punteggio del derby della Florida), cogliendo il primo dei suoi sette successi londinesi e il suo secondo titolo dello slam. Mentre la carriera di Pete decollava verso le straordinarie vette che conosciamo, quella di Jim subiva una svolta altrettanto netta nella direzione opposta. La partita che avrebbe potuto sancire il dominio di Courier rimaneva la sua ultima finale di uno slam, il trono mondiale finiva nelle mani di Sampras e il giocattolo di Jim si spezzava completamente. Concluso il 1993 comunque al terzo posto, l’anno successivo lo collocava solo al numero 13 del mondo. La piccola ripresa nel 1995 che lo ha portato nuovamente nei primi dieci del mondo si è poi rivelata un fuoco di paglia e la carriera di Courier si è lentamente dissolta fino all’addio ufficiale nel 2000.

La vita prima di tutto. Il suo vero  problema era l’incapacità di concentrarsi esclusivamente e maniacalmente sul tennis. Tentando di assaporare la vita, Jim si distraeva leggendo e con la sua passione per la musica. Già nel master del 93 fu sorpreso a leggere un romanzo nei cambi di campo dell’incontro che lo opponeva a Medvedev. In queste condizioni non era possibile competere con la classe superiore di Pete e contro la smania di eccellere di un Agassi. Il destino tennistico era segnato, complice anche un pubblico che non ha mai saputo apprezzare troppo un uomo che non gli regalava scenette pseudoumoristiche, ne’, certamente, un tennis particolarmente artistico.

Rimane però la storia di un ragazzo che, fino a quel fatidico 1993, era nettamente superiore ai due celeberrimi dioscuri americani degli anni 1990 e che ha preferito una vita più ricca al tentativo di rinverdire il suo palmarès. Solo Jim può dirci se è felice delle scelte fatte, magari bevendo una birra durante la sua festa di compleanno. Auguri, Jim Courier!


3 Commenti per “BUON COMPLEANNO BIG JIM”


  1. christian ha detto:

    non credo proprio che la breve carriera di courier al vertice fosse dipeso dai suoi interessi extra-tennistici, anzi……fini di vincere per il meno talento che aveva nei confronti di agassi e sampras tutto qui……courier era un maniaco del lavoro, agassi aveva interessi extra come sposare attrici e varie ma poi dopo ogni anno oscuro risaliva al numero 1 in poco piu di un anno…cose che solo il talento puro puo fare..

  2. Riccardo De Bellis ha detto:

    E’ stato il mio idolo con le mazzate che tirava di dritto, il mazzolatore!

  3. […] Link articolo originale:  I 40 ANNI DI BIG JIM « Tennis USOPEN ATP WTA Grand Slam Fed Cup … […]


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