COPPA DAVIS 2003, LA RIVINCITA DELLA SVIZZERA

Aprile 2003. Svizzera e Francia si affrontarono ancora una volta nei quarti di Coppa Davis. I transalpini erano favoriti, ma neanche il talismano Escude poté nulla contro il 21enne Roger Federer, che di lì a poco sarebbe diventato re di Wimbledon per la prima volta.
martedì, 18 Novembre 2014

Tennis – Difficile da credere quando si parla di un campione quasi senza tempo come Roger Federer, ma nel 2003, quando Svizzera e Francia si affrontavano nei quarti di finale di Coppa Davis, il tennista di Basilea non aveva ancora vinto nemmeno uno slam. L’avrebbe fatto di lì a poco, alzando al cielo il suo primo slam all’All England Club. Era appena diventato numero 4 del mondo, ma non aveva ancora stabilito nessuno dei record che oggi lo hanno portato a essere uno dei migliori tennisti della storia. Ma in quell’edizione dell’epopea tra Francia e Svizzera fu assoluto protagonista.

Nel 2002 aveva addirittura perso al primo turno al Roland Garros e le sue prestazioni allo stadio Zenith di Tolosa erano tutte da confermare. Tuttavia, la nazionale svizzera di Davis era già sulle sue spalle e un’intera nazione riponeva in lui numerose aspettative. La grande Francia aveva raggiunto tre delle quattro precedenti finali di coppa ed era ancora disperata dopo la finale persa l’anno prima a Parigi Bercy contro la Russia. I transalpini avevano uno score contro i vicini di casa svizzeri di 9 vittorie e una sola sconfitta e potevano contare anche sulla vittoria ottenuta a Neuchâtel appena due anni prima.

Colui che sarebbe diventato “Roger Federer il grande” era un giovane tennista di belle speranze, ma non godeva del favore delle statistiche contro i portacolori della Francia. Aveva un bilancio negativo negli scontri diretti contro Sebastien Grosjean (1-2), contro Nicholas Escude (2-4) e aveva da poco ottenuto il 2-2 nei confronti diretti contro Fabrice Santoro. Inoltre era anche in svantaggio contro Arnaud Clement, che tuttavia non era stato convocato per quell’impegno.

Insomma, la Francia era decisamente favorita. Ma dalla parte degli svizzeri c’era sicuramente uno spirito di squadra più solido e più affidabile rispetto a due anni prima, grazie soprattutto alla personalità del capitano giocatore Marc Rosset, succeduto a Jakob Hlasek.

Il francese Sebastien Grosjean, numero 11 Atp a quell’epoca, vinse il primo incontro su George Bastl, che in classifica militava al numero 174, con il punteggio di 6-3, 6-4, 3-6, 6-3. Il secondo match metteva di fronte Roger Federer e Nicholas Escude. Quest’ultimo era l’autentica bestia nera dello svizzero e soprattutto era un vero animale da Davis. Era stato grande protagonista della vittoria dell’Insalatiera in Australia nel 2001 e il suo bilancio era di 13 vittorie e 2 sole sconfitte.

Ma non riuscì a strappare nemmeno un set al rampante Federer, che portò a casa il punto del pareggio con una prestazione magistrale, fugando ogni dubbio sulla sua tenuta mentale di fronte a un avversario che lo aveva già battuto quattro volte su sei: “Non credo che sia stato lui a giocare male, ma io a giocare bene. Ho servito meglio e credo di essere stato il giocatore migliore” dichiarò l’elvetico a fine partita. Dichiarazioni convinte e perentorie di un giovane che studiava già da campione.

Il pareggio di Federer ebbe grandi effetti sul match di doppio. La Francia, tradizionalmente molto preparata per questo tipo di impegni, dovette subire ancora. Solitamente il match di doppio era quello che chiudeva i conti per i francesi. Invece, in quel caso divenne il punto del vantaggio per la Svizzera. Il doppio composto sempre dal giovane Roger Federer e da Marc Rosset, riuscì mettere in cascina il punto del 2-1 vincendo primo, terzo e quarto set (6-4, 3-6, 6-3, 7-6). A nulla servì l’impegno di Nicolas Escude e Fabrice Santoro.

Al match seguirono le polemiche per la scelta del capitano di Davis francese Guy Forget. Non andò giù ai tifosi francesi la scelta di mettere in campo la coppia Santoro-Escude al posto di quella titolare e detentrice del titolo degli Australian Open composta da Michael Llodra e Fabrice Santoro. Guy Forget decise di riutilizzare il talismano Nicolas Escude che tanta fortuna gli aveva portato nel 2001. La scelta non fu per niente felice. Escude e Santoro giocavano insieme per la prima volta e, per quanto fossero giocatori esperti, non riuscirono ad arginare la potenza di Marc Rosset unita all’esuberanza di Roger Federer. Il capitano giocatore della Svizzera dichiarò dopo il match la sua soddisfazione, ma accordò a Federer il merito della vittoria del match: “Roger è un grande giocatore di doppio. Mi ha aiutato molto a livello psicologico”.

Roger Federer fu schierato in campo anche nel successivo match, che lo vedeva opposto a Sebastien Grosjean. Il transalpino numero 11 del mondo, tuttavia, dovette dare forfait per uno stiramento alla coscia. In campo scese il malcapitato Fabrice Santoro, il cui compito era quello di salvare la Francia da un baratro improvvisamente più vicino. Ma nulla riuscì a fare contro lo strapotere di un Federer in estrema fiducia dopo le prestazioni sontuose dei match precedentemente giocati. L’elvetico si impose in tre set, lasciando al suo avversario la miseria di tre giochi (6-1, 6-0, 6-2). Servì solo alle statistiche il punto del 2-3 conquistato da Nicolas Escude contro George Bastl.

La vendetta era compiuta. Dopo la delusione di Neuchâtel era la Svizzera a far piangere la Francia davanti al proprio pubblico. La corsa della nazionale elvetica si concluse poi nella semifinale persa 3-2 da quell’Australia che avrebbe alzato al cielo la Davis edizione 2003. Le vicende di Svizzera e Francia rappresentano una pagina importantissima della storia della Coppa Davis. Ecco perché l’attesa per la finale di Lille sale inesorabilmente, ecco perché ogni volta che le due nazionali si affrontano la posta in gioco è sempre alta. Ma questa volta in palio non c’è solo la gloria, ma anche la Coppa Davis.


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