COPPA DAVIS 2004. FRANCIA IN SEMIFINALE E ADDIO SOGNI SVIZZERI

Tennis. Nell'aprile del 2004 Francia e Svizzera si trovarono di nuovo avversarie per i quarti di finale della Coppa Davis. Quella volta il neo numero 1 del mondo Federer non bastò alla Svizzera per tornare in semifinale. I sogni di un decimo titolo francese si infransero poi sul muro spagnolo, mentre per la Svizzera cominciarono quella sera 9 anni di sconfitte al primo turno.
martedì, 18 Novembre 2014

Tennis. Buffa storia quella di Roger Federer e la Coppa Davis. Una storia d’amore, ogni tanto condita da qualche litigio, e che nel finale di carriera rischia di diventare a tutti gli effetti un’ossessione. Magari un rimpianto che nella carriera di un fenomeno assoluto rischierebbe di stonare un po’. Sì perché lo svizzero ha vinto da per tutto, sulla terra, sul cemento, sull’erba, ha in bacheca slam, Master, 1000, 500 e 250, quello che si poteva conquistare è stato conquistato (all’appello mancano soltanto Montecarlo e Roma tra i Master 1000). Non c’era mai stata però, prima di questo anno, la reale possibilità di vincere con la Svizzera e per la Svizzera.  

Nel viaggio della memoria che Tennis.it sta compiendo nella Davis del passato, andando a ripercorrere le sfide tra Francia e Svizzera, aspettando la finale, siamo arrivati all’ultimo capitolo. Fino a quest’anno il risultato più alto mai raggiunto da Roger con la maglia rossocrociata era stata la semifinale raggiunta nel 2003, dopo aver vinto proprio con la Francia nei quarti. La mancata finale del 2003 sembrava comunque soltanto un incidente di percorso, il giovane Federer stava cominciando a vincere e stravincere in lungo e in largo, e tutto lasciava presagire qualcosa di importante anche in Coppa Davis. 365 giorni ecco quindi, sempre ai quarti di finale, Svizzera e Francia di nuovo di fronte, questa volta in casa dei rossocrociati. Roger è da poche settimane diventato numero uno del mondo, e l’accoglienza che la sue gente gli riserva al  Centre Intercommunal de Glace de Malley è di fatto degna di un Re.

Si sapeva, comunque, anche prima della sfida che non sarebbero stati i singolari di Federer il problema nel riaffrontare una Francia ancora ferita per l’eliminazione a sorpresa dell’anno prima. Era altrettanto ovvio che la chiava di volta per venire a capo della partita sarebbe stato il doppio. La Svizzera, infatti, non poteva più affiancare al numero uno del mondo l’ex capitano giocatore, Marc Rosset, che si era ritirato dall’attività sportiva, dedicandosi solo alla panchina della squadra. Ad affiancare e a dividersi il peso del campo insieme a Roger ci sono Ivo Heuberger (numero 134 del mondo) Michel Kratochvil (numero 197 del mondo, insomma lontani i tempo di un Wawrinka numero 3), e Yves Allegro, specialista nel doppio da affiancare a Federer. La nazionale francese dal canto suo, senza grandi personalità di spicco, si è presentata all’appuntamento con il solito Nicolas Escudé, pronto a riscattare le critiche per un brutto doppio giocato nella sfida dell’anno prima, Arnaud Clement e Michelle Llodra ovviamente per il doppio.

Detto fatto i singolari sono, come previsto, una passeggiata per tutti i vincitori. Nel primo match Federer si sbarazza 6-2 6-4 6-4 di Escudé, nel secondo match Heuberger tradisce la fiducia datagli da Rosset incassando un pesantissimo 6-3 6-3 6-2. L’ago della bilancia del doppio, che era stato decisivo per la Svizzera l’anno prima, diventa invece affare francese. Lo stesso Federer non gioca una della sue migliori partite, anzi perde 3 volte il servizio, e non è  Allegro quel giocatore da quale aspettarsi la svolta decisiva. Dopo aver vinto il primo set i rossocrociati si spengono sotto i copli dei Llodra e di Escudé, confermato in doppio anche questa volta, ma con affianco lo specialista Michael e non Santoro come 365 giorni prima, la sfida finisce 6-7 6-3 7-6 6-3 per i transalpini. Il terzo giorno vede i pronostici del singolare ancora una volta rispettati: Federer a valanga su 6-2 7-5 6-4 su Clement e Escudé vittorioso, comunque soffrendo, contro Kratochvil, scelto al posto dell’impalpabile Heuberger (7-6 6-4 7-6). La corsa della Svizzera all’insalatiera si è fermata praticamente nel 2004, per riprendere poi a dieci anni di distanza. Dopo quei quarti di finale, infatti, sono arrivate soltanto sconfitte al primo turno, nonostante l’avvento di Wawrinka a dar manforte a un Federer, a onor del vero, non sempre impegnato anima e corpo per la causa. La corsa francese al decimo titolo in Davis si fermò invece in semifinale contro una Spagna (poi campione contro contro gli Stati Uniti) che poteva annoverare già un baby Nadal da far giocare soltanto nel doppio.


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