COPPA DAVIS: ANTIDOPING A SORPRESA

Juan Martin Del Potro, Juan Monaco e Rafael Nadal sono stati sottoposti a un test sull'assunzione di droga durante il terzo set del doppio
sabato, 3 Dicembre 2011

Siviglia (Spagna). La WADA (World Agenzia antidoping) non dorme mai e sembra cercarsi le critiche con la lanterna. Già lo scorso giovedì alle 6,30 di mattina gli argentini di Coppa Davis, guidati da Modesto “Tito” Vazquez, erano stati buttati giù dal letto, portati in bagno e costretti a sottoporsi all’esame delle urine.

Oggi il nuovo colpo a sorpresa. Rafael Nadal, Juan Monaco e Juan Martin Del Potro durante il terzo set del doppio, tra David Nalbandian e Eduardo Schwank contro Feliciano Lopez e Fernando Verdasco, sono stati fatti alzare dalle panchine, prelevati da personale della WADA in coordinamento con le autorità dell’International Tennis Federation, e sottoposti a loro volta all’esame antidoping.

C’è da gioire per tanta iperattività? Mica tanto, perché viene da pensare che si tratti solo di manovre pubblicitarie, mirate a mitigare gli effetti devastanti per la WADA, seguiti alle dichiarazioni del suo Direttore Generale, David Howman, che ha reso manifesta l’impotenza per mancanza di mezzi dell’agenzia mondiale antidoping, in un’intervista all’agenzia di stampa France Press.

“Pensate che possediamo gli strumenti necessari per scoprire chi si dopa in modo sofisticato? No, non li abbiamo” – ha dichiarato sconsolato David Howman, considerando che sui circa 260 mila controlli effettuati in tutto il mondo nel corso del 2010, soltanto 36 sono stati i campioni considerati positivi all’Epo, la sostanza più diffusa tra coloro che vogliono migliorare illecitamente le proprie prestazioni.

“Una percentuale patetica” – ha chiosato, facendo presente che la “grande fabbrica del doping” ha arruolato scienziati di tutto rispetto per inventarsi modi e strategie per nascondere nel sangue concentrati di tritolo che garantiscono prestazioni da record.

“Il traffico di steroidi è più economicamente vantaggioso rispetto al traffico di eroina – ha concluso il direttore generale della Wada -. Si tratta di un problema di salute pubblico che va inquadrato con l’importanza che merita”.

Tutto giusto.  La WADA deve svolgere i propri compiti, ma di sicuro oggi ha veramente esagerato con i modi, dato che non è composta da marines dell’NCIS. Tra le molte voci che si sono levate, ecco quella di Verdasco, che ha dichiarato dopo la sconfitta nel doppio : “Ci sono diversi modi di farlo”, spiegando che nulla sarebbe cambiato se avessero atteso la fine della partita. Come dargli torto?


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