COPPA DAVIS, LA SEMIFINALE SARA’ GRAN BRETAGNA-AUSTRALIA

Dopo nove anni, l'Australia torna in semifinale di Coppa Davis. Sam Groth e Lleyton Hewitt completano la rimonta contro il Kazakhstan. Solo nella finale del 1939 contro gli Usa, gli Aussie avevano ribaltato uno 0-2. Affronteranno fuori casa la Gran Bretagna di Andy Murray, che torna per la prima volta in semifinale dal 1981.
domenica, 19 Luglio 2015

TENNIS – Ha giocato più incontri di Coppa Davis di ogni altro australiano. E non ha ancora smesso di stupire. Lleyton Hewitt ha dominato Nedovyesov 76(2) 62 63 e completato la storica rimonta Aussie, che solo una volta prima del quarto di finale di Darwin aveva ribaltato uno 0-2 in Coppa Davis, nella finale del 1939 contro gli Stati Uniti. L’altro eroe di giornata è il compagno di doppio di Rusty, Sam Groth, che ha salvato set point nel secondo e nel quarto set prima di piegare Mikhail Kukushkin 63 76(6) 46 76(6). Con questa vittoria, l’Australia torna in semifinale di Coppa Davis dopo nove anni. Affronteranno, fuori casa, la Gran Bretagna, per la prima volta in semifinale dal 1981. Andy Murray ha battuto Simon per la 13ma volta in 15 confronti diretti, ha chiuso il confronto in rimonta 46 76(5) 63 60 e portato il suo bilancio in singolare nella manifestazione a 23 vittorie su 25 partite.

La scommessa di Waly Masur, che sostituisce Kyrgios con il numero 68 del mondo, paga. Groth ricambia la fiducia con 29 ace e la vittoria che rimanda la qualificazione all’ultimo singolare. Groth, ottimo ieri in doppio, cancella una palla break nel terzo game e converte la prima occasione a disposizione per allungare 3-1. Dopo aver salvato quattro occasioni per il 2-3, veleggia fino al 6-3 forte di un rendimento perfetto quando mette in campo la prima: 18 punti su 18. Nel secondo, però, lo scenario cambia. Kukushkin lascia appena quattro punti nei suoi turni di battuta, mentre l’australiano con il continuo serve and volley si espone ai passanti e alle risposte vincenti del kazako: deve così salvare prima due palle break sul 3-4 15-40, poi un set point sul 5-6: Kukushkin, dal 30-0, piazza un passante di dritto e due risposte di rovescio vincenti, la seconda anche grazie al nastro, ma una prima porta Groth al tiebreak. Il kazako, che ai punti meriterebbe il parziale, allunga 6-4 grazie a un’altra risposta vincente, ma subisce un parziale di quattro punti consecutivi. Può rimpiangere soprattutto il regalo di dritto, uno dei soli tre gratuiti del set, con cui vanifica la seconda chance di chiudere. E finisce per perdere un set in cui ha portato a casa due punti in più dell’avversario.

Kukushkin sembra subire il colpo e in avvio di terzo set concede la seconda palla break del match, ma si salva con una prima vincente. Si procede con turni di battuta rapidissimi fino al 4-4. Groth stampa il 23mo ace e sale 40-15, poi la luce si spegne e si incarta in due doppi falli: alla seconda occasione, deve arrendersi alla risposta vincente alla risposta vincente del kazako, preludio al 6-4.

Il tempo lavora per Kukushkin, che però non approfitta di una fondamentale palla break nel terzo gioco del quarto (ne converte solo una su 10 nel match). Si arriva così ancora al tiebreak, il 29mo che l’australiano riesce a vincere quest’anno. Di nuovo, però, è il kazako il primo ad allungare (1-3), ma restituisce però la cortesia con un passante affossato a rete. Sul 6-5, Groth annulla il set point alla sua maniera e lancia l’ultimo, decisivo parziale. Il dritto profondo e vincente fa esultare un’intera nazione e lascia il proscenio a Lleyton Hewitt.

Al 77mo match in Davis, Rusty centra subito il break al quarto game, ma restituisce il favore con qualche errore di troppo. L’esito più logico di un primo set con uno strappo per parte rimane il tiebreak, che “esiste”, di fatto, fino al 2-2. Poi Nedovyesov esce dalla partita e sbaglia tutto lo sbagliabile: Hewitt controlla e ringrazia, incarta e porta a casa il 7-2. La partita potrebbe anche finire qui. Il kazako, fondamentale per i suoi nella vittoria di Astana contro l’Italia, è scorato e sfiduciato, mentre il pubblico di Darwin rende l’atmosfera elettrizzante. Il break al primo game del secondo set è un segnale forte di resa, che si fa eloquente con i tre gratuiti che consentono all’australiano di evitare il controbreak immediato. Il 6-2 dà la misura di un match che non c’è più, e Nedovyesov non è certo nella condizione psicologica di rimontare due set a Hewitt nell’ultimo singolare di un match di Davis, a un set da una rimonta da leggenda. E infatti, l’ultimo parziale è un lungo garbage time, che crea l’atmosfera per la festa.

Al Queen’s Club. Arnaud Clement resiste alla tentazione di schierare il semifinalista di Wimbledon, Richard Gasquet, e conferma Simon che piazza subito il vincente lungolinea di dritto che vale il break del 2-1. Nonostante una caduta, e il conseguente medical time out al ginocchio, difende il break di vantaggio, salva due chances del controbreak e chiude il primo set. Murray, insolitamente falloso da fondo, infila una serie di scelte anche tattiche non proprio condivisibili e a lungo soffre la maggiore intelligenza strategica del francese nell’interpretazione del match. Uno scambio da 35 colpi anticipa di tre punti il primo break dello scozzese, sul 4-4. E’ un momento di svolta. Al tiebreak, Murray va sotto 4-1 ma porta a casa cinque dei successivi sei punti e dopo 74 minuti converte il primo set point con un servizio cui il francese non riesce a rispondere. L’atmosfera cambia completamente, portano anche del sushi a bordo campo, e il 3-0 “pesante” dello scozzese ne è la naturale conseguenza. Simon può solo dimezzare lo svantaggio, ma deve arrendersi al sorpasso sul lob millimetrico di Murray, il colpo che meglio caratterizza il suo gioco. Scivola anche in avvio di quarto set Simon, e il secondo MTO, stavolta alla caviglia sinistra, fa scendere il sipario sulla partita e su un’altra impresa targata Murray in Gran Bretagna.


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