YUKI BHAMBRI, DA PROMESSA MANCATA ALLA SFIDA ALL’ITALIA

Il tennista indiano, avversario degli azzurri nel primo turno del World Group di Coppa Davis 2019, sembrava uno dei prospetti più interessanti quando è uscito dall'accademia di Nick Bollettieri, ma non è mai riuscito ad affermasi ad alti livelli all'interno del circuito mondiale
mercoledì, 3 Ottobre 2018

TENNIS – Come è ormai noto sarà l’India l’avversaria dell’Italia nel primo turno della Coppa Davis del 2019, la prima edizione del nuovo formato voluto dal gruppo di investimento Kosmos (capeggiato dalla star del calcio spagnolo Gerard Piquè) e approvato ad agosto dalla Federazione internazionale.  Un sorteggio certamente benevolo per gli azzurri (avanti 4-1 nei precedenti), che si troveranno di fronte una squadra indiana in grado di poter contare su un solo giocatore compreso attualmente fra i primi 100 del ranking Atp, ovvero il numero 98 Yuki Bhambri, ex promessa mai davvero esplosa.

Nato il 4 luglio del 1992 a New Delhi, ultimo dei tre figli avuti da papà Chander e mamma Indu, Yuki si avvicina al tennis grazie alle sorelle maggiori, Ankita e Sanaa, entrambe giocatrici di buon livello. Avendo dimostrato un grande talento con la racchetta, in accordo con la famiglia decide di trasferirsi, giovanissimo, in Florida, all’accademia di Nick Bollettieri, per formarsi come atleta e come tennista. Bollettieri mostra grande interesse per questo ragazzino indiano, tanto da considerarlo una delle promesse più fulgide della sua scuola.

Nel 2008 quindi comincia a giocare tornei a livello juniores, ottenendo risultati molto importanti al punto da far presagire un futuro molto roseo per il giovane indiano. Non a caso agli Australian Open dello stesso anno arriva fino alle semifinali, dove viene sconfitto solamente dal futuro campione Bernard Tomic, e a fine anno vince l’Orange Bowl sconfiggendo in finale Jarmere Jenkins. Nel 2009 poi ottiene la definitiva consacrazione a livello giovanile, vincendo l’Australian Open (primo indiano della storia a riuscirci) e conquistando la vetta della classifica mondiale juniores, mentre nel 2010 partecipa ai giochi olimpici giovanili estivi di Singapore conquistando la medaglia d’argento nel tabellone singolare maschile.

A quel punto quindi ci sono tutti gli elementi per provare ad irrompere nel circuito Atp, ma l’impatto è piuttosto duro, anche se dopo due anni di risultati modesti, nel 2012 vince il suo primo Challenger in Uzbekistan battendo l’israeliano Amir Weintraub. Il secondo sigillo arriva poi il 3 novembre 2013 nel Challenger di Traralgon in Australia, dove ha la meglio sullo statunitense Bradley Klahn. Il 9 febbraio 2014 invece vince il suo terzo ultimo Challenger, questa volta in casa, a Chennai, e sempre nel 2014 vince due medaglie di bronzo, una nel singolo e una nel doppio, agli Asian Games. L’anno successivo riesce a qualificarsi per il tabellone principale dell’Australian Open, me viene sconfitto al primo turno da Andy Murray. Nel 2016 ripete l’impresa, ma il risultato è lo stesso, visto che viene estromesso al primo turno dal ceco Tomas Berdych.

Bhambri quindi torna a far parlare di sé in quello stesso anno eliminando dal Citi Open di Washington Gael Monfils, ma da quel momento fino ad arrivare ad oggi non riesce più a trovare l’acuto giusto per affermarsi definitivamente ad alti livelli. Il suo 2018 infatti a livello Atp è stato piuttosto anonimo, segnato da appena quattro vittorie (due delle quali al Masters 1000 di Indian Wells ai danni di Mahut e Monfils), ed è solo grazie al circuito Challenger (successo a Taipei e finale persa a Chennai contro l’australiano Jordan Thompson) se il tennista indiano può trovarsi ora nella Top 100 del ranking mondiale. Per l’Italia quindi non dovrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile, specialmente se i vari Fognini, Seppi, Cecchinato e Berrettini sapranno giocare il proprio tennis, ma di certo l’India si aggrapperà a lui per provare a compiere l’impresa.

(Nella foto Yuki Bhambri – www.zimbio.com)


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