COPPA DAVIS: GRAN BRETAGNA IN FRANCIA SENZA MURRAY

Era un segreto di Pulcinella. L'infortunio al gomito tiene Murray fuori dal quarto di finale di Rouen. Si concentra sulla stagione sul rosso: difende la finale di Madrid e Parigi e il titolo a Roma. Noah senza Gasquet e Tsonga, con Monfils come riserva.
mercoledì, 29 Marzo 2017

TENNIS – Non era un segreto per nessuno. Adesso però è ufficiale. Andy Murray non ci sarà nel quarto di finale di Coppa Davis contro la Francia a Rouen. Il problema al gomito che ha sofferto a Indian Wells (battuto da Pospisil, sesto giocatore fuori dalla top 100 a sconfiffere un numero 1 del mondo negli anni 2000) gli impediesce di servire al meglio, ha spiegato il fratello Jamie.

Murray dovrebbe rientrare sul rosso, dove difende la semifinale a Montecarlo (battuto da Nadal), la finale di Madrid e del Roland Garros, entrambe perse contro Djokovic, e in mezzo la parziale rivincita nel giorno del compleanno al Foro Italico.

A Leon Smith non resta che caricare Kyle Edmund e Dan Evans, scelti come singolaristi, e far crescere lo spirito di squadra con la coppia di doppisti, già peraltro affiatata, composta da Jamie Murray e Dominic Inglot. “Dan e Kyle sono due top 50, stanno mostrando progressi costanti e hanno già dimostrato di essere in grado di battere avversari più in alto in classifica. Jamie e Dominic torneranno la nostra coppia di doppio, dopo le vittorie determinanti contro la Serbia e il Canada di Daniel Nestor e Vasek Pospisil. La fiducia non mancherà, anche se la Francia è la nazione con più giocatori validi tra cui scegliere nella manifestazione”.

La Gran Bretagna sfida la Francia per la ventiduesima volta in Davis, con un bilancio leggermente favorevole di 12-9. Sarà il primo incontro sulla terra rossa dal 1978 quando John Lloyd e Buster Mottram firmarono il 3-2 al Roland Garros, nelle semifinali della zona europea, sui Bleus. C’era in campo anche Yannick Noah, tornato capitano della Francia, che dopo il facile successo sul Giappone senza Nishikori continua a tener fuori le stelle. Alla Kindarena di Rouen, che in passato ha ospitato solo un confronto in Davis, il 5-0 su Israele al primo turno di World Group nel 2013, non ci saranno nemmeno Jo-Wilfried Tsonga, che è da poco diventato padre, e Richard Gasquet, in via di recupero dopo l’intervento all’appendice. Gael Monfils, infortunato al ginocchio, è indicato come riserva. “Secondo il medico e il suo fisioterapista, Gael potrebbe iniziare a lavorare di nuovo per la fine di questa settimana” ha detto Noah che l’aveva escluso dal primo turno in Giappone.

Qualcosa, in quel periodo, si rompe. Monfils va a Lione per un torneo di padel insieme al due volte campione di Francia, Robin Haziza. “Che ne approfitti, che si diverta, gli farà bene. Spero solo che non si faccia male, è un atleta estremamente dotato, avrebbe potuto giocare a basket” ironizza Noah. Il riferimento, nemmeno troppo velato, è alla turbolenta vigilia della semifinale 2016 a Zara. Dopo essersi concesso qualche schiacciata, infatti, Monfils annuncia il forfait per la semifinale per un infortunio al ginocchio. Reale o no, non è mai stato chiarito. “Monfils non è con noi perché sto cercando di instaurare uno spirito di gruppo” dichiara il capitano alla vigilia della sfida dominata contro i nipponici “di riserva” vista l’assenza di Nishikori. “Gli ho parlato a dicembre, mi ha spiegato la sua posizione, gli ho detto cosa mi aspettavo da lui in nazionale. Sta a lui dimostrare di essere motivato, il gruppo viene prima di Gael”. In fondo, spiega, anche la nazionale di calcio si priva di Benzema, il suo miglior centravanti.

La delusione scava dubbi in Monfils. “Dopo non ho più giocato bene” ammette. “Allora che succede, qual è il problema? Ecco una buona domanda, cercherò di trovare una risposta con la squadra. Devo trovare il modo di far passare questo periodo negativo. Può darsi che faccio troppo, che chiedo troppo a me stesso, che mi metto troppa pressione addosso. Non lo so, sento però un campanello d’allarme, c’è qualcosa che mi ha innervosito nel profondo, che mi frustra quest’anno e dovrei liberare”.

Il numero 1 del quartetto francese sarà dunque Lucas Pouille, numero 16 del mondo, che ha disputato tre singolari in Davis con due vittorie e una sconfitta, ma un solo successo in un live rubber, all’esordio contro il ceco Jiry Vesely nel quarto di finale dell’anno scorso. Con lui, scenderanno in campo Gilles Simon, Nicolas Mahut, unico francese a raggiungere il numero 1 del mondo insieme a Noah, e Pierre Hugues Herbert, scelti prevedibilmente come coppia di doppio. Insieme, hanno infatti chiuso al secondo posto nella classifica per le migliori coppie del 2016 e giocato per la seconda volta di fila le ATP Finals, senza mai superare il round robin.

Per il presidente della FFT Bernard Giudicelli la sfida contro la nazione che ha codificato il tennis può diventare l’occasione per riscoprire la memoria e la tradizione tutta francese della pallacorda. “Ci sembra importante che le giovani generazioni conoscano il senso del gioco, del modo in cui si contano i punti, e vorremmo che i nostri talenti più promettenti provassero a giocare alla pallacorda, a divertirsi con la propria storia”. Anche il capitano del Giappone, ha aggiunto, “spiegava che per lui la Francia evocava anche il gioco della pallacorda”. L’orgoglio per la popolarizzazione del passatempo dei re passerà anche per il futuro stadio del Roland Garros su cui veglierà, ha concluso, Fabrice Santoro, e in cui saranno disseminati gli oggetti e i cimeli esposti al museo del tennis”.

Fascino e tradizione, memoria e futuro. Equilibri emotivi, suggestioni che arricchiscono i significati della sfida di Rouen. “Sarà un match davvero molto duro” ha ammesso il capitano britannico Smith a BBC radio 5 live. “Però anche noi abbiamo una formazione con una grande esperienza in Davis e tutti i miei ragazzi hanno saputo fare del loro meglio quando sono stati chiamati in causa in questa competizione”.


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