COPPA DAVIS: VINCITORI E VINTI

La parola ai protagonisti delle due semifinali di Coppa Davis appena terminate. Tra la gioia di Nadal e le lacrime di Djokovic, si attende ora la finale di dicembre tra Spagna e Argentina
lunedì, 19 Settembre 2011

I giocatori di punta erano gli stessi della settimana scorsa, gli stessi Novak Djokovic e Rafael Nadal che lo scorso lunedì si erano contesi il titolo degli Us Open. Protagonisti, stavolta, delle due semifinali di Coppa Davis: Serbia-Argentina e Spagna-Francia. Ma se a New York il n.1 del mondo aveva avuto la meglio, dimostrando di essere ancora meritevole di occupare la poltrona di re del ranking, stavolta le cose non sono andate nello stesso modo.

Rafael Nadal ha guidato la sua Spagna alla vittoria sulla Francia, con il punteggio finale di 4-1. Il n.2 del mondo, che ha vinto i suoi due singolari, ha dichiarato: “E’ stato molto bello giocare a Cordoba, devo ringraziare la città e il pubblico per il calore che solo in un match di Coppa Davis può dare. Un ambiente così è prezioso. Non ho molte occasioni di giocare davanti al mio pubblico. Sono molto soddisfatto per tutta la squadra, è grazie a ognuno di noi che siamo arrivati in finale. Siamo davvero molto felici. Per la finale preferivo l’Argentina, in modo da giocare in casa. Poi ho più amici nella squadra argentina che in quella serba”. Il maiorchino ha anche parlato delle sue condizioni fisiche: “Dopo gli Us Open ho cercato di riposarmi, ti prepararmi passo passo, con calma. Venerdì l’energia che avevo mi è bastata. Sapevo che domenica sarei stato meglio e avrei recuperato. Siamo ancora in finale, grazie al sacrificio di molte persone e anche per l’ottimo rapporto che abbiamo all’interno della squadra. La prima cosa è quella di avere giocatori di alto livello, e poi, di certo, avere una buona atmosfera intorno. Tutto questo è successo. Nello spogliatoio siamo tutti uguali, io non sono più speciale di David Ferrer, Feliciano Lopez e Fernando Verdasco, viviamo insieme. In albergo andavo in camera solo per dormire, mi piace stare con la gente. Nei tornei individuali è più difficile stare insieme perché abbiamo orari diversi. Qui viviamo insieme, questo mi aiuta, vorrei che fosse sempre così: è più divertente e la settimana va più veloce”.

La Spagna affronterà l’Argentina in finale per la seconda volta, dopo quella disputata a Mar del Plata nel 2008, vinta dagli iberici. Fernando Verdasco ha detto a tal proposito che “Questa finale sarà molto diversa da quella del 2008: giocheremo in Spagna, sulla terra. Spero solo che il risultato sia lo stesso! L’Argentina ha giocatori molto forti, come David Nalbandian, Juan Martin Del Potro e Juan Monaco, dovremo cercare di dare il massimo per finire l’anno con la Coppa. Sarà una bella finale perché ci conosciamo tutti molto bene. Monaco ha la mia età, Nalbandian ha un anno di più”. Durante i festeggiamenti dopo la vittoria contro la Francia, Fernando ha indossato la “tenuta” da torero: “Era una bella occasione per indossarla, non capita spesso ai tennisti di potersi vestire così in una piazza come quella”. A proposito dell’eliminazione della Serbia per mano degli argentini, Verdasco ha detto: “Novak Djokovic non era in forma. Ha giocato perché è il n.1 del mondo, la sua squadra aveva bisogno di lui, ma dopo un set ha dovuto ritirarsi, perché i problemi alla schiena erano evidentemente insopportabili”.

I complimenti per la squadra iberica sono arrivati anche dal capitano della squadra francese Guy Forget: “Sulla terra sono praticamente imbattibili. Nadal ha difeso il campo in una maniera incredibile, ha commesso pochissimi errori nel match contro Tsonga. Faccio i miei complimenti ad Albert Costa e a tutta la squadra. E’ difficile affrontare un team che ha vinto la Coppa Davis tre volte, con giocatori di questo livello. Nadal ha una potenza incredibile e conosce i suoi limiti. Non si lascia abbattere dagli errori, per lui ogni punto è unico. I miei giocatori non riescono sempre a farlo. Tsonga, per esempio, quando sbaglia si innervosisce. Non sappiamo mantenere un buon ritmo e le conseguenze sono sia fisiche che mentali”.

Jo-Wilfried Tsonga ha definito Rafael Nadal il giocatore più forte di tutti i tempi sulla terra rossa. “Rafa ha giocato in un modo incredibile – ha detto il francese – ha dimostrato di essere il più forte su questa superficie. Sulla terra è praticamente imbattibile, ha vinto sei volte il Roland Garros, perdendo solo una volta”.

Mentre dunque Rafael Nadal gioiva e si godeva i complimenti di compagni e rivali, Novak Djokovic piangeva per il ritiro nel match contro Del Potro e la conseguente sconfitta della sua squadra. “Il problema alla schiena risale agli US Open. A inizio torneo ho sentito un dolore molto forte. Fortunatamente sono riuscito a tener duro e a sopravvivere nel quarto set della finale contro Nadal. Non ero fisicamente pronto al cento per cento per la Davis, ma mentalmente avevo un grande desiderio di giocare per il mio Paese. Sapevo di poter aggravare i miei problemi alla schiena, ma il mio team sentiva che avevo più possibilità di Victor Troicki di vincere il match”. “La cosa importante adesso è capire l’entità del mio infortunio e quanto tempo mi servirà per guarire. Sono riuscito a sopportare il dolore durante gli Us Open, ma non stavolta”.

“Mi dispiace per Djokovic – sono le parole di Juan Martin Del Potroperché ha avuto una stagione incredibile e spero possa tornare presto a giocare. Deve essere stato molto stanco dopo New York. Io ho servito molto bene oggi, ero molto fiducioso e sono felicissimo di aver raggiunto la finale. Andremo in Spagna consapevoli di non essere i favoriti, ma non ci abbattiamo per questo”.


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