COPPA DAVIS, LA ITF VERSO IL CAMBIAMENTO

Da Coppa Davis a World Cup of Tennis Finals, includerà 18 Nazionali e i migliori giocatori del mondo. Se ne discuterà nell'assemblea di Orlando ad agosto
martedì, 27 Febbraio 2018

TENNIS – È ancora presto per parlare di rivoluzione, ma i presupposti per uno scossone dal punto di vista organizzativo ci sono tutti. La Coppa Davis potrebbe presto cambiare nome e format, passando sotto la denominazione di World Cup of Tennis Finals. L’idea è stata avanzata dalla ITF, che sta studiando un piano per allargare raggio d’azione, fruizione, offerta e spettacolo della principale competizione tennistica a squadre.

La formula impostata dalla federazione si avvicina parecchio a quella della Coppa del Mondo di calcio. Il percorso è chiaro: si giocherà nell’arco di una settimana a fine stagione, con dei gironcini all’italiana che poi si evolveranno nella fase ad eliminazione diretta, includendo alla partenza del torneo un insieme di diciotto squadre. Esattamente come in ambito calcistico, la location indicata sarà unica e ospiterà la manifestazione per tutta la settimana, eliminando quindi gli spareggi sparpagliati nel corso della stagione e la scelta della città e della Nazionale ospitante.

L’unanimità raggiunta in sede del consiglio d’amministrazione della ITF, dunque, permetterà di presentare la proposta durante l’assemblea generale di Orlando, in programma ad agosto. Dietro l’organizzazione della World Cup of Tennis Finals c’è Kosmos, gruppo di finanziamento guidato dal difensore centrale del Barcellona, Gerard Piqué: “Kosmos è entusiasta di prendere parte a questo progetto – dice il calciatore – e speriamo vivamente che l’assemblea di agosto permetta di portare la Coppa Davis ad un livello successivo”. Pochi cambiamenti nelle sfide: tre match invece di cinque, due singolari e un doppio, oltre ad un turno di spareggio che permetterà ad otto delle Nazionali presenti di qualificarsi già per l’anno successivo.

In questo modo, accorpando la competizione in un’unica settimana, si scongiurerebbero i soliti, numerosi problemi relativi alle convocazioni e alle disponibilità dei tennisti, che si concentrerebbero tutti in una location in una sola settimana, per darsi battaglia e conquistare la Davis. L’idea stuzzica anche i rappresentanti del circuito ATP, che però dovranno aspettare l’estate per conoscere le sorti reali della competizione a squadre e della riforma che la potrebbe toccare da vicino.


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