COPPA DAVIS, LANCIATA LA SFIDA AL KAZAKISTAN DEGLI “ORIUNDI”

Il capitano Corrado Barazzutti ha scelto Simone Bolelli, Fabio Fognini, Paolo Lorenzi e Andreas Seppi per il primo turno del World Group in programma dal 6 all'8 marzo al National Tennis Centre di Astana. Dall'altra parte della rete gli azzurri troveranno una nazionale "importata" dai dollari della federazione
mercoledì, 25 Febbraio 2015

TENNIS – Si riparte da Astana. La cavalcata di Coppa Davis dello scorso anno che ha portato gli azzurri fino alla semifinale di Ginevra contro la Svizzera di sua maestà Roger Federer (poi campione dopo il trionfo di Lille contro la Francia) è ancora negli occhi di tutti, ma è già tempo di tornare in campo.

Il primo turno del World Group infatti si gioca in Kazakistan dal 6 all’8 marzo, e il capitano Corrado Barazzutti ha scelto Simone Bolelli, Fabio Fognini, Paolo Lorenzi e Andreas Seppi per provare a conquistare i quarti di finale.C’è chi avrebbe voluto vedere premiato l’ottimo inizio di 2015 di Luca Vanni, ma si giocherà sul cemento indoor, il selezionatore azzurro ha preferito quindi affidarsi alla maggiore duttilità ed esperienza di gente come Seppi e Bolelli, che tra l’altro in questo primo scorcio di stagione hanno ottenuto ottimi risultati suol veloce.

Ma il quesito da porre è un altro: si gioca in Kazakistan, ma l’Italia affronta veramente la nazionale kazaka? Non è un rompicapo di quelli da risolvere tra amici con un sorriso, è un interrogativo che merita una riflessione, visto il modo in cui il presidente del Paese dell’ex URSS Nursultan Nazarbayev, grande appassionato di tennis, ha deciso di dare lustro alla sua nazione anche nel mondo della racchetta. Come? Molto semplice, con i dollari (tanti) a sua disposizione.

Ha messo in mano, alcuni anni fa, la federazione del suo Paese al suo amico Bulat Utemuratov, un riccone dal patrimonio personale che supererebbe addirittura i 2 miliardi di dollari, che come prima “mossa” è andato ad incontrare il presidente della federtennis russa Shamil Tarpischev, proponendogli l’ “acquisto” di alcuni giocatori. Tarpischev accettò l’offerta, d’altra parte le casse moscovite piangevano, a patto però che i giocatori da “ingaggiare” non si trovassero tra i top-50 del ranking mondiale.

Ed ecco quindi che in un batter d’occhio è cambiato, tra gli altri, il passaporto di Andrey Golubev e Mikhail Kulushkin, due dei quattro giocatori convocati dal capitano Dias Doskarayev per questa sfida del National Tennis Centre di Astana contro l’Italia. Ma non è finita qui, perché Utemuratov è andato a “bussare” anche alla porta dell’Ucraina per ottenere Oleksandr Nedovyesov, un altro “prospetto” che poteva fare al caso del Kazakistan. Per lui è stato molto più complicato accettare, perchè quello ucraino è un Paese in cui l’amore per la patria è molto, molto forte, ma alla fine anche lui ha ceduto alle lusinghe del “programma” kazako.

Evidentemente i tanti dollari messi sul piatto sono un argomento molto convincente (fonti molto attendibili sostengono che questi giocatori d’importazione guadagnino cifre con tanti zeri), ma secondo quanto afferma la federazione kazaka, l’ “acquisto”di tali giocatori serve solamente a dare un impulso alla crescita movimento tennistico locale, considerando che si stanno costruendo strutture e centri tecnici di alto livello allo scopo di “sfornare” buoni giocatori kazaki anche di nascita.

E forse è proprio per questo motivo che a completare la lista dei convocati per l’incontro con gli azzurri c’è anche un “indigeno”, ovvero il giovanissimo Dmitry Popko, classe 1996 attualmente numero 605 del mondo. Ma anche se la strada è ancora lunga, visto che nonostante i buoni propositi e gli incredibili investimenti realizzati il tennis fatica ancora a radicarsi, è un dato di fatto che in Coppa Davis, da quel 2010 in cui esordirono gli “oriundi”, il Kazakistan non è più uscito dal World Group e, anzi, ha messo paura a tante “Big” del panorama mondiale, da ultima la Svizzera nello scorso anno quando, nell’aprile del 2014, c’è stato bisogno del miglior Federer per evitare agli elvetici una clamorosa eliminazione casalinga ai quarti di finale.

Nonostante siano stati “importati” quindi, i giocatori della nazionale kazaka danno sempre tutto (probabilmente anche stimolati dai dollari che la federazione mette nelle loro tasche), e anche se il Kazakistan del tennis può sembrare (oggi) un miscuglio di nazionalità messe insieme soltanto dalla ricchezza, il capitano Doskarayev è riuscito nell’impresa di creare un ottimo spirito di gruppo, e nella sfida di Astana l’Italia dovrà stare attenta e concentrata.

Nella foto la nazionale azzurra di Coppa Davis (www.zimbio.com)

 


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