UNA SCONFITTA PREVEDIBILE

Il miracolo non è arrivato, e l'Italia ha salutato il ritorno nel Gruppo Mondiale della Coppa Davis con un sonoro kappaò. Troppo forte il duo Stepanek/Berdych per i nostri, mai capaci di metterli in difficoltà
sabato, 11 Febbraio 2012

Ostrava (Repubblica Ceca). È stata comunque una doccia fredda, ma la sconfitta della nazionale italiana di Coppa Davis contro la Repubblica Ceca era prevedibile. E ci sta. La formazione capitanata da Jaroslav Navratil è superiore alla nostra, specialmente in casa loro, e su una superficie rapidissima. Ma anche se avessimo avuto la possibilità di ospitarli in Italia, e quindi sulla terra battuta, ci sarebbe probabilmente stato ben poco da fare. Sono semplicemente più forti, e l’hanno dimostrato. Tanto che il quartetto azzurro ha ben poco di cui rammaricarsi. Dopo lo 0-2 nei singolari di ieri Corrado Barazzutti ha mandato in campo la nostra miglior coppia, composta da Potito Starace e Daniele Bracciali, ma i due hanno raccolto poco al cospetto di Tomas Berdych e Radek Stepanek, arrendendosi per 6-3 6-4 6-2 in poco più di due ore.

Definire il doppio azzurro come ‘non competitivo’ è però forse un tantino eccessivo. Semplicemente non è al livello di una coppia affiatata e temibile come Stepanek e Berdych (nove match di Davis su dieci non si vincono per caso), composta da un gran doppista come Radek e da un giocatore a tutto campo come il numero sette del mondo. Il primo si è reso protagonista di una prova stupenda, ricca di soluzioni impeccabili e praticamente priva di errori, mentre il secondo, pur non essendo uno specialista, l’ha spalleggiato alla perfezione, non concedendo nulla al servizio (2 punti persi su 26) e tenendo sempre sotto pressione gli italiani. Fare di più, oggi, era davvero difficile.

Certo, se i nostri non avessero sempre ceduto il servizio in apertura di set (dando subito ai rivali la possibilità di comandare e amministrare il vantaggio) avremmo potuto assistere a un match diverso. Ma l’esito finale, sicuramente, sarebbe stato lo stesso. Purtroppo non si può pretendere troppo da Potito Starace, un ottimo singolarista prestato al doppio, dove lo è un po’ meno. Tende a stare lontano dalla rete, e a volte (quella di oggi, per esempio) sarebbe necessario non farlo. Quando non serve la prima è troppo vulnerabile, specialmente se dall’altra parte c’è uno come Stepanek, pronto a entrare a chiudere il punto in ogni occasione utile. Nei match precedenti – con avversari di livello più basso – è sempre riuscito a far la sua onesta figura. Oggi sarebbe servito (ma probabilmente non bastato) qualcosa di più.

E quindi, dopo undici anni di ‘purgatorio’, ci troviamo di nuovo agli spareggi per salire (in questo caso rimanere) nel Gruppo Mondiale. La prossima sfida di Coppa Davis sarà dunque a settembre, ma bisognerà aspettare fino ad Aprile per scoprire chi andremo ad affrontare, e se lo faremo in casa oppure no. Ci sono buonissime possibilità (anche dettate dal fatto che l’Italia potrebbe essere fra le teste di serie) di pescare un’avversaria alla nostra portata, e di poter quindi rimanere in Serie A. Ma la fortuna negli ultimi anni ci ha spesso voltato le spalle, e non è da escludere che ciò possa succedere di nuovo.


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