CAMPO PRONTO, CONTORNO MENO

A meno di tre giorni dall'inizio della finale di Coppa Davis fra Spagna e Argentina lo Stadio Olimpico di Siviglia, sede dell'evento, appare poco più di un cantiere. Ma per venerdì sarà tutto pronto alla perfezione
martedì, 29 Novembre 2011

Siviglia (Spagna). Campo di gioco perfetto, camion e gru al lavoro, e oltre 100 uomini impegnati per rendere il contesto all’altezza dell’importantissimo evento in arrivo. Si presenta così, a tre giorni dall’inizio degli incontri, lo Stadio Olimpico di Siviglia, sede, il prossimo week-end, della finale di Coppa Davis fra Spagna e Argentina. Costruito nel 1999 per ospitare i campionati del mondo di atletica, venne prima indicato come la futura casa delle due squadre di calcio della città (ma le tifoserie si opposero, e non se ne fece nulla), e poi inserito nel progetto olimpico spagnolo (eccone giustificato il nome) sia per il 2004 che per il 2008. Ma in entrambi i casi i giochi a cinque cerchi finirono altrove, e così, oltre a qualche sporadico concerto o partita di calcio, e alla finale di Coppa Davis del 2004, lo stadio è pressochè inutilizzato.

Da qui deriva l’obbligo di partire praticamente da zero nella costruzione delle strutture utili ad ospitare un evento importante come quello ormai alle porte. Dopo aver lavorato (alla perfezione, e lo potete giudicare dall’immagine) sulla parte più importante, ossia il terreno di gioco, per lo staff organizzatore è giunta l’ora di concentrarsi su tutti gli aspetti di contorno, a partire da bar e ristoranti, passando per stand, ingressi e tribune. Oltre all’accogliente sala stampa, che sta subendo l’ultima imbiancata, non vi è infatti null’altro di pronto, e addirittura la gran parte delle cose sono ancora assenti. Ma già nelle ultime 15 ore l’aspetto è cambiato parecchio, e numerose zone (in primis quelle riservate, ovviamente) hanno iniziato a prendere forma.

Ma nonostante ciò, e visto che il campo si presenta in perfette condizioni, i giocatori non hanno naturalmente perso l’occasione per prendere confidenza con il ‘centrale’, e già da sabato si stanno allenando sin dal mattino presto. Alle 10, puntualissimi, ecco arrivare sul campo David Nalbandian e Juan Ignacio Chela, pronti a iniziare la loro sessione. Seguiti da ben quattro uomini del team albiceleste, i due hanno giocato per circa un’ora, ma senza mai premere troppo sull’acceleratore. Il campo, nonostante l’alto tasso di umidità mattutina, è parso piuttosto rapido, come sottolineato più tardi dall’ex numero tre del mondo, bloccato da una quindicina di giornalisti argentini al termine della conferenza stampa. “Il campo è un po’ strano, ma mi piace. Non è per niente lento, anche perché si tratta di cemento con sopra la terra rossa, ma il rimbalzo della palla è alto e sempre facile da controllare.

Ben più duro invece l’allenamento fra Rafael Nadal e David Ferrer, gli ultimi due arrivati a Siviglia, che dopo essersi scaldati velocemente hanno iniziato a fare sul serio. Seguiti sul campo dal capitano Albert Costa, sempre pronto a sfornare consigli (specialmente al maiorchino), ‘Rafa’ e ‘Ferru’ si sono concentrati principalmente sulle diagonali, alternando serie da 5/6 colpi, prima su quella di destra e poi sulla sinistra. Feliciano Lopez e Fernando Verdasco, arrivati prima nel capoluogo andaluso e quindi probabilmente già a proprio agio con le condizioni di gioco, hanno invece lavorato al cesto, alternando attacchi e volèe, per poi chiudere con una mezz’oretta di doppio. Il tutto sull’altro campo allestito all’interno dello stadio, dalla parte opposta del terreno di gioco ‘calcistico’ rispetto al centrale.

A seguire gli allenamenti, fra i numerosi giornalisti già arrivati dall’Argentina, presente anche un nome d’eccezione: Martin Vassallo Arguello. Top 50 nel 2009, molti lo ricorderanno per aver giocato, tanti anni fa, anche col in passaporto italiano, nonché per essere stato ‘dall’altra parte’ due anni or sono, quando giocò e vinse singolare e doppio contro l’Olanda. Quest’anno Vassallo ha abbandonato definitivamente l’attività professionistica, dedicandosi subito all’altra sua grande passione. Già da tempo aveva iniziato a collaborare con la celebre rivista online Segundo Saque.com, scrivendo principalmente dei diari dai tornei che andava a giocare, fino a diventare l’inviato speciale in un evento di grandissima importanza.


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