CORONAVIRUS: CANADA E AUSTRALIA RINUNCIANO ALLE OLIMPIADI

Entrambe le delegazioni si ritirano per le cause dovute al Covid-19 e chiedono che gli atleti possano prepararsi per l'anno prossimo

TENNIS – Canada e Australia, se si disputeranno i Giochi Olimpici di Tokyo 2020, non ci saranno. I due Paesi lo hanno annunciato nella notte italiana dopo che il Cio ha preso tempo per valutare un eventuale rinvio delle Olimpiadi previste dal 24 luglio al 9 agosto prossimi. Denis Shapovalov, Milos Raonic, Nick Kyrgios e Alex De Minaur quindi, oltre naturalmente agli altri loro “colleghi” connazionali, sanno già che non scenderanno in campo per le medaglie, sperando che l’appello dei loro Paesi venga ascoltato. Entrambe le delegazioni infatti hanno comunicato il proprio ritiro a causa dell’emergenza Coronavirus e chiedono che gli atleti possano prepararsi per l’anno prossimo.

CANADA

Il primo a dare l’annuncio ufficiale è stato il Canada, che attraverso il proprio comunicato ufficiale ha chiesto al Cio di posticipare le olimpiadi di un anno. “Offriamo il nostro completo sostegno – si legge nella nota – per aiutare ad affrontare tutte le complessità che comporterebbe riprogrammare i Giochi. Mentre riconosciamo le difficoltà inerenti a un rinvio, nulla è più importante della salute e della sicurezza degli atleti e della comunità mondiale. Ma non si tratta solamente della salute degli atleti: è una questione di salute pubblica. Con il Covid-19 e i rischi a esso associati, non è sicuro per i nostri atleti, per le loro famiglie e in maniera più ampia per la comunità canadese continuare ad allenarsi in vista di questi Giochi. Infatti tutto ciò va in direzione contraria rispetto ai consigli di salute pubblica che invitiamo tutti i canadesi a seguire”

AUSTRALIA

Qualche ora dopo quindi è arrivato anche il comunicato dell’Australia, che ha focalizzato l’attenzione sull’impossibilità di preparare al meglio gli atleti per un appuntamento importante come le Olimpiadi.  “I nostri sportivi – si legge nel documento ufficiale – ora devono dare priorità alla loro salute e a quella di chi li circonda, devono essere liberi di poter tornare alle loro famiglie. Abbiamo atleti che si allenano all’estero, alcuni che si allenano in luoghi centrali dell’Australia e che gestiscono i programmi a livello di squadra. con le restrizioni nei confronti dei viaggi e di altri aspetti della vita diventa una situazione insostenibile. È chiaro che i giochi non possono essere tenuti a luglio. I nostri atleti sono stati magnifici nel loro atteggiamento positivo nei confronti dell’allenamento e della preparazione, ma lo stress e l’incertezza sono stati estremamente difficili per loro. Mentre ci sarà ancora molto da risolvere a seguito di questo cambiamento, i tempi consentiranno agli atleti di tutto il mondo di prepararsi adeguatamente con la speranza che la crisi del Coronavirus sia sotto controllo. Siamo consapevoli che un rinvio del genere aprirà a nuove questioni da risolvere. Ma quando il mondo si riunirà alle Olimpiadi di Tokyo ci potrà essere una vera celebrazione dei valori dello sport e dell’umanità”.

(Nella foto Denis Shapovalov – www.zimbio.com)


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