CONSEGUENZE DEL SISTEMA A 32 TESTE DI SERIE

Il sistema di sorteggio dei tabelloni principali dei tornei del Grande Slam, lanciato nel 2001, aveva il compito di rendere la vita più facile ai top player. Tuttavia, sembra che esso non abbia fatto altro che blindare la loro posizione. E anche i loro guadagni.
mercoledì, 11 Giugno 2014

Tennis – Dal 2001 i tornei del Grande Slam hanno raddoppiato il numero delle teste di serie da 16 a 32 nel sorteggio iniziale dei tabelloni. Sembra un semplice dato di fatto, ma in effetti l’incremento delle teste di serie era generato dall’esigenza di valorizzare le prestazioni dei giocatori specialisti di superfici come l’erba e la terra battuta e di aiutare soprattutto i migliori giocatori della classifica e del circuito. Ma è davvero così? Il sito heavytopspin.com prova a dare una risposta.

L’immediato effetto di tale riforma, ancora in vigore nei tornei del Grande Slam, è stato quello di rendere i primi turni dei major relativamente facili per le teste di serie in tabellone. In pratica, fino al terzo turno, un top player che milita tra la prima e la sedicesima posizione del ranking non ha mai l’occasione di incontrare un tennista tra i primi trentadue del mondo. E chi invece occupa una posizione tra la diciassettesima e la trentaduesima è ugualmente tutelato perché si trova sempre di fronte avversari classificati sotto alla posizione numero 32. La protezione che le cosiddette teste di serie ricevono da quando è entrato in vigore questo sistema di “seeding” è evidente a tutti.

Ma se da una parte c’è chi ne guadagna, dall’altra c’è anche chi ha da perdere. E anche tanto. Si tratta ovviamente dei giocatori non inseriti nel gruppo delle teste di serie e i tifosi della prima settimana di torneo. I primi, è chiaro, si trovano un primo turno difficile e un secondo turno a dir poco proibitivo da giocare. I secondi assistono a partite che definire di allenamento sembra addirittura troppo. Ovviamente, può anche capitare che una Serena Williams perda al secondo turno del Roland Garros contro Garbine Muguruza e allora il pubblico si scalda e viene fuori dagli impianti consapevole di aver assistito a un notevole spettacolo. Ma si tratta più di eccezioni che di regole e i primi turni dei tornei dello Slam assumono spesso i connotati di partite di riscaldamento e di preparazione alla seconda settimana per i top players, per i delusissimi spettatori e per i giocatori non di primissima fascia, i quali assumono spesso il ruolo di sparring partner dei migliori.

In ogni caso, non è proprio facile stabilire quale sia l’effettiva portata di tale cambiamento. Dal 1989 al 2000, nel circuito maschile, le teste di serie hanno perso 263 volte nei primi due turni dei major e solo 51 di queste sconfitte hanno coinvolto giocatori che occupavano posizioni tra la 16 e la 32. In sostanza, 80 sconfitte su 100 sarebbero comunque maturate anche con un sistema a 32 teste di serie.

C’è anche da dire che dal punto di vista dei primi 16 giocatori di un torneo potrebbe non esserci differenza tra l’affrontare un giocatore che occupa una posizione dalla numero 17 alla numero 32 e affrontarne uno che milita ancora più in basso nel ranking. Questa idea potrebbe essere confermata da Stanislas Wawrinka, che ha perso al primo turno contro Guillermo Garcia Lopez.

Lo stesso discorso può essere fatto anche per le tenniste insediate nei primi quattro posti del ranking Wta. Sempre dal 1989 al 2000 la top-4 femminile ha raggiunto 176 volte su 190 occasioni il terzo turno. Nei dodici anni successivi le prime quattro tenniste hanno raggiunto il terzo turno 178 volte in 191 occasioni pur non rischiando mai di affrontare avversarie della top 32.

Entrando nel merito della questione, il sistema a 32 teste di serie non ha aiutato il circuito femminile. Tra il 1989 e il 2000 le teste di serie del circuito femminine hanno raggiunto il terzo turno il 77,6% delle volte, il quarto turno il 63,5% delle volte e i quarti di finale il 40,8%.  Tra il 2002 e il 2013, invece, tali percentuali sono rispettivamente 78,2%, 60,1% e 37,1%.

È chiaro che nel tennis femminile si è verificato un certo livellamento delle prestazioni, ma è anche vero che il sistema a 32 teste di serie non ha apportato uno sconvolgimento nel tennis Wta a livello di slam. Per gli uomini il discorso cambia. Da quando è stato impostato il sistema a 32 teste di serie, i giocatori della top 16 hanno raggiunto terzo, quarto turno e quarti di finale il 10% delle volte in più rispetto a quando era in vigore il sistema a 16 teste di serie, ma in realtà non ci sono stati grossi cambiamenti nelle seconde settimane di torneo.

Il vero cambiamento, quindi, riguarda non tanto il top 16 ma chi in classifica si trova tra la diciassettesima e la trentaduesima posizione. Nel sistema a 16 teste di serie questo gruppo di giocatori ha raggiunto il terzo turno nel 35% dei casi, mentre chi si trovava sotto la posizione numero 32 ha raggiunto tale traguardo nel 17% dei casi. Per quanto riguarda le donne, invece, la fascia 17-32 ha raggiunto il terzo turno il 39% delle volte, mentre e giocatrici dalla posizione numero 33 in poi si sono spinte fino a tal punto nel 15% dei casi.

Con il sistema a 32 teste di serie la differenza di prestazioni tra questo gruppo di atleti e i chi li segue in classifica si è notevolmente accentuata. Gli uomini hanno raggiunto il terzo turno 53 volte su 100 contro le 12 volte su 100 di chi militava dalla posizione numero 33 in poi. Le tenniste classificate dalla posizione 17 alla 32 hanno conquistato il terzo turno 49 volte su 100 e le donne nno incluse nel gruppo delle teste di serie hanno fatto come i colleghi uomini con medesime posizioni in classifica (12%).

Tuttavia, queste grosse differenze non stanno influenzando il godimento per la maggior parte degli spettatori dei major. Il formato attuale fa sì che Rafael Nadal affronti un giocatore classificato 60° al primo turno e un altro classificato 30° al secondo turno. Il tennista spagnolo finirà quasi sempre per vincere entrambe le partite. Quindi per i top player le differenze non sono così evidenti.

Il problema vero è che si tutelano i tennisti più ricchi e con classifica alta, ma si penalizzano quelli con meno risorse anche economiche. Non a caso i tornei del Grande Slam hanno cercato di aumentare notevolmente i premi in denaro per chi accede al tabellone principale perdendo al primo turno. Di conseguenza i giocatori che hanno giocato anche solo una partita al Roland Garros hanno intascato 32mila dollari. Ma i giocatori che hanno avuto la bravura e la fortuna di arrivare fino al terzo turno hanno triplicato gli incassi.

Risulta quindi evidente come il sistema a 32 teste di serie abbia favorito i giocatori non di primissima fascia ma con una classifica comunque di tutto rispetto. Le loro possibilità di andare più avanti nei tornei sono aumentate e i loro incassi contano ormai almeno 6 cifre. E anche il sistema di assegnazione dei punti va in questa direzione, valorizzando tale tipo di prestazioni.

La conclusione è ovvia. Il sistema 32 teste di serie non ha avuto molto effetto sui primi 16 giocatori in classifica, soprattutto per quanto riguarda le donne. A questo assunto si aggiunge il fatto che i primi giorni di partite sono più scontati che spettacolari. In sostanza, numeri alla mano, se il sistema attuale dovesse essere un giorno accantonato potrebbero essere in pochi ad accorgersene e a rimpiangerlo. 


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