CUORE DEL POTRO, CILIC KO: CROAZIA-ARGENTINA 2-2

Magia in rimonta di Juan Martin Del Potro, che salva una Davis già nelle mani della Croazia dopo i primi due set: Cilic ko al quinto, ora Karlovic-Delbonis
domenica, 27 Novembre 2016

TENNIS – Nella domenica in cui la Croazia può conquistare la Coppa Davis davanti al proprio pubblico, dovrebbe toccare a Marin Cilic segnare sul tabellone il punto della vittoria. Zagabria è pronta a festeggiare la sua seconda insalatiera, undici anni dopo quella conquistata a Bratislava contro la Slovacchia, ma c’è un giocatore che ha qualcosa in contrario: il suo nome è Juan Martin Del Potro, che firma il pareggio dell’Argentina dopo cinque set estenuanti. Rappresentanza sudamericana in visibilio dopo la clamorosa rimonta.

In un match caratterizzato dal clima infuocato sugli spalti e da un servizio di Cilic che colpisce una raccattapalle, con tanto di soccorso da parte di Del Potro (poi autore di un tweener-lob da mozzare il fiato, ndr), il primo set lascia già intendere l’andamento della domenica. Il croato mette in saccoccia un primo filotto di tre games, strappando il break all’avversario alla prima risposta. Un inizio che infiamma i padroni di casa, poi però costretti a tornare sui propri passi: il colosso di Tandil sfiora il pareggio con cinque palle break neutralizzate sul 3-1, poi piazza l’aggancio grazie al servizio strappato al settimo gioco. Un colpo a segno per entrambi, si va al tie-break. Qui Cilic parte col botto, salendo 5-0 prima di amministrare non senza affanno: chiusura 7-4 al terzo set point e Croazia con un altro centimetro di vantaggio.

Ci si aspetta un secondo set combattuto come e quanto il primo, invece arriva un allungo sorprendente di Cilic. Prima palla break sciupata sullo 0-0, Delpo conserva due turni di battuta poi arriva un black-out. Il tennista di Medjugorje piazza cinque giochi consecutivi, chiudendo il set sul 6-2 e cominciando a far assaporare il gusto della vittoria finale ai croati presenti sugli spalti di Zagabria.

Eppure, l’Argentina ha ancora qualcosa da dire in proposito. Del Potro torna sui livelli visti nella seconda parte del primo set, sfiorando il vantaggio nel terzo parziale con due palle break non trasformate. Il servizio di Cilic regge, quello del sudamericano non lascia spazio ad ulteriori attacchi del rivale e un terzo tie-break sembra la soluzione più accreditata. Il rischio di dire addio alla Davis in tre set scuote però il vincitore di Flushing Meadows 2009, che accelera sul 6-5 in risposta e va sul triplo set point che può riaprire l’incontro. Due vengono annullati, il terzo è quello del 7-5 che porta il match al quarto.

L’inerzia del match si sposta nettamente dalla parte di Del Potro, che dalla reazione del terzo set trova nuove risorse per affrontare anche quello successivo. Il colosso di Tandil salva una palla break nel terzo gioco, ne spreca due nel quarto e lotta punto a punto contro Cilic, che però è sempre quello che crea le difficoltà maggiori in risposta. Almeno fino al decimo gioco, quando si ripresenta la stessa situazione del finale di terzo set: il croato serve per rimanere nel parziale, ma si trova a dover fronteggiare tre set point dell’avversario. Anche in questo caso, non bastano due salvataggi in extremis. Delpo chiude 6-4 e rimanda il discorso al quinto set.

Zagabria comincia a temere seriamente di dover rimandare le operazioni al match decisivo, con il rischio di far scivolare la Davis in mani altrui. Cilic avverte la tensione e la pressione, in un turbinio di emozioni che caratterizza i primi due games: il croato conquista subito il break, ma perde il servizio e la chance di gestire il vantaggio nel set. Del Potro la scampa ancora e legge nel migliore dei modi una situazione che gli è ormai completamente favorevole: il servizio regge senza pericoli, mentre in risposta comincia a progettare l’assalto decisivo per portare a casa il match. L’occasione arriva sul 4-3, quando Cilic gli concede due palle break fondamentali. Ne basta una per andare al servizio per il pareggio nella serie, che arriva grazie al definitivo 6-3.

Quattro ore e cinquantasette minuti non sono sufficienti per regalare la Davis alla Croazia, anzi servono per infondere nella Nazionale argentina una forza che sembrava smarrita dopo il doppio del sabato. Adesso, sul 2-2, tutto può succedere: il verdetto passa nelle mani di Ivo Karlovic e Federico Delbonis.


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