DA “NONNA SERENA” ALLE SUE NIPOTINE, IL NUOVO AVANZA VELOCE

TENNIS - Gli ultimi due tornei dello Slam hanno dato indicazioni precise a livello femminile: le due vecchiette terribili, Serena Williams e Na Li sembrerebbero in crisi. Tante sono le pretendenti allo scettro di regina del tennis femminile, con una particolarità: le giovanissime appena ventenni sembrano essere più agguerrite delle più mature venticinquenni.
giovedì, 3 Luglio 2014

Tennis – Siamo agli sgoccioli del torneo di Wimbledon 2014, ma già alcune sentenze sono state emesse, almeno in negativo. Nel tabellone femminile, in particolare, balza agli occhi la precoce eliminazione delle prime due giocatrici del seeding, Serena Williams e Na Li (entrambe fuori al terzo turno). Ma, guarda caso, anche nel precedente Slam parigino, a distanza di un mese circa, le suddette giocatrici erano state eliminate rispettivamente al secondo e primo turno. E, inevitabilmente, finiscono sul banco degli imputati: sarà un caso fortuito oppure siamo di fronte ad una crisi delle due tenniste che negli ultimi anni hanno raccolto la maggior quantità di successi? Il dubbio è lecito e spontaneo soprattutto perché parliamo di due atlete trentaduenni, due vere anomalie di longevità in uno sport che brucia in fretta a livello fisico e nervoso e nel quale molte campionesse sono state costrette a ritirarsi prima dei trenta per incapacità di mantenere gli alti livelli raggiunti per più di 4 o 5 anni, o a restare nel circuito in modo anonimo alla ricerca disperata di un acuto vincente che, generalmente, non è più arrivato.

Ovviamente è solo un’ipotesi giornalistica poiché le due hanno dimostrato (soprattutto Serena) di avere talmente tanta classe e grinta da poter ancora reagire e azzerare tutti i sospetti; in ogni caso, se anche fossero sul cosiddetto viale del tramonto, avrebbero comunque già assicurato un posto da immortali nella storia delle grandi del tennis all times. Tuttavia, si sa, la ruota gira frenetica e c’è già chi bussa alla porta per reclamare il trono della regina.

Ma, guardando al prossimo futuro, si nota che una generazione di giocatrici giovanissime sembra già pronta a raccogliere il testimone più di un’altra che, invece, per età ed esperienza, dovrebbe rappresentare la successione naturale. In pratica, le tante campionesse nate dal 1987 al 1990, che hanno già vinto più di qualcosa (vedi Vika Azarenka, Ana Ivanovic, Petra Kvitova) o ancora in cerca di un grande successo (vedi Caroline Wozniacki, Aga Radwanska, Angelique Kerber), sembrano, chi più chi meno, abbastanza logore e affaticate e rischiano di non essere in grado di raccogliere ciò che hanno seminato in una carriera già abbastanza lunga.

A complicar loro la vita potrebbe essere l’avvento prepotente di una generazione di giovanissime, nate dal 1991 al 1997, che stanno invadendo il circuito e, a suon di vittorie, anche prestigiose, stanno creando scompiglio nelle gerarchie. Fra queste, i due nomi che sono ormai delle certezze, temuti e rispettati da tutte, freschi new entry nella top ten e in rampa di lancio per il loro primo Slam, forse già tra pochi giorni, sono quelli di Simona Halep e Eugenie Bouchard: due giocatrici che, pur senza stupire particolarmente quanto a talento, mostrano in modo troppo evidente le stimmate delle fuoriclasse complete, forti fisicamente e psicologicamente, in grado di reagire in modo positivo ad ogni tipo di difficoltà. Altri nomi sono ancora acerbi, forse, per pronosticar loro un futuro radioso ma hanno già dato segnali molto convincenti: parliamo di Sloane Stephens, Garbine Muguruza, Madison Keys, Elina Svitolina, Caroline Garcia, Camila Giorgi, Belinda Bencic, Donna Vekic. Ognuno può scegliere su chi scommettere, fra questi nomi già conosciuti, qualcuna forse non ce la farà ad emergere ma di certo, in questo momento, la battaglia per il ricambio generazionale è affascinante e ricca di personaggi interessanti.

In questo panorama di tre generazioni tennistiche non si può non citare il “caso” Maria Sharapova: la siberiana è un caso a parte perché, pur rientrando per età nella categoria delle campionesse mature, essendo classe 1987, può essere tranquillamente definita una veterana per la precocità con la quale ha cominciato a vincere (chi non la ricorda trionfatrice a Wimbledon nel 2004!), ma non sembra ancora stanca e logora come le sue coetanee (vedere la sua straordinaria vittoria a Parigi 2014 dove ha messo in fila le “nipotine” Muguruza, Bouchard e Halep) e non è difficile, per lei, pronosticare ancora altri successi e soddisfazioni.


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