DANIELE BRACCIALI DALLA A ALLA Z

Daniele Bracciali è nato il 10 gennaio 1978. Raccontiamo con un alfabeto la sua storia.
domenica, 10 Gennaio 2016

TENNIS – Un alfabeto per raccontare Daniele Bracciali e il 1978. Dalla A alla Z. Perché c’è molto più di un’inchiesta e di una quasi-vittoria su Roddick nella sua storia.

Arezzo. Dove tutto è cominciato. E’ stato anche giocatore e consulente tecnico del circolo Giotto, incarichi che ha lasciato dopo la radiazione decisa lo scorso agosto.

Bertolucci. Braccio d’oro se lo ricorda Braccio, quando ancora dodicenne già sfoderava un talento eccezionale. “Rimane da chiedersi come mai un tipo benedetto dal talento quale Bracciali non abbia trovato modo di affermarsi per tempo” scriveva Gianni Clerici su Repubblica qualche anno fa.

Casablanca. Il suo unico titolo in singolare, al Grand Prix Hassan II del 2006, sul cileno Nicolas Massu sconfitto in finale 61 64, dopo aver eliminato la testa di serie numero due del seeding, il

peruviano Luis Horna.

Doppio. Cinque i titoli di doppio vinti in carriera da Daniele Bracciali: Milano 2005 con Galimberti, St. Petersburg 2010 con Starace, Kitzbuhel 2011 con Santiago Gonzalez, ‘s-Hertogenbosch 2011 con Frantisek Cermak e Bucarest 2011 con Starace. Tre i giocatori italiani con più titoli di specialità: Adriano Panatta (18), Paolo Bertolucci (12) e Claudio Panatta (6).

Erba. Sui grandi prati verdi dove nascono speranze, Braccio ha vinto due Challenger nel 2005, a Surbiton su Ivo Karlovic e a Manchester sullo slovacco Igor Zelenay. A Wimbledon batterà ancora Ivo Karlovic in un match drammatico prima di giocare una delle partite che hanno segnato la sua carriera.

Fanucci. Chiamato al centro tecnico di Cesenatico dal direttore Smid, come responsabile degli Over 18 ha seguito Giorgio Galimberti, Massimo Calvelli, Elia Grossi, Daniele Ceraudo e Daniele Bracciali, anche se era più piccolo. “Gli facemmo giocare il primo satellite in Israele, ad appena 16 anni, e giunse in semifinale partendo dalle qualificazioni. Dopo un po’ iniziarono i problemi perchè io non riuscivo a gestirli tutti” ha raccontato in un’intervista a Tennis Best.

Gilbert (Rodolphe). Il francese è il primo avversario di Bracciali in un main draw ATP. A 17 anni, l’aretino ottiene la wild card al torneo di St.Poelten del 1995: perderà 63 64.

Hit parade. Braccio nasce nel 1978, anno in cui nella hit parade dei singoli più venduti dominano i Bee Gees di Stayin’ Alive. Ma è anche l’anno di Una donna per amico (Battisti), di Sotto il segno dei pesci (Venditti), di Tu (Tozzi), tutte nella top-5.

Inchiesta. Tutto da rifare. Il Collegio di Garanzia del CONI https://tennis.it/bracciali-starace-processo-da-rifare/ “ha rinviato alla Corte d’Appello Federale della FIT il procedimento che al termine del secondo grado aveva prosciolto i due giocatori dall’accusa di di illecito sportivo e condannato Bracciali a 12 mesi di sospensione (retrodatata) e a 20 mila euro di multa per violazione dei principi di correttezza ex Articolo 1 del Regolamento di Giustizia.

Luzzi. Hanno giocato insieme, al CT Arezzo, hanno avuto lo stesso primo maestro Carlo Pini. L’amicizia negli anni è andata al di là della comune passione e provenienza: ci sarà anche Braccio, davanti a tutti, a portare la bara dell’aretino scomparso a 28 anni e rimasto nel cuore di tutti i tennisti e gli appassionati azzurri.

Milano. Ha vinto il suo primo titolo nell’ultima edizione del Milan Indoor. La zampata in doppio con Galimberti, piegati i francesi Bachelot e Clement al sesto match point, e la bella finale tra Soderling e Stepanek fanno calare il sipario sul tennis al Palalido, su un torneo rimasto senza nomi di richiamo, strozzato in calendario tra l’Australian Open e i grandi appuntamenti indoor.

Newport. Qui, nel 2005, ha vinto la sua prima partita in carriera contro un top-50, il francese Cyril Saulnier (n.48).

Olivia Newton John. E’ la protagonista femminile di Grease, il film di maggiore incasso del 1978: la colonna sonora del musical sarà anche uno degli album più venduti.

Proteste. Nel 2004, a Milano, Daniele Bracciali si lamenta non poco per gli errori dell’arbitro nel match contro l’olandese Remon Sluiter, allora numero 57 del mondo. “Il primo è stato un let su un ace che aveva annullato una palla break, la palla era 20 centimetri sopra il nastro. E così ho perso il servizio. Nel game dopo, 6-5 per lui, sono andato 0-40 e due suoi servizi nettamente fuori sono stati considerati dentro” spiega, come riporta Repubblica. “E’ normale protestare in questi casi, anche perché poi si condiziona l’ arbitro che infatti in seguito ha deciso a mio favore delle palle su cui

invece avevo torto”

Quarantanove. Il best ranking dell’aretino, raggiunto l’8 maggio 2006

Roddick. Una rimonta sfiorata, un discorso sospeso. Due giorni di lotta e di illusioni, dopo il 12-10 al quinto su Karlovic al primo turno. Roddick vince i primi due 75 63, Braccio chiude 7-3 il tiebreak del terzo. A-Rod chiede la sospensione per oscurità, per Braccio, in flow agonistico, c’è ancora luce. Ma il peso di un top player è di gran lunga maggiore, e il supervisor sospende l’incontro. Alla ripresa, Bracciali gioca un game di risposta da favola, il settimo: due risposte vincenti di diritto, due passanti incrociati di rovescio. A questo punto interviene la pioggia a fermare il momento magico di Bracciali, che ricomincia con un doppio fallo, ma rimedia con quattro punti di fila per confermare il break e salire 5-3, preludio al 6-4 completato al secondo set point, con un ace. Sono però più meriti di A-Rod nel break che decide il quinto set, e il match, al sesto game. Braccio sogna su una risposta lungolinea che sarebbe vincente contro chiunque e gli darebbe due chances di controbreak, ma Roddick squaderna il punto del match, una volèe in tuffo di diritto che di fatto chiude la partita: finisce 7-5 6-3 6-7(3) 4-6 6-3.

Smid. Intorno ai diciotto anni Bracciali viene chiamato al centro di Cesenatico, diretto dal boemo Tomas Smid, “un eccellente tennista che non aveva la più lontana idea del suo nuovo mestiere” scriveva Gianni Clerici. “Proprio lì, da una reciproca, vivissima antipatia, sarebbero iniziati i guai di Bracciali, incapace di dare continuità ai quei suoi gesti straordinari”

Torre del Greco. L’impresa di Davis, contro Rafa Nadal. Bracciali e Galimberti battono il maiorchino e Feliciano Lopez 4-6, 6-4, 6-2, 4-6, 9-7. Corrado Barazzutti esplode, gli azzurri si abbracciano e festeggiano per una vittoria ancor più bella perché inattesa. Una partita giocata su livelli che non sembravano poter appartenere ai due azzurri. Al quinto, il match point mancato in risposta sul 7-6 pare un’indizio di un sogno infranto. E invece Bracciali gioca una stop volley strepitosa che vale l’8-7. Va a servire Nadal che ci concede un match point e lo annulla con un ace. Ma sul secondo passa l’Italia.

Una. Le vittorie contro top-10 in un main draw ATP, quella centrata contro Nikolay Davydenko a Mosca nel 2005.

Vancouver. Non avrebbe dovuto giocare, Bracciali, ma deve sostituire in doppio Bolelli. E nella sfida contro l’altro “vecchio” Daniel Nestor, 41 anni, accarezza un’altra impresa. Bracciali e Fognini perdono i primi due set ma rimontano, vanno sei volte a due punti dal match e cedono solo 15-13 al termine di un quinto set durato da solo 127 minuti. Bracciali è il migliore della coppia azzurra, epuò solo rimpiangere quella risposta fuori di un soffio sul 3-2 15-40 sul servizio Nestor: ma gli 80 titoli di doppio, gli 8 Slam del canadese, fanno la differenza.

Zagallo. Leggenda del calcio brasiliano, allenatore della nazionale del primo titolo mondiale in Svezia, lascia la Seleçao proprio il 10 gennaio 1978.


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