DANIIL MEDVEDEV, DALLA RUSSIA CON CLAMORE

La vittoria di Tokyo accende i riflettori su Daniil Medvedev, il talento russo di 22 anni ad un passo dalla top 20. Il suo profilo dopo il successo di ieri.

TENNIS – Se il circuito maschile è a caccia della cosiddetta next big thing che faccia seguito ad Alexander Zverev, la risposta potrebbe essere già arrivata dal torneo di Tokyo. Il cemento della capitale giapponese, protagonista della prima settimana di ottobre, ha messo in luce il talento (in realtà già parecchio noto) di Daniil Medvedev, 22enne promessa russa e vincitore del trofeo.

Per il tennista di Mosca, nato a febbraio 1996, il titolo nipponico ha un valore speciale per diversi motivi. Il primo, ovviamente, è perché si tratta del primo ATP 500 in carriera, nonché del terzo titolo della sua breve avventura da pro. Il secondo, non meno importante, risiede nell’avversario che ha sconfitto in finale, ovvero Kei Nishikori: il russo ha battuto il padrone di casa, ma anche il miglior tennista del Sol Levante del terzo millennio, dimostrando di non temere né il fattore tecnico e del blasone, né tantomeno il pubblico che spingeva per una vittoria del suo beniamino.

Medvedev non lo si scopre certamente a Tokyo, ma sicuramente accende un riflettore importante sul suo futuro che, fino a ieri mattina, era in attesa di un catalizzatore. Due tornei vinti prima di quello asiatico, entrambi nel 2018: prima Sydney, in rimonta, contro un altro talentuoso prospetto di casa come Alex De Minaur, cominciando a costruirsi la fama di carnefice in casa d’altri, poi Winston-Salem, in una finale decisamente agevole contro Steve Johnson, non esattamente l’ultimo arrivato.

Prima di quest’anno, invece, un’importante comparsa a Milano per le ATP Next Gen Finals, per gli otto migliori talenti under 21 del parco maschile. Una rampa di lancio, quella della scorsa stagione, ma anche un presagio di ciò che sarebbe potuto accadere quest’anno. La maturità è ancora in fase di costruzione, così come è ancora presto parlare di consacrazione solo dopo la vittoria di Tokyo, ma intanto il ranking parla chiaro: balzo di dieci posizioni in classifica e un piazzamento che va di pari passo con la sua età: è ventiduesimo, dietro Cecchinato e davanti a Basilashvili, ma soprattutto a pochi passi dalla top 20.

Sarà interessante capire come Medvedev concluderà la stagione 2018, che potrebbe riservargli ancora diverse sorprese. A prescindere da come andrà e da quali piani ha in mente, il 2019 sarà un anno in cui tenerlo ampiamente in considerazione per l’approdo tra i grandi. Come Zverev, che però ha scelto la Germania, un altro talento di sangue russo rischia di fare irruzione tra quelli che comandano.


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