DAVID HAGGERTY: “SENTENZA SU MARIA SHARAPOVA PRIMA DI WIMBLEDON”

“Non ci sono altri dettagli. Ma di norma ci vogliono due o tre mesi per portare a termine un procedimento” dice il boss della federazione internazionale. E poi loda il lavoro della Tennis Integrity Unit.
giovedì, 21 Aprile 2016

TENNIS – È tutto pronto per l’udienza disciplinare che dovrà deliberare sul caso Sharapova. Non c’è ancora l’ufficialità, ma la sentenza potrebbe arrivare prima di Wimbledon. Una data approssimativa che si evince dalle parole di David Haggerty, presidente della Itf: “Di norma ci vogliono due o tre mesi per il processo”. La sentenza potrebbe dunque arrivare nel mese di giugno.

Non ci sono altri dettagli. Lo stesso Haggerty ha tenuto a chiarire di non avere altri dettagli sul modo di procedere del tribunale anti-doping e su dove si terrà l’udienza. Al momento Maria Sharapova resta sospesa in maniera provvisoria dopo l’annuncio choc dell’8 marzo in cui aveva dichiarato di aver assunto Meldonium prima degli Australian Open. La siberiana non aveva perso tempo a giustificare l’assunzione del medicinale vietato dicendo che si trattava di una cura finalizzata a scongiurare l’insorgenza del diabete. E aveva anche aggiunto di non sapere che il farmaco era stato inserito nella lista nera dell’antidoping.

La federazione nazionale russa, in queste settimane, sta cercando di fare pressioni affinché la siberiana possa giocare il torneo olimpico di Rio de Janeiro, previsto per il mese di agosto. Ad ogni modo, la sospensione della Sharapova non sarà revocata prima dell’uscita della sentenza nonostante la Wada, l’agenzia mondiale antidoping, non abbia ancora portato a termine gli studi relativi alla permanenza del meldonium – e quindi alla sua rintracciabilità – nell’organismo di un atleta. Quasi 200 atleti risultati positivi all’assunzione hanno dichiarato di non averlo preso in questo 2016.

“Continueremo a monitorare il caso Sharapova e a chiedere informazioni su di esso” ha detto ancora David Haggerty. “Nel caso della Sharapova – afferma il nuovo Ceo della Wada Olivier Niggli all’Associated Press – il livello di meldonium nel sangue non è in discussione”, lasciando intendere che il problema non è trovare il farmaco ma capire se sia stato assunto durante questa stagione.

Eletto presidente della Itf nel 2015, David Haggerty ha sempre detto di avere l’obiettivo di rendere la federazione più trasparente, soprattutto nei casi di doping e nei casi in cui sia in atto un procedimento volto alla sospensione di un giocatore. Martedì scorso la Itf ha annunciato la squalifica di 10 anni per un giudice di sedia croato che ha continuato a lavorare nonostante avesse subito una prima squalifica di un anno durante gli Us Open 2015: “Non sempre le cose funzionano al 100% – ha detto Haggerty – ma si impara anche dagli errori”.

Mentre il boss della Itf si è mostrato più sicuro e contento del lavoro della Tennis Integrity Unit volto a scongiurare il pericolo di scommesse illecite e partite combinate: ”Sono arrivate ben 40 segnalazioni durante questi primi mesi dell’anno”.

Nel frattempo, tra un caso di sospetto doping e una strana scommessa, le Olimpiadi di Rio si avvicinano inesorabilmente. Il 4 maggio David Haggerty sarà proprio nella città brasiliana per analizzare lo stato dei lavori e i preparativi della rassegna a cinque cerchi. In particolare il presidente della Itf dovrà verificare se l’illuminazione dell’impianto che ospiterà il torneo olimpico sarà completa e funzionante: “Non si sa ancora se ci sarà una sessione notturna, ma se non ci sono le luci avere un programma serale potrebbe essere un grosso problema. Ma so che stanno lavorando per questo”.

Foto: David Haggerty è stato eletto presidente Itf nel settembre 2015 (www.zimbio.com)


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