DAVIDE ERRANI, UN FRATELLO PER MANAGER

TENNIS – In esclusiva per Tennis.it, Davide Errani, fratello di Sara e manager della stessa, oltre che di Roberta Vinci e Karin Knapp, racconta il suo ruolo e ci rassicura sulla Fed Cup: “In semifinale Sara e Roberta ci saranno”
venerdì, 14 Febbraio 2014

Tennis. Fratello, manager e molto di più. Questo è Davide Errani, uno degli uomini più importanti che si celano dietro le quinte del successo di Sara Errani, prima giocatrice italiana, settima del mondo e finalista al Roland Garros del 2012. Tennis.It lo ha raggiunto per fare due chiacchiere e per parlare insieme a lui di sua sorella, ma anche delle altre due top player italiane di cui cura gli interessi: Roberta Vinci e Karin Knapp. Tra una rassicurazione per la Fed Cup e un parere sugli ultimi sviluppi del tennis femminile, Davide ci ha parlato del suo ruolo di fratello-amico-manager.

Per Sara e Roberta non è stato un inizio di stagione positivo in singolare. Sara è riuscita a trovare solo a Parigi buona continuità, dopo una stagione australiana non troppo positiva, mentre la Vinci non ha ancora vinto una partita nel 2014. Abbiamo chiesto a Davide se, secondo lui, questa crisi sia soltanto un periodo passeggero oppure se teme che le avversarie abbiano iniziato ad abituarsi al gioco atipico delle sue ragazze: “Durante l’anno ci possono essere momenti in cui vinci meno partite, è assolutamente fisiologico. Le ragazze sono state comunque meravigliose vincendo l’Australian Open in doppio, risultato che molti danno per ‘normale’ visto che sono numero uno al mondo, ma ti garantisco che è sempre durissima vincere uno Slam, per cui va benissimo così”

Invece la Knapp, seppur pian piano, ha iniziato l’anno in maniera positiva  e sembra in procinto di ritornare ai livelli precedenti ai suoi problemi di salute. Pensi che anche da Karin possiamo aspettarci da un momento all’altro un exploit pari a quello di Sara e Roberta?  “Sono contento per Karin, se lo merita. Ha avuto tantissima sfortuna prima i problemi al cuore poi i due interventi al ginocchio… ha un grande potenziale speriamo possa ripetere le gesta di Sara e Roberta. Vederla trascinare l’Italia in Fed Cup in weekend scorso contro gli USA è stato veramente bello.”

Proprio a proposito di Fed Cup sia Sara che Roberta hanno rinunciato a giocare il primo turno. La scelta è stata dettata, da quanto ci risulta, da motivi logistici in quanto era molto difficile spostarsi poi a Doha. Abbiamo chiesto a Davide una sorta di conferma. Se, cioè, al prossimo impegno le due saranno in campo: “Si, io credo che se non ci saranno contrattempi particolari sia Sara che Robi ci saranno per la semifinale di Fed Cup. Entrambe tengono molto a questa competizione e a giocare per l’Italia. E sì, oggettivamente questa volta era logisticamente infattibile.”

Ha giocato invece la Knapp, mostrando grande coraggio, prendendo per mano il team e portandolo alla vittoria. Lei, la Giorgi e le due ragazze giovani hanno mostrato grande carattere battendo gli USA. Come giudichi la loro prestazione? “Direi ottima! Sono state brave anche a gestire la tensione, cosa non facile. Hanno giocato bene e credo si siano anche divertite. Di sicuro avere un Capitano strepitoso come Corrado Barazzutti le ha aiutate. Lui è veramente un grande.”

Spostandoci più in ambito generale, ultimamente sono sorte delle polemiche dopo i grandi risultati di Eugenie Bouchard. Alcuni commentatori hanno accusato la stampa di un comportamento sessista nei confronti della giovane canadese, considerata esclusivamente per l’avvenenza fisica, nonostante i grandi risultati raggiunti in campo. Pensi che lo sport femminile in generale, e il tennis in particolare, sia sottovalutato dal mondo dell’informazione, che tende ad interessarsi ad esso soltanto quando vengono fuori delle atlete che alle doti tecniche uniscono una certa avvenenza fisica? “Devo dire che ultimamente, grazie ai grandissimi risultati ottenuti sia dai ragazzi che dalle ragazze italiane, il tennis si stia ritagliando un bello spazio anche in Italia. Il torneo di Roma va alla grande, ci sono tanti siti online molto seguiti, la Gazzetta dello Sport sta facendo secondo me un bellissimo lavoro , Supertennis, la tv della Federazione, copre un numero incredibile di tornei live, per cui direi che va bene. Oltretutto molti bimbi si stanno appassionando a questo sport, e questa è una bella cosa.”

Girando la domanda sulle sue ragazze, abbiamo anche chiesto a Davide Errani se pensa che Sara e Roberta, che hanno ottenuto dei grandissimi conseguimenti sul campo, avrebbero ottenuto risultati ‘commerciali’ maggiori, se non fossero state delle ragazze della porta accanto: “Il mondo del business è da sempre interessato a bei ragazzi e belle ragazze. Io penso che l’importante sia però rimanere se stessi, soprattutto quando si raggiunge un certo successo ed una certa popolarità. Rimanere se stessi è fondamentale.”

Andiamo poi sul personale, parlando del ragazzo e manager. Come riesci a conciliare il ruolo di fratello con quello di manager? Avere uno stretto legame di parentela con l’atleta che assisti è un vantaggio o uno svantaggio nella tua attività? “Va molto bene, cerco di aiutare le ragazze per qualsiasi cosa abbiano bisogno. Siamo un bel Team e sono contento di questo e di quello che stiamo facendo assieme. Mi ritengo una persona fortunata e privilegiata nel poter lavorare assieme a Sara, Roberta e Karin che oltre ad essere tenniste fantastiche sono, prima ancora, delle persone meravigliose.”

L’intervista è andata avanti, entrando nel personale e coinvolgendo i sentimenti, parlando di Davide Errani come fratello di Sara. La famiglia è fondamentale e in particolare gli Errani hanno sempre creduto nelle doti di Sara, attualmnte n°7 del mondo. Ma credevano davvero che potesse arrivare così in alto?“Io ho sempre detto che non so dove Sara potrà arrivare, ma so che il punto più alto che raggiungerà sarà sicuramente il massimo che poteva fare. Ha fatto tantissimi sacrifici. Se non sei dentro non riesci a rendertene conto. Ha preso tanti rischi in vita sua, ha lavorato e continua tutt’oggi a lavorare davvero tanto per migliorarsi.”

Torniamo poi indietro di qualche anno, a quel Roland Garros 2012, perso poi in finale contro Maria Sharapova, nel quale ha visto l’apice del gioco, della determinazione e della voglia di vincere di Sara. Come ha vissuto la famiglia quell’esperienza? “Esperienza incredibile. Ogni tanto, quando mi capita di rivedere le immagini, mi viene ancora la pelle d’oca. Vedere poi i miei genitori commuoversi in tribuna e sentire la dedica in italiano che Sara ha fatto dopo la finale… sono stati davvero bellissimi momenti.”


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